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Men in Black International – Chris Hemsworth e Tessa Thompson ancora insieme per la pace dell’universo

Sette anni dopo la distribuzione di Men in Black III, ecco Men in Black – International, considerato uno spin-off della saga, dato che non ci sono più Will Smith e Tommy Lee Jones tra i protagonisti ma Chris Hemsworth e Tessa Thompson, così come non c’è più Barry Sonnenfeld alla regia ma F. Gary Gray (Il Negoziatore, Straight Outta Compton e Fast & Furious 8 solo per citarne tre).

Prima di arrivare ai giorni nostri, i nuovi personaggi vengono raccontati con due flash-back, distanti 20 anni l’uno dall’altro. Molly (Tessa Thompson) nel 1996 è una bambina che non solo ha un incontro ravvicinato del terzo tipo con un tenerissimo piccolo alieno azzurro, ma viene a conoscenza dell’esistenza dei MIB, senza venire neutralizzata. Questo avvenimento la porterà 23 anni dopo alla fine di un percorso personale di ricerca che le consentirà di accedere proprio al quartier generale segreto di New York, e di conoscere l’Agente O (Emma Thompson), che colpita dall’intelligente abilità investigativa della giovane le consente di “prendere il nero” per un periodo di prova. Qui conoscerà subito l’Agente H (Chris Hemsworth) che nel 2016 si era contraddistinto in azione fermando in maniera eroica un’invasione di alieni Hive attraverso un portale dentro la Torre Eiffel. Hive che sembrano di nuovo pronti ad arrecare terribili danni al pianeta, e per una serie di circostanze saranno proprio questi due agenti ad indagare, nonostante non godano della piena fiducia dei loro superiori. Riusciranno i Men in Black a salvare il pianeta anche stavolta?

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Cosa funziona in Men in Black – International

In assenza di Smith e Jones, la cui assenza, come vedremo nelle parti negative, si sente molto, ma molto più del dovuto, la miglior scelta di casting riguarda senza dubbio Liam Neeson, il cui personaggio si rivela essere senza dubbio il più interessante tra i nuovi (visto che i pochi vecchi che appaiono sono ridotti a poco più di un cameo nella migliore delle ipotesi). Simpatico e divertente il terzo incomodo Pedino (Pawny in originale), un alieno da scacchiera, e possiamo promuovere anche gli altri originali extraterrestri, come Vungus (Kayvan Novak con addosso tanta CGI) e Luca Brasi (Spencer Wilding). Nome di Italiano di quest’ultimo che proviene proprio dalla versione originale, dato che una parte della storia è ambientata in Italia. Questo spin-off parte proprio male, come vedremo nella prossima sezione, ma fortunatamente riesce a riprendersi un minimo nella parte centrale, con un po’ di azione e colpi di scena. Niente di innovativo per quel che riguarda la prima e abbastanza prevedibile la seconda, ma neanche così insignificanti da richiedere davvero l’utilizzo del neutralizzatore.

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Perché non guardare Men in Black – International

Per la serie “giudicare un libro dalla copertina”, o nel nostro caso, dai poster o al massimo dal trailer, Men in Black – International sembrava non tanto uno spin-off della grande saga nata dal genio di Lowell Cunningham ma un miscuglio mal riuscito di Thor: RagnarokGhostbusters 2016. E queste impressioni a caldo non erano del tutto sbagliate. Anche se Men in Black è un franchise nato come commedia fantascientifica, e al contrario dei cinecomic Marvel, l’idea funzionava decisamente bene, bisogna al tempo stesso saperci fare. Will Smith è un genio comico assoluto, e Tommy Lee Jones come spalla di carattere opposto a lui era l’ideale, mentre non si può dire lo stesso di Hemsworth & Thompson.

L’attore australiano non fa altro che darci prova del fatto che, quando smetterà di essere bello e attraente come lo è adesso, smetterà anche di fare l’attore ad alti livelli. Del resto, solo chi aveva in mente di creare un universo semplicistico per le masse paganti come si è da anni rivelato il Marvel Cinematic Universe poteva affidare a lui il ruolo di uno dei supereroi nei fumetti (e nella mitologia) più epici di sempre… Il suo agente H ha ben poco del Men in Black e tanto del peggior Thor, ma soprattutto tutto del Kevin Beckman di Paul Feig, ridotto al belloccio senza cervello che non fa ridere nessuno.

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Meno deludente l’interpretazione della Thompson ma siamo comunque anni luce dalla bellissima recitazione che abbiamo visto nei due Creed. Al massimo è una Valchiria con l’abito scuro, che come era prevedibile fin da subito resterà memorabile soltanto per qualche battutina in favore di un movimento che invece della parità dei diritti è più interessato a cambiare il vocabolario o ripetere gli stessi errori della controparte.

Dato che in America è già uscito da diversi giorni, Men in Black – International ha già avuto tantissime critiche negative. Se non sarà possibile rivedere in futuro gli Agenti J e K, speriamo almeno che, con questi risultati, gli eventuali seguiti di questo spin-off siano già del tutto dimenticati. Con o senza neutralizzatore.

Men in Black – International è al cinema dal 25 luglio con Warner Bros Italia

Regia: F. Gary Gray Con: Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson, Emma Thompson, Rafe Spall, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani, Nasir Jama, Viktorija Faith, Anatole Taubman, Ruth Horrocks, Bern Collaço, Joakim Skarli, Hiten Patel, Tuncay Gunes, Adrian Alvarado, Stephen Samson, Mandeiya Flory Anno: 2019 Durata: 115 min. Paese: USA Distribuzione: Warner Bros Italia

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