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Il Paradiso probabilmente – Elia Suleiman in cerca di una casa

Il Paradiso Probabilmente, nuovo film di Elia Suleiman, vincitore del Premio Fipresci al Festival di Cannes 2019 offre il punto di vista dell’autore sulle intolleranze nel mondo.

ES (Elia Suleiman) ne ha le tasche piene della Palestina. Del conflitto con Israele, delle piccole e grandi divergenze di ogni giorno. Decide quindi di andare a cercare casa altrove. Ma altrove troverà sempre un po’ di Palestina.

Dov’è casa mia? Il quesito del regista palestinese è più che attuale. In tempi di migrazioni, obbligate o volontarie, il tema di patria, naturale o acquisita è cronaca.

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Cosa funziona in Il Paradiso Probabilmente

Elia Suleiman ci porta a Parigi e a New York, luoghi diametralmente opposti alla Palestina che lui ben conosce, ma della quale non si può liberare mai. Non può scrivere un film che non parli del conflitto arabo-israeliano secondo il produttore cinematografico, perché altrimenti il film potrebbe essere ambientato ovunque.

E in effetti è forse questa la teoria del film: i conflitti, ovviamente in misura diversa, ci sono ovunque; le intolleranze, le discriminazioni. E il testimone muto come un Monsieur Hulot in giro per le grandi città ne è il testimone.

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Perché non guardare Il Paradiso Probabilmente

Il regista gioca con il pubblico: nel film il protagonista è quasi privo di battute è un ascoltatore degli altri, che come Gael Garcia Bernal, hanno molto da dire, anche sul paese di provenienza di Suleiman. Vicini che rubano limoni, produttori che vogliono conflitti, Suleiman è inespressivo, anche se da questa mancanza di reazione vengono fuori molti significati.

Il Paradiso Probabilmente è in sala a partire dal 5 dicembre distribuito da Academy Two.

Regia: Elia Suleiman Con: Elia Suleiman, Gael Garcia Bernal Anno: 2019 Durata: 97 min. Paese: Francia, Qatar, Germania, Canada, Turchia, Palestina Distribuzione: Academy Two

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