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Racconti di Cinema – Terminator 2 – Il giorno del giudizio di James Cameron con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton e Edward Furlong

Come sapete, è attualmente nelle nostre sale, per la precisione dal 31 Ottobre scorso, Terminator- Destino oscuro, il nuovo, chissà se definitivo, capitolo dello storico, fenomenico franchise inaugurato dal suo creatore, regista e, potremmo dire, profetico, millenaristico, visionario anfitrione, ovvero James Cameron.

Che nell’oramai lontano 1984 diede vita a una delle sue pellicole più belle e memorabili. Anzi, a detta di molti, partorì dalla sua fervida mente inarrestabile quello che è a tutt’oggi reputato uno dei maggiori, più intoccabili capisaldi della science fiction cinematografica.

Soltanto quasi dieci anni dopo dall’inaspettato successo di The Terminator, questo infatti il titolo originale, ovvero nel ‘91, ne bissò il planetario, straordinario successo col suo sequel giustamente fortunato e altrettanto osannato, adorato in tutto il mondo, Terminator 2 – Il giorno del giudizio.

Ancora una volta, ovviamente, interpretato dai suoi originari, immancabili protagonisti, l’atletica Linda Hamilton (all’epoca, moglie di Cameron) e da Arnold Schwarzenegger.

Se nel capostipite, Linda Hamilton/Sarah Connor fu costretta, in una corsa contro il tempo adrenalinica al cardiopalma, a sfuggire stoicamente e con intrepida, grintosa temerarietà eroica dalle grinfie, per l’appunto, del distruttivo, letale e temibilissimo robot denominato Terminator (Schwarzenegger), inviato sul nostro pianeta per conto di futuristiche macchine ribelli dal remoto 2029, coadiuvata nella sua missione di sopravvivenza da Kyle Reese (Michael Biehn), riuscendo a rimanere viva per miracolo o, per meglio dire, grazie all’apporto-rapporto salvifico e provvidenziale di Kyle e in virtù delle sue insospettabili destrezze da donna furentemente agguerrita, in Terminator 2 – Il giorno del giudizio, ecco che James Cameron (autore ancora una volta del soggetto e della sceneggiatura assieme a William Wisher) azzecca meravigliosamente un’altra idea tanto spiazzante quanto fortemente vincente.

Stavolta, il villain apparentemente inscalfibile non è più infatti Terminator, bensì un altro Terminator più sofisticato, il t-1000 (Robert Patrick), nuovamente spedito sulla Terra per ammazzare il figlio di Sarah, John Connor (Edward Furlong).

Terminator/Schwarzy diventa invece sorprendentemente il Terminator catapultato da un apocalittico futuro venturo per sconfiggere il T-1000, in modo tale che, eliminandolo, prima che quest’ultimo possa a sua volta uccidere John Connor, il capo della resistenza dell’umanità in imminente pericolo d’ecatombe ed estinzione catastrofica, il futuro stesso della specie umana possa essere salvaguardato e ancora prodigiosamente preservato.

Be’, la trama di Terminator 2 – Il giorno del giudizio credo che la conosciate tutti.

Ma diciamo che, per esattezza di cronaca, ci pare comunque almeno doveroso riportarvene i punti più salienti e basilari.

Siamo a Los Angeles nell’anno 1995 e Sarah Connor, considerata pazza, è rinchiusa in manicomio.

Riesce a evaderne grazie a Terminator/Schwarzenegger. Il quale, nel frattempo, difatti accorre al suo capezzale prima che il T-1000, contemporaneamente al suo arrivo, possa essere d’estremo pericolo per John e Sarah.

Inizierà, da qui in poi, una lotta senza esclusioni di colpi e inseguimenti mozzafiato fra Terminator e il T-1000.

Magnificamente illuminato dalla livida, tenebrosa e acquosa fotografia morbida di Adam Greenberg, candidata all’Oscar, sorretto dalla strepitosa, grandiosa musica di Brad Fiedel, invece scandalosamente ignorata dagli Academy Award, Terminator 2 – Il giorno del giudizio, grazie ai magici effetti speciali del rivoluzionario Stan Winston e, ovviamente, per merito della solita inventiva regia di Cameron e del robusto contributo attoriale di tutti i suoi interpreti, è un seguito che non ha nulla da invidiare al suo primo capitolo.

Un film epocale.

Metafisica applicata alla fantascienza più abissale.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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