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A voce alta (la forza della parola) – Recensione del docu-film di Stéphane De Freitas

Vincitore al Torino Film Festival per il Premio del Pubblico, A voce alta di Stéphane De Freitas co-diretto con Ladj Ly, viene distribuito nelle sale italiane a partire dal 17 Settembre.

A voce alta è un documentario ambientato nell’Università di Saint Denis, fuori Parigi, e segue una classe di studenti durante un mese di preparazione al  concorso Eloquentia, una gara di oratoria che premia “Il miglior oratore del 93”.

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Cosa funziona in A voce alta (la forza della parola)

Gli studenti della classe di oratoria formano un gruppo eterogeneo per cultura, esperienze di vita, argomenti preferiti, senso dell’umorismo, e tutto traspare chiaramente dal loro eloquio. Quello che li accomuna è la loro appartenenza alla periferia parigina e il loro modo di esprimersi troppo popolare, che li fa sentire emarginati in un contesto socio -culturale diverso da quello in cui vivono a Saint Denis. Il documentario mostra non solo il potere di un discorso ben ragionato ma anche come tutti possono imparare e diventano capaci di farlo.

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A voce alta, ha chiaramente l’intento di accendere i riflettori suoi giovani provenienti dai sobborghi, sulla loro umanità, intelligenza e sui diversi percorsi che questi ragazzi si trovano ad affrontare. Ben costruito, A voce alta non ha un narratore ma racconta direttamente attraverso i suoi protagonisti, che si svelano, parlando di loro stessi, man mano che le loro capacità nell’oratoria aumentano.

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Perché non guardare A voce alta (la forza della parola)

A voce alta, nonostante i suoi pregi, si trova a combattere innanzitutto con la sua natura di documentario e anche con l’argomento trattato: sicuramente è più rivolto a persone interessate alle materie del sociale e a quelle legate alla parola e al suo uso. Proprio per questa sua natura, sembrerebbe più indirizzato ad un contesto didattico: bisogna essere molto interessati alla materia per goderne i pregi e non credo che qualcuno al di fuori di tale contesto riesca ad intrattenersi con un documentario sulla tematica dell’importanza dell’oratoria. Altro punto a sfavore è rappresentato dalla lingua: in lingua originale, è sicuramente meno godibile per chi non conosce il francese e deve leggersi i sottotitoli, perdendo una parte fondamentale del documentario come il legame tra parola, gestualità ed espressione facciale.

Regia: Stéphane De Freitas, Ladj Ly Con: Leïla Alaouf, Eddy Moniot, Elhadj Touré, Souleïla Mahiddin, Bertrand Périer, Alexandra Henry, Loubaki Loussalat, Pierre Derycke, Anno: 2017 Durata: 99 min. Paese: Francia Distribuzione: Wanted Cinema

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