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Abbiamo visto The Generi la nuova serie di Maccio Capatonda, include intervista a Mario Coco

The Generi: La nuova serie di Maccio Capatonda è stata molto attesa dai fan, dato che Maccio ha un suo pubblico fedele che lo segue assiduamente.

Disponibile dal 7 giugno su SKY e NOW TVThe Generi, è una serie che Maccio ha realizzato per l’offerta ON DEMAND di SKY. Otto brevi episodi scritti e diretti dallo stesso, della durata di 25 minuti cadauno, in cui omaggia appunto i generi del cinema.

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“E’ stato come girare 8 film assieme”

Questa la dichiarazione dell’autore, ed in effetti sembrano 8 mini-film a tutti gli effetti, e la trama è un pretesto per cambiare genere ogni episodio, con risultati molto discontinui in termini di qualità e battute da episodio ad episodio.

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La trama di The Generi: Gianfelice Spagnagatti è il protagonista interpretato dallo stesso Capatonda, è un uomo sulla quarantina che vive la sua vita monotona e senza balzi, gli si propone una donna, Luciana, e un lavoro, che lui rifiuta per ritornare ad essere se stesso, fare la sua solita vita piena di film e serie TV. Ma all’improvviso una porta si apre e lo stesso protagonista si trova catapultato in un genere cinematografico dove dovrà salvare la pelle e cercare la porta per ritornare nel suo mondo, anche se a fine episodio lo catapulterà semplicemente in un altro genere.

EPISODIO UNO – SPAGHETTI WESTERN

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Nel primo episodio Gianfelice rifiuta il cambiamento, apre una porta e si ritrova catapultato nel genere western col nome di  Dick Macello.

EPISODIO DUE – HORROR

The Generi: una scena della commedia

Trasportati in una casetta di montagna omaggia il genere horror, con riferimenti espliciti a La casa di Raimi.

EPISODIO TRE – FANTASY

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Nel terzo episodio si ritrova nel fantasy, un giullare della Tristerra che deve far ridere il Re. Altra caratteristica di questa serie è la presenza di molti camei di attori famosi e vecchie conoscenze del cinema di Maccio, in questo episodio compare Herbert Ballerina.

EPISODIO 4 – COMMEDIA SEXY

The Generi: una sequenza con Maccio Capotonda

La commedia sexy anni 70 omaggiata da Alvaro Vitali in persona nei panni proprio di Pierino è uno degli episodi più riusciti in assoluto dell’intera serie.

EPISODIO 5 – SUPEREROI

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In questo episodio, Gianfelice riesce finalmente a vivere un suo sogno, diventare protagonista di un film di supereroi,anche se scoprirà presto di avere dei superpoteri non all’altezza…

EPISODIO 6 – QUIZ SHOW

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Protagonista di un Quiz-show rifletterà sulla sua vita e sulla possibilità di tornare alla quotidianità. Con la presenza di Nino Frassica superlativo come sempre e un’apparizione di Rovazzi.

EPISODIO 7 – NOIR

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Chiaro riferimento ai film noir (questo episodio è girato tutto in bianco e nero) ed omaggia a piene mani Casablanca.

EPISODIO 8 – MULTIGENERE

Nell’ultimo episodio, The Generiomaggia vari generi d’azione e ci ripropone l’eterna lotta bene – male per tornare alla normalità.

Capatonda spazia il suo genio tra serie, Tv, doppiatore e cinema, anche se le serie brevi sono quelle per cui è stato sempre famoso sin dai tempi della Gialappa’s e sono il suo marchi di fabbrica, anche se i suoi due film hanno ricevuto un discreto successo.

Adorato dai fan, stavolta ci propone una parodia e una distruzione al tempo stesso dei generi cinematografici più noti, alternando comicità spiccia a battute più graffianti, ma quello che stupisce di questa sua nuova serie è come giochi sui generi, li riscriva e li distrugga al tempo stesso con il suo stile inimitabile.

In Italia nessuno aveva osato tanto e pochi avrebbero raggiunto un tal risultato, l’unico che mi viene in mente è “Ladri di saponette” di Maurizio Nichetti, dove era lo stesso attore e regista che finiva nel mondo della pubblicità e voleva tornarne fuori.

Maccio ci prova e fa un buon lavoro che non deluderà i fan e anche gli amanti del cinema, per chi volesse vederlo è su SKY HD ON DEMAND o NOW TV,  insomma senza una vera programmazione potete vedere gli 8 episodi quando volete.


Ed infine una breve intervista a Mario Coco, piccolo attore in erba che ha partecipato all’episodio 4 nel ruolo del compagno di banco di Alvaro Vitali in The Generi.

Mario, come è stata per te l’esperienza sul set con Maccio Capatonda?

Innanzitutto grazie per questa intervista. Lavorare con Maccio è stato davvero fantastico. Nel mio caso è stato ancora più piacevole perché ha avuto il coraggio di chiamarmi per un ruolo così importante, nonostante fino ad allora fossi solo un personaggio televisivo. Oggi lavorare in prodotti di qualità non è così scontato e sembra quasi che i giovani comici non possano avere cittadinanza in film o serie tv. Da Maccio ho appreso tanto. Sul set è sempre attento, meticoloso, creativo, ma anche cordiale con tutti gli attori. Si entra piacevolmente nel suo cosmo e ci si accorge di quanto sia intelligente il suo umorismo. Dopo una settimana in cui vestivo i panni di Gigino dalle 8 di mattina alle 8 di sera, a riprese concluse è stato doloroso lasciare gli abiti alle costumiste. Mi ero affezionato al personaggio che Maccio – per dirlo alla Padre Maronno – mi ha “appioppato”.

Il tuo episodio è sicuramente uno dei più riusciti per la presenza di Alvaro Vitali che ha vestito ancora una volta (Grazie Maccio anche per questo!) i panni di Peirino. Come è stata l’esperienza con Alvaro sul set?

Beh… Condividere l’episodio con un pilastro del nostro cinema pop come Alvaro Vitali è stata una sensazione curiosa e davvero bella. Alvaro dona ad un set la stessa atmosfera familiare che poteva esserci quando girava con Mariano Laurenti. Per un solo giorno io e Matteo Del Campo (Franceschino) abbiamo anche condiviso il camerino con lui e la moglie Stefania Corona. È stato piacevole parlare dei modi di fare di alcuni produttori con cui ha lavorato, come Luciano Martino e Camillo Teti, ma soprattutto di un film che lui ama e che, complice la censura dell’epoca, non viene ricordato spesso, ovvero “Malìa Vergine di nome Maria”. Ricordo che mentre giravamo Alvaro aveva una bronchite incredibile e durante le pause purtroppo si isolava perché non stava particolarmente in forma. Quando davano l’azione però i malanni svanivano e non lo fermava più nessuno. Questa è la grande forza di un artista che possiede una passione che va oltre tutto. Bisogna rivalutare Alvaro, che come attore può ancora dire molto. “The Generi” ne è la prova.

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Dato che oltre attore sei anche esperto di cinema, ti vorrei chiedere questo strano esperimento è decisamente azzeccato, e ricorda molto alcuni film di Nichetti (tipo Ladri di Saponette o Volere volare) dove il protagonista i trova catapultato in una dimensione differente da quelle che vive nella realtà e poi vuole ritornare ovviamente al suo mondo. Secondo te ci sono altre analogie o esperienze simili nel cinema italiano?

Mi piacciono molto i rimandi che fai al cinema di Maurizio Nichetti. Direi che alla base delle dimensioni parallele possa esserci il cinema horror americano e canadese. Entrare ed uscire dai televisori era una fobia tipica dei primi anni 80, ampiamente trattata da Cronenberg nel suo “Videodrome“, per esempio. Il filone venne poi cavalcato anche in Italia da Lamberto Bava.Maccio possiede una notevole cultura horror. L’orrore è la sua prima passione. È stato infatti bravissimo nell’approfondire certe fobie inquietanti catapultandole in un universo comico. Esempi italiani ce ne sarebbero. Se ricordi, nella trilogia de “Le Comiche” di Parenti, Paolo Villaggio e Renato Pozzetto escono prima dallo schermo cinematografico, poi da un cartellone pubblicitario e nel terzo da un televisore. Nel caso di “The Generi” è tutto più complesso. L’avventura di Maccio mi ricorda invece un vecchio bel romanzo di Gianni Rodari, “Gip nel televisore”. I rimandi letterari sono sempre interessanti.

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“Le comiche” era un rimando in effetti che pochi ricordano, e mi  leggerò questo romanzo di Calvino che non conoscevo.

Infine, escludendo il tuo, quale è stato l’episodio che hai preferito?

Guarda, amo il sesto episodio per la presenza surreale e spassosa di Nino Frassica. (Ep. Quiz show) Non sai quanto si divertano lui e Maccio a recitare insieme. Essendo, però, una sorta di riepilogo generale della serie, non so se possa andare bene. Messi da parte questo e il mio, credo che il mio preferito sia il primo. Lì Maccio non capisce ancora cosa sia successo e le situazioni comiche sono più esasperate e divertenti.

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L’episodio di Frassica anch’io l’ho adorato e ti do ragione, spero che Maccio e Nino tornino più spesso a lavorare assieme che sono stati formidabili. Grazie per l’intervista, alla prossima.

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