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Tully – L’Umanità Dietro La Forza con il volto di Charlize Theron

Tully: Il regista di Juno e Young Adult, Jason Reitman, rinnova la collaborazione con la sceneggiatrice Diablo Cody e l’attrice Charlize Theron per darci una visione a 360° della maternità – ma anche della vita – con la sua ultima fatica.

Marlo (Charlize Theron), moglie e madre di due bambini, sta per partorire nuovamente. Dato l’enorme carico di lavoro che l’attende, il fratello Craig (Mark Duplass) le propone di assumere una tata notturna – una ragazza che si prenda cura del nascituro durante la notte – in modo che lei possa ricaricare un po’ le pile ed evitare un corto circuito. Marlo, inizialmente riluttante, si convince sempre più che l’idea non sia poi così folle, e decide di accettare aiuto.

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Cosa funziona in Tully

Per cominciare, è sincero.

È qualcosa che raramente accade: Tully non mostra timore nell’esporsi e nell’esporre “il lato oscuro” della maternità. O, semplicemente, il lato umano. Perché i figli sono un dono del cielo, ma non sempre si riesce a stargli dietro. “E allora non fateli”, potrebbe rispondere qualcuno. Ma davvero vogliamo applicare una visione talmente semplicistica all’idea della vita?

Reitman certamente non vuole, e risulta chiaro fin dall’inizio della pellicola. Non è solo una questione di stress, di soldi o prosperità economica, come non è la mancanza di forza, di volontà o di affetto ciò che tenta di mettere in risalto il film: sono le aspettative soddisfatte e i sogni infranti, i dubbi e le incertezze, i limiti fisici, quelli psicologici ed effettivi che vanno a formare una strana combo con la condizione di moglie e madre (a volte vincente, a volte… non esattamente) e che formano la più comune delle esistenze, ma anche la più incredibile.

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I dettagli sono li, alla portata di tutti; molto è narrato dal non detto, dal non esplicitato, nella stessa misura in cui portano avanti la storia i dialoghi, frizzanti e schietti, e assolutamente necessari per bilanciare correttamente tono e argomento.
La musica scandisce le sequenze narrative con sagacia e puntualità, coadiuvata da un sound editing di massimo effetto, e che supporta una mostruosa Theron nel dar voce a gioie e dolori dell’essere madre. Nel mentre, un alone di mistero avvolge la figura di Tully – interpretata con un’inaspettata naturalezza dalla Mackenzie Davis di Blade Runner 2049– insinuando il tarlo del dubbio nello spettatore, e tenendolo sull’attenti per buona parte dei 95 minuti.

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Perché non guardare Tully

È difficile trovare motivi per cui non vedere questo film. Probabilmente per il pubblico più “tradizionalista” potrebbe risultare esagerato nel modo di porsi in merito a determinate questioni, irriverente, per certi versi, nella maniera in cui le affronta. Ma se la maggior colpa di Tully è quella di presentare con graffiante ironia – ma mai peccando di volgarità o superficialità – una realtà non edulcorata, nella quale anche le madri possono aver bisogno di tempo per sé stesse, ben vengano pellicole del genere.

Perché a volte, per potersi prendere cura degli altri, bisogna prima salvare sé stessi. Tully lo sa, e in fondo, lo sappiamo anche noi.

Tully al cinema dal 28 Giugno 2018 con Universal Pictures

Regia: Jason Reitman Con: Charlize Theron, Mark Duplass, Mackenzie Davis Anno: 2018 Durata: 95 Min. Paese: USA  Distribuzione: Universal Pictures

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