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Racconti di Cinema – Sleepers di Barry Levinson con un cast sfavillante, De Niro, Hoffman, Pitt, Gassman

Oggi voglio parlarvi di Sleepers, un altro film abbastanza snobbato dalla Critica ai tempi della sua uscita e col tempo invece ampiamente rivalutato anche perché, coi suoi numerosi passaggi televisivi, ha acquistato oramai l’aura quasi di cult e, piacendo molto alla gente, appare adesso chiarissimo che non meritava il linciaggio che l’intellighenzia dei critici dell’epoca, a mio avviso troppo severi, gli riservò impietosamente.

Sleepers per la regia di Barry Levinson (Rain ManA cena con gli amici) fu presentato, tra molti fischi ma anche numerosi applausi, va detto, come film di apertura del Festival di Venezia il 28 Agosto del 1996. E distribuito poi da noi in sala il 25 Ottobre dello stesso anno.

Sleepers è un film che, visto il super cast impressionante a disposizione, la firma pregiata dell’oscarizzato Levinson, il grande, pluripremiato John Williams a firmare la colonna sonora, autore appunto di soundtrack memorabili, Guerre stellari e Superman su tutte, e abituale, immancabile collaboratore di Steven Spielberg, da Lo squalo a Incontri ravvicinati del terzo tipo, dalla saga d’Indiana Jones Lincoln, e il grandioso Michael Ballhaus come direttore della fotografia, lasciava presagire che ci saremmo trovati di fronte a un instant classic da tanti Academy Award. E invece racimolò soltanto una misera candidatura, andata proprio a Williams.

Sleepers è tratto dall’omonimo libro autobiografico di Lorenzo Carcaterra ed è sceneggiato dallo stesso Levinson.

Dicevamo del cast: Robert De Niro, Dustin Hoffman, Brad Pitt, Jason Patric, Minnie Driver, Kevin Bacon, Billy Crudup e il nostro mattatore Vittorio Gassman in una delle sue ultimissime apparizioni cinematografiche. Una compagnia attoriale da far impallidire chiunque.

Trama di Sleepers

Quattro ragazzotti adolescenti vivono a Hell’s Kitchen, uno dei quartieri più violenti al mondo. Trascorrono le loro giornate servendo messa per padre Bobby (De Niro), un ex delinquente schieratosi ora con Dio, e svolgendo piccoli lavoretti per il leggendario, vecchio boss del quartiere, King Benny (Gassman). Mal tollerando le loro disperate condizioni familiari.

È l’estate caldissima del 1967. I quattro esagerano, combinando una micidiale buffonata. O meglio sarebbe più appropriato dire che l’innocente burla assume presto le fattezze di uno sciagurato scherzo del destino. E, dalla ribalda seppur burrascosa adolescenza spensierata e pura, le loro vite verranno tragicamente segnate per sempre. Basta un istante, una piccola sbadataggine, un’imprevista fatalità, e si precipita nell’orrore… Rubano un carrello di hot dog, scivola dalle loro mani e incidentalmente travolge e uccide sul colpo un uomo che stava salendo i gradini della stazione della metro.

I quattro sono così sbattuti per diciotto mesi in un durissimo riformatorio ove vengono violentemente seviziati e abusati dai secondini torturatori, capeggiati dal sadico Nokes (Kevin Bacon). E le loro fragili innocenze saranno eternamente scalfite in maniera irreversibile.

Quattordici anni dopo, due di loro, John Reilly (Ron Eldard) e Tommy Marcano (Crudup) uccidono a sangue freddo Nokes, incontrato per caso in una tavola calda. E vengono accusati di omicidio ma in loro difesa accorrono immediatamente gli altri due loro amici di tutta una vita, Michael Sullivan (Pitt) e Lorenzo Carcaterra (Patric).

L’avvocaticchio di ufficio assegnato alla difesa di John e Tommy è l’alcolizzato, derelitto Danny Snyder (Hofmman), ma i friends macchineranno segretamente tutti assieme per evitare la condanna di John e Tommy e per far sì che si possa ottenere la loro piena assoluzione. Allora, ripescheranno dal cilindro King Benny e soprattutto Padre Bobby. La testimonianza di quest’ultimo sarà una manna dal cielo, è il caso di dirlo.

Sleepers andò piuttosto bene al botteghino ma, come detto, scontentò non poco la Critica.

Barry Levinson calca troppo la mano in scene pedisseque e retoriche e il film, a volte, è indelicato, manca di tatto e, dal bellissimo, suggestivo inizio alla Scorsese, la sua opera si trasforma quasi in un legal thriller manicheo e ruffiano dalla morale consolatoria e un po’ bugiarda, assumendo i contorni di una perentoria, spietata vendetta che forse cita a sproposito e grossolanamente Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas.

Però le atmosfere appunto dell’incipit sono nostalgicamente appropriatissime, De Niro e Hoffman gigioneggiano da signori attori dal carisma roccioso e immediato, tutti gli altri performers svolgono un egregio lavoro, a eccezione forse solo di Brad Pitt, sacrificato quasi a macchietta redentrice, la fotografia è raffinatamente cristallina e la stessa direzione di Levinson, professionalmente parlando, è ineccepibile, dalla mano sicura.

Un film confezionato in maniera lussuosa, tecnicamente perfetto ma che pare in più punti privo di vera, sentita ispirazione, e stenta a trasmettere autentiche emozioni e a viversi di pugnace pathos.

In questo consiste il suo maggior difetto. Aver voluto commuovere a tavolino con troppa studiata, calibrata furbizia, col rischio di perdere di vista la potenza drammatica dell’assunto di partenza, strozzando la storia e ammantandola di un retrogusto dolciastro fintamente lacrimevole.

Ma per il resto le sue due ore e ventisette minuti scorrono poderosamente di sapiente ritmo e sicura destrezza registica, con alcune sbavature, cadute di tono ma hollywoodianamente anche piene di scaltri, affidabili stratagemmi diegetici per aggirare la noia e gli sbadigli.

Non un capolavoro, ci mancherebbe, nemmeno un grande film, neppure però un film brutto. Siamo nei territori della piacevole, efficace medietà di un Cinema appositamente creato per piacere. Con tutto l’annesso inevitabile e anche spregiativo che il mutevole, labile significato della parola medietas contempla.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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