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Racconti di Cinema – Casinò di Martin Scorsese con Robert De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone

Sì, Casinò di Martin Scorsese col suo fido pupillo Robert De Niro, uno scatenato Joe Pesci e una strepitosa Sharon Stone.

Ci pare doveroso parlarvene in questo racconto di Cinema poiché, come noi tutti cinefili sappiamo, a fine anno uscirà il tanto sospirato The Irishman. Una delle pellicole indubbiamente più attese dell’imminente, prossima stagione cinematografica. Anzi, scusate, mi correggo. Una delle pellicole probabilmente più attese degli ultimi trent’anni, non sto scherzando affatto. Pellicola da hype immane, infatti.

The Irishman segnerà il ritorno al gangster movie per Scorsese dopo Silence.

Casinò è un film del 1995, distribuito però sui nostri grandi schermi soltanto il 22 Marzo del 1996.

Da molti, viene considerato erroneamente il capitolo conclusivo di un’ideale, scorsesiana trilogia appunto gangsteristica, affatto sgangherata, attenzione, eh eh, bensì iper-raffinata, inaugurata nel lontano 1973 con Mean Streets e proseguita con Quei bravi ragazzi del 1990.

Una classificazione, invero, assai generica e superficiale. Che serve soltanto ai dizionaristi enciclopedici per catalogare e rubricare Casinò in una sorta di biblioteca formato celluloide ove ogni magnifico capolavoro, quale Casinò insindacabilmente è e adamantino riluce smagliante privò della benché minima ruggine, pare che debba essere inventariato per fornirgli una limitativa collocazione.

Casinò è un capolavoro invece talmente alto e inarrivabile da divenire paradossalmente inclassificabile, appunto.

Un film che non mostra nessun segno del tempo malgrado, come detto, sia uscito oramai più di vent’anni or sono.

Anziché essere oggetto dunque di vetusto antiquariato da restaurare in senso negativo a causa degli sminuimenti di qualche critico falsamente, modernamente deficiente, risulta addirittura così sfolgorantemente cristallino, cinematograficamente parlando, talmente immacolato nella sua perfezione stilistica che andrebbe soltanto quanto prima, nella nostra memoria, rispolverato e ancora osannato. Un film attuale quindi come non mai.

Che va rivisto proprio in previsione di The Irishman per comprendere appieno il genio e la superba grandezza di Scorsese.

Parimenti a Quei bravi ragazzi, è tratto da un romanzo di Nicholas Pileggi, ovvero Casino: Love and Honor in Las Vegas.

Pileggi che, come avvenuto per Quei bravi ragazzi, di Casinò stato anche lo sceneggiatore assieme a Scorsese.

La trama di Casinò è questa:

Sam Rothstein (Robert De Niro) è un gambler che, in virtù del suo fiuto infallibile, viene scelto da un’importantissima e losca, mafiosa famiglia di Kansas City per essere il direttore di uno dei più grandi casinò di Las Vegas, il Tangiers.

Nonostante i suoi sporchi intrallazzi, la vita di Sam, detto Asso (Ace nella versione originale), pare procedere a gonfie vele. Lui si arricchisce in un batter d’occhio e comincia velocissimamente a costruire attorno a sé un imponente, faraonico impero finanziario.

Però ogni sua sfrenata, avida ambizione verrà altrettanto subitaneamente messa a soqquadro, sbriciolata e ridotta in fumo per colpa delle azioni scellerate della sua folle, ingestibile moglie, l’ex prostituta d’alto bordo Ginger (Sharon Stone), una donna tanto bella quanto viziosa, malsanamente legata sentimentalmente, nonostante il suo matrimonio di facciata con Asso, al bieco e lercio pappone Lester Diamond (James Woods). Ma soprattutto la sfavillante carriera nella malavita di Asso sarà totalmente rovinata e bruciata soprattutto a causa delle scriteriate malefatte del suo imbroglione, allucinato socio, il suo ex amico d’infanzia Nicky Santoro (Joe Pesci), un criminale da quattro soldi, squilibrato e senza senno.

Che dire dunque di Casinò?

Un film che, nell’anno di Braveheart, fu scandalosamente escluso dagli Oscar a eccezion fatta solamente della meritatissima candidatura di Sharon Stone come migliore attrice protagonista. Stone che ricevette per questa sua fenomenale interpretazione, la sua migliore in assoluto, anche un sacrosanto Golden Globe.

Sì, assurdo, vero? Casinò è stato ed eternamente sarà un film grandiosamente così splendido da venir ignorato dagli Academy Awards. Incredibile…

Un film che, nelle sue mai annoianti, bensì straordinariamente entusiasmanti tre ore di durata lucenti, stupisce in continuazione, a partire dai mirabolanti, esplosivi titoli di testa di Saul Bass (La donna che visse due volte, Psyco, Spartacus, Alien), un film che, tra fantasmagorici dolly, sensazionali piani sequenza, travolgenti pezzi rock in colonna sonora, grazie alla prodigiosa fotografia di Robert Richardson, ai suoi attori in stato di grazia e ovviamente per merito innanzitutto d’uno Scorsese al top, possiamo senza dubbio annoverare fra i migliori capidopera magniloquenti della Settima Arte.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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