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Glass – M. Night Shyamalan firma la miglior trilogia sui Comics senza pagare i diritti a nessuno

Glass – M. Night Shyamalan chiude la sua personale trilogia sui supereroi con un terzo episodio che riporta sullo schermo i protagonisti di “Unbreakable – Il predestinato” a distanza di 18 anni dal loro esordio cinematografico. 

Il film, sequel e crossover di Unbreakable – Il predestinato (2000) e Split (2016), continua gli eventi narrati all’interno dei capitoli precedenti. David Dunn (Bruce Willis), è ormai da anni il misterioso sorvegliante della città che cerca di fermare il crimine. Da mesi è sulle tracce di Kevin Wendell Crumb (James McAvoy), all’inseguimento della sua identità sovrumana, ovvero la Bestia, con l’aiuto di suo figlio Joseph (Spencer Treat Clark).

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Nonostante gli avvertimenti del figlio, David, nel tentativo di salvare delle giovani cheerleaders, resta coinvolto in uno scontro con la Bestia che viene tuttavia interrotto dall’intervento delle forze dell’ordine guidate dalla dott.ssa Ellie Staple (Sarah Paulson). Sia David che Kevin, vengono arrestati e deportati in una clinica psichiatrica per essere studiati ma soprattutto curati. Nella stessa clinica è rinchiuso da anni anche Elijah Price (Samuel L. Jackson) il misterioso uomo di vetro (per via delle sue ossa di cristallo), un individuo dalla spiccata intelligenza ma spietato artefice di vili tragedie nel tentativo di scoprire essere umani “speciali” come gli eroi dei fumetti. Secondo la dott.ssa Ellie Staple, i tre non hanno nessun superpotere,  si sono solo convinti, dopo spiacevoli avvenimenti, di essere speciali. È veramente solo tutto nella loro testa?

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Cosa funziona in Glass

A distanza di diciotto anni dal suo primo omaggio al mondo dei Comics,  M. Night Shyamalan, torna nell’universo di Unbreakable per chiudere una trilogia che solo per i più distratti è nata quasi per caso, ma che lo stesso regista di origini indiane ha più volte affermato, anche durante una master-class tenuta a Roma, di aver concepito ormai più di quindici anni fa’ con la prima bozza del personaggio di Kevin Wendell Crumb. Dopo l’uomo infrangibile di Unbreakable e le molteplici personalità di Split, ecco arrivare il capitolo dedicato all’uomo di vetro, il personaggio di Samuel L. Jackson, vero protagonista di questo epilogo nonostante la sua presenza sullo schermo sia inizialmente praticamente invisibile. Questo è il primo colpo di genio di Shyamalan, autore salito alla ribalta per il suo certosino utilizzo dei colpi di scena che in Glass diventano il punto focale di tutta la struttura narrativa.

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Tornano i superpoteri e con loro l’utilizzo intelligente della costruzione dei Comics, inseriti con lo scopo di fornire indizi alla risoluzione del puzzle ma anche depistare lo spettatore. Shyamalan si conferma un autore “a tutto tondo” che solo i più cinici, frettolosi o presuntuosi non capiscono. Le sue opere trasudano emozioni, viaggiano nei ricordi dello spettatore citando le sue passioni senza riportare direttamente la cultura pop popolare. Proprio come la tecnica scultoria, che consiste nello scolpire una figura tridimensionale isolata nello spazio e che non presenta alcun piano di fondo, Glass, racconta una storia tridimensionale che può essere vista da molte angolazioni ma che contrariamente alla celebre tecnica nasconde un piano che lo spettatore scoprirà alla fine dei giochi. Glass, si avvale di un ritmo altalenante che mescola l’azione iniziale ad una parte centrale rilassata e riflessiva, per terminare in un tripudio di twist e violenza.

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Shyamalan si sarà divertito come un pazzo nel concepirlo, tanto da ritagliare per se stesso il solito cameo. La sua presenza e partecipazione è attiva, interagisce direttamente con i protagonisti e serve da collante narrativo per ricordare il passato. Collante mnemonico che ritroviamo in più riprese durante il film con rimandi ad  Unbreakable, nuovi indizi e citazioni del capostipite della trilogia.

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Nota di merito per tutti i protagonisti, il terzetto principale è pazzesco, Willis è ancora fisicamente credibile, McAvoy e le sue personalità sono incredibili mentre Jackson per buona parte del film è immobile su di una sedia a rotelle ma comunica più di mille parole. Resta solo il rammarico del poco spazio concesso alla splendida Anya Taylor-Joy. Tecnicamente parlando Glass è una follia,  Shyamalan, gira un blockbuster con budget ridotto, circa 20 milioni, spesi probabilmente più per il cast che per la produzione del film, ma li sfrutta alla grandissima, attraverso l’impiego di trucchi vecchi quanto il cinema e che lo stesso sfrutta talmente bene da permettersi scontri fisici per la maggior parte girati in point of view. Che matto! Solo applausi.

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Perché non guardare Glass

Parliamoci chiaro, se lo stile del regista indiano non vi ha mai catturato e se per voi il suo unico film riuscito è The Sixth Sense – Il sesto senso, Glass, difficilmente vi farà cambiare idea sul valore delle sue opere. Shyamalan cerca di mettere la mitologia dei fumetti al suo servizio, alcuni limiti strutturali non mancano ma c’è così tanta passione nel suo lavoro da nascondere tutte le piccole cose che non funzionano. Non attaccatevi ai cavilli della critica 2.0 e lasciatevi andare alla magia delle emozioni che il cinema regala.

Glass è al cinema dal 17 gennaio per la distribuzione di Walt Disney. 

Regia: M. Night Shyamalan Con: Anya Taylor-Joy, James McAvoy, Bruce Willis, Samuel L. Jackson, Sarah Paulson, Spencer Treat Clark, Charlayne Woodard, Colin Campbell (VI) Anno: 2019 Durata: 129 min. Paese: USA Distribuzione: Walt Disney u

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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