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Il Primo Re – Matteo Rovere e Alessandro Borghi continuano il cammino per la rinascita del cinema Italiano

Il Primo Re – La recensione del film diretto da Matteo Rovere con Alessio Lapice e Alessandro Borghi nei panni di Romolo e Remo. Un film di genere atipico per il nostro cinema moderno, ricco di azione, sangue ma soprattutto girato completamente in esterni. La fortuna premia gli audaci ma il coraggio ha bisogno anche di un pizzico di follia.

La nascita della città di Roma raccontata dalle gesta eroiche, e non, di Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi). Da pastori a eroi, due fratelli solitari si trovano loro malgrado a capo di un gruppo di schiavi in fuga dalla città di Alba. Per sopravvivere in un mondo ostile, hanno sempre potuto contare uno sull’altro ma il volere degli Dei ha in serbo per loro un futuro fatto di rinunce e sangue.

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Cosa Funziona in Il Primo Re

Il film è una rivisitazione “emotiva e realistica” del mito, per stessa ammissione degli autori, raccontata in protolatino (o latino arcaico) ben interpretato da tutto il cast. Questo è il primo aspetto da considerare per apprezzare e capire lo sforzo produttivo realizzato da Matteo Rovere (Veloce Come il Vento), gli sceneggiatori Filippo Gravino e Francesca Manieri insieme allo stesso regista, il cast e tutta la produzione. L’idea di far recitare e distribuire un film in protolatino, sottotitolato in italiano, è la prima delle scelte coraggiose effettuate da questo manipolo di eroi cinematografici che portano al cinema la leggenda di Roma.

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Il Primo Re è un film sensazionale dal punto di vista tecnico e interpretativo, in cui emergono le ottime interpretazioni del cast ma anche è soprattutto lo straordinario lavoro svolto nel ricreare le atmosfere dell’antichità. La scelta delle location, dei costumi e oggetti di scena è convincente, grazie anche allo splendido lavoro del direttore della fotografia, del resto parliamo di un certo Daniele Ciprì.

Il Primo Re però non è solo tecnica ma anche storia, di coraggio come abbiamo già scritto, ma anche e soprattutto di fratelli, sogni e vigore. Un percorso formativo dell’eroe fatto di lacrime, rinunce e volere degli Dei.  Proprio nella religione, e nell’utilizzo del fuoco, si riversano le affinità con temi universali come la paura e la devozione in ciò che non si comprende, la dipendenza nel soprannaturale, il decidere il proprio destino o il desiderio dell’uomo di predominare su gli altri e la natura.

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Durante la visione corrono alla mente opere di successo come The RevenantApocalyptoThe New World e Valhalla Rising, pellicole che per un motivo o per l’altro hanno lasciato il segno per cura estetica, realismo e brutalità degli scontri. Il sangue scorre copioso ne Il Primo Re ma non è mai fine a se stesso. Rovere fa’ parlare i suoi protagonisti in protolatino ma è in realtà il linguaggio del corpo degli stessi che racconta più delle parole. Così come non possiamo non menzionare l’arco narrativo dei protagonisti che dalle migliori intenzioni finiscono per tradire se stessi e gli altri. Un trionfo tecnico ma soprattutto creativo. Menzione a margine per Tania Garribba, la sua Vestale è superlativa.

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Perché non guardare Il Primo Re

I limiti come spesso accade con le pellicole destinate a segnare un cambiamento nella cinematografia vanno ricercati nella diffidenza dello spettatore, il primo ostacolo da superare. Il Primo Re segnerà, speriamo, un passaggio fondamentale del nostro cinema perché non si era mai visto un progetto così folle, ambizioso e coraggioso per il nostro paese. Probabilmente già il fatto di essere recitato in protolatino con sottotitoli fermerà erroneamente molti spettatori pigri. Non fermatevi.

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Il film si mostra a molte interpretazioni e letture ciò nonostante siamo sicuri che molti lo etichetteranno presto come film politico. Nulla di più sbagliato. Il Primo Re ha solo due errori dalla sua parte. Il primo è quello di possedere un coraggio e una fiducia nel pubblico che lo spettatore di oggi probabilmente non merita. Gli altri due sono tecnici perché nella volontà di strizzare l’occhio agli stessi sono stati inseriti alcuni rallenty e temi sonori da blockbuster che si potevano evitare.

Il Primo Re è in sala dal 31 Gennaio se desiderate realmente il cambiamento del cinema italiano è giunta l’ora di fare la vostra parte. 

Regia: Matteo Rovere Con: Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Michael Schermi, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Vincenzo Crea, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando (II), Florenzo Mattu, Martinus Tocchi, Ludovico Succio Anno: 2019 Durata: 127 min. Paese: Italia, Belgio Distribuzione: 01 Distribution

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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