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Il metodo Kominsky – Dal 25 Ottobre disponibile su Netflix la seconda stagione con Michael Douglas e Alan Arkin

Ebbene, dallo scorso 25 Ottobre, è disponibile su Netflix la seconda stagione della bellissima serie televisiva creata da Chuck Lorre, ovvero Il metodo Kominsky.

Stagione che, come la precedente, consta di otto episodi dalla brevissima durata. Cioè, dal minutaggio cadauno di 25 minuti circa.

Insomma, una serie assai spassosa e dolceamara, giustamente insignita con due splendenti Golden Globe, andati rispettivamente al suo bravissimo protagonista e alla sua spalla, vale a dire i vecchietti Michael Douglas e Alan Arkin.

Un Douglas, nei panni dell’insegnante di recitazione Sandy Kominsky, straordinariamente in parte che gigioneggia da par suo in stile Chorus Line, amabilmente giocando sulla sua senilità galoppante, forgiando e delineando egregiamente il suo character, potremmo dire, ingrigito soltanto nell’aspetto fisico, indubbiamente âgée esteriormente, però invero vivamente ancora stupendamente capriccioso di vita e passioni travolgenti. Connotandolo di soave leggerezza, sfumandolo dolcemente nel fascinoso carisma della sua robusta presenza scenica da anziano uomo brizzolato d’indubitabile, immarcescibile forza attrattiva e al suo ottimo istrionismo da attore oramai navigato e sicurissimo di sé.

Affiancato mirabilmente da un Alan Arkin scatenato nel ruolo del suo migliore amico Norman Newlander, vedovo dispettoso e assai rancoroso, perennemente polemico nei riguardi d’un mondo che non capisce più ma sul quale, con autoironia lodevolissima, pontifica con dissacrante e caustica mestizia irresistibile.

Questo è Il metodo Kominsky, una delle serie più squisite che il palinsesto di Netflix possa offrire attualmente ai suoi abbonati. Uno dei prodotti meglio concepiti e sceneggiati, uno di quei prodotti imperdibili che mette d’accordo tutti.

Sia gli spettatori più in là con l’età, i quali si riconosceranno nei tic e nei godibili vizietti dei suoi protagonisti, tifando e parteggiando per loro, sia quelli più giovani che, attraverso le sublimi pillole di saggezza elargiteci dalla strana coppia Douglas-Arkin, si divertiranno un mondo. Al contempo riflettendo sul senso tragicomico della vita.

Proseguono dunque ininterrottamente esilaranti le arzille avventure di questi due uomini, forse caratterialmente diversi eppur empaticamente inseparabili, due amici per la pelle, come si suol dire.

Ritornano, ovviamente, anche tutti gli altri personaggi della prima tranche. Ovvero l’affascinante e matura Lisa (Nancy Travis), la sentimentalmente complicata figlia un po’ sovrappeso di Kominsky, Mindy (Saraj Baker), con la new entry della sempiternamente sexy milf Jane Seymour nei panni della conturbante Madelyn, di uno strepitoso, calvo Paul Reiser e la fulminante entrata in scena, nel secondo episodio, della rediviva e onestamente irriconoscibile Kathleen Turner, compagna storica di Michael Douglas in tantissime, celebri pellicole del passato.

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Mentre, stranamente, non è tornato Danny DeVito. Che avevamo visto nella prima stagione nel cammeo del Dr. Wexler.

Strano perché, come sapete, Danny DeVito è molto amico sia di Douglas che della Turner. E a entrambi è professionalmente assai legato.

È stato difatti l’Indimenticabile, buffo Ralph di All’inseguimento della pietra verde e Il gioiello del Nilo, ma soprattutto il regista del cult La guerra dei Roses.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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