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American Skin – Giustizia, finché morte non ci separi | Venezia 76 – Recensione Film

Ispirato a una controversa canzone di Bruce Springsteen, presentato alla 76esima mostra di Venezia e vincitore del Filming Italy Award, American Skin è una efficace denuncia della drammatica condizione sociale subalterna degli afroamericani in America che sembra non sanarsi mai.

La pellicola presenta a Venezia 76 da Spike Lee narra di Lincoln ‘Linc’ Jefferson (Nate Parker) un veterano della guerra in Iraq che vive per la famiglia e investe moltissimo sul futuro e la formazione del figlio quattordicenne, tanto da accettare un semplice lavoro di custode pur di consentirgli frequentare una costosa scuola per bianchi. Fermato dalla polizia mentre rincasava di notte con suo figlio, Johnson non riesce in alcun modo a prevenire la sparatoria che si innescherà con i poliziotti a causa di in banale battibecco e che porterà alla morte di suo figlio.

Assolto inevitabilmente di fronte alla giustizia il poliziotto responsabile dell’omicidio del giovane Jayden, interpretato da Beau Knapp, verrà suo malgrado coinvolto nuovamente in un nuovo processo, al quale Jefferson lo costringerà con la forza, nel quale non potrà godere della “immunità” di cui sembra aver goduto precedentemente.

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Cosa funziona in American Skin

Girato con la tecnica del found footage, utilizzando nella pellicola spezzoni di finto documentario, American Skin da principio sembra affrontare la bruciante tematica in termini ben confezionati ma piuttosto convenzionali come altri film recenti, uno fra tutti Se la strada potesse parlare, per poi sparigliare abilmente le carte. Il regista e protagonista Nate Parker, al secondo lungometraggio dopo il discusso Birth of a Nation, ha infatti la buona intuizione narrativa di costringere la polizia a subire quel processo “equo” che sembra mancare da sempre nel sistema giudiziario americano.  

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Perché non guardare American Skin

Purtroppo anche in questo caso il pubblico, sebbene gratificato virtualmente dall’aver assistito ad una messa in discussione cinematografica di un sistema giudiziario che da molte voci viene dipinto come iniquo e da altre come corrotto, non porta a casa nessun reale chiave di volta per affrontare le grave situazione di ingiustizia sociale rappresentata ne tanto meno di speranza consegnando allo spettatore un finale amarissimo seppur realistico.

Regia: Nate Parker Con: Nate Parker, Omari Hardwick, Theo Rossi, Beau Knapp, Allius Barnes, Dominic Bogart, Serene Branson, Markina Brown, James C. Burns Anno: 2019 Durata: 89 min. Paese: USA Distribuzione: Eagle Pictures

About Elisabetta Prantera

Elisabetta Prantera
Ricercatrice sociale/redattrice, saltella da una vita tra una rilevazione e la visione compulsiva di film e serie tv...perché un buon film può sanare quasi tutti i mali del corpo e dello spirito.

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