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Pablo Escobar El Patròn del Mal – La Serie TV colombiana che racconta il vero Escobar ora in DVD e Bluray

Pablo Escobar El Patròn del Mal: Fruibile da qualche anno sul catalogo di Netflix, la serie colombiana dedicata alla figura di Pablo Escobar, è ora disponibile in DVD e Blu-Ray grazie alla distribuzione di Eagle Pictures, su licenza M2 Pictures. Diviso in tre cofanetti, ma disponibile in box completo in esclusiva per Amazon.it nella sola versione Bluray, è un prodotto televisivo da non lasciarsi scappare. Vi sveliamo il perché in questo lungo speciale! 

Nella biografia che la vedova del ricco proprietario terriero boliviano (e esportatore di cocaina) Roberto Suárez ha scritto sul suo defunto marito, si può leggere un curioso aneddoto: Pablo Escobar e Roberto Suárez, che era colui che forniva la merce, hanno visto insieme nel 1983 l’eccellente “Scarface” di Brian De Palma in un cinema privato. Immediatamente, Pablo si sentì identificato con Tony Montana (interpretato da Al Pacino) e notò le somiglianze del suo fornitore e partner con Alejandro Sosa (Paul Shenar). In effetti, il personaggio di Sosa è ispirato a Roberto Suárez.

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Se “Scarface” narra l’ascesa e la caduta di un grande boss della droga (l’immaginario Tony Montana) in forma di lungometraggio, Pablo Escobar, El Patrón del Mal  fa lo stesso in una lunga serie TV (appunto su Escobar), di oltre 113 frenetici episodi della durata di circa venticinque minuti ciascuno, nel montaggio originale, che in questa versione internazionale sono raggruppati in 74 episodi da 43 minuti circa. Nulla quindi è andato perduto.

In diversi paesi dell’America latina il successo di questa serie colombiana è stato travolgente, mentre da noi è arrivata in ritardo di anni (la prima messa in onda è del maggio 2012), e soltanto dopo il successo dell’eccellente serie tardata Netflix Narcos. La storia del super criminale Pablo Emilio Escobar Gaviria è qui rappresentata fin dalla sua infanzia negli anni Cinquanta passando per i suoi inizi nel mondo degli affari criminali negli anni ‘70, iniziò come ladro di tombe e contrabbandiere di tabacco, fino alla sua ascesa e caduta, in quel di Medellin il 2 dicembre del 1993.

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Realizzata come detto in Colombia nel 2012, Pablo Escobar – El Patrón del Mal è basata sul libro “Parabola de Pablo” di Alonso Salazar (ex sindaco di Medellín) e presenta una visione abbastanza affidabile, seppure molto più “povera” per scenografie e scene d’azione e di massa di Narcos, del destino del famoso bandito ma anche della sua complessa personalità. Uno dei principali sceneggiatori, Camilo Cano, è figlio di una delle vittime di Escobar, il direttore del giornale El Espectador (uno dei più antichi e noti dell’America latina), Guillermo Cano.

Alcune situazioni fittizie non mancano ma gli eventi più rilevanti sono effettivamente accaduti. Solo pochi personaggi sono stati inventati dagli scrittori, come nel caso della prostituta Mireya, un’amica di Pablo e sorella di Chili (“El Pinina”). Il quale sembra non invecchiare mai, poiché sembra lo stesso quando incontra Pablo nei primi anni ’70 alla fine della serie (1993).

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Pablo Escobar è magistralmente interpretato da Andrés Parra, il quale dà vita al narcotrafficante in modo estremamente fedele e molto diverso da quello eccellente, ma non molto aderente alla realtà, di Wagner Moura nella citata serie di Netflix. In Pablo Escobar – El Patrón del Mal  assistiamo invece ad una replica quasi perfetta di Pablo, sia per quanto riguarda il suo aspetto fisico che nella sua voce, l’accento di Antioquia, fino al suo carattere. Pablo Escobar è stato indubbiamente un personaggio estremamente negativo ma pieno di contrasti (ed è quindi un enorme merito che Andrés Parra abbia interpretato perfettamente un ruolo così complesso).

Generoso con gli umili e implacabile con l’oligarchia. Un “paisà” e un “bravo guaglione” per alcuni, un “narcoterrorista” assassino per tutti gli altri. Molto amorevole con la propria famiglia seppure molto infedele con la moglie, da buon uomo sudamericano, sempre preoccupato per il benessere della consorte e dei suoi figli (cosa che sarebbe diventata nel dicembre del 1993 il suo tallone d’Achille). Ma crudele, freddo e spietato con i suoi nemici, (o con quelli che considerava come tali).

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Pablo Escobar era ben consapevole, prima di altri suoi colleghi del cartello, che per essere veramente potente era anche necessario godere dell’impunità. L’impunità equivale all’immunità e viceversa. Per questo motivo ha flirtato con la politica per anni divenendo per brevissimo tempo deputato della regione di Antioquia nel 1983, e fino a rendersi finalmente conto che era inutile ( “la classe politica colombiana è più corrotta dei banditi stessi” ), dando così inizio a una guerra totale tra la sua organizzazione (il cartello di Medellín) e lo stato colombiano. Si trattava di combattere l’estradizione: “Preferiamo una tomba in Colombia prima di una cella negli Stati Uniti”. Escobar (e pochi altri come Lehder) contemplavano il traffico di cocaina negli Stati Uniti come strumento, come arma contro l’imperialismo e i gringos (non gli sarebbe mai venuto in mente di vendere la droga per essere consumata in Colombia). “La cocaina è la bomba atomica dell’America Latina” come ebbe a dire alla radio proprio Carlos Lehder.

Lehder, (di origini mezze tedesche e nativo della città di Armenia, nella regione di Quindío) avrebbe fondato un partito politico con un messaggio sovranista, il “Movimiento Cívico Latino Nacional”, e un giornale, il “Quindío Libre”. Prima di essere arrestato ed estradato negli Usa a Tampa in Florida, aveva formato un gruppo di guerriglieri nella giungla. Nella serie (si chiama Marcos Herber) l’attore Alejandro Martínez gli dà vita, anche grazie ad una notevole somiglianza.

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Ma Escobar o Lehder non si erano mai resi conto (o si erano resi conto troppo tardi) di essere stati usati da coloro che sostenevano di combattere. Perché la CIA e la DEA sono in effetti il potere dell’ombra che non solo tollera ma promuove e controlla il traffico di droga su scala globale … Questo non è detto nella serie – il che non sorprende, perché in quel caso Pablo Escobar El patrón del mal, sarebbe stato censurato o almeno non avrebbe potuto raggiungere un pubblico così vasto. Tra l’altro, omette anche la stretta collaborazione che Gonzalo Rodríguez Gacha “El Mexicano” (nella serie “El Mariachi”) e i fratelli paramilitari dei Castaño (nella serie “fratelli Moreno”), avevano con i servizi segreti israeliani (vedere il ruolo giocato da Yair Klein in Colombia).

Nonostante questo, la serie della colombiana Caracol su Pablo Escobar ha tutto: dramma, azione, intrigo continuo, amore, tocchi umoristici, performance brillanti, colonna sonora buona … E anche una narrazione cronologica molto accurata della recente storia colombiana. Un prodotto dunque estremamente raccomandabile.

Una serie nel complesso molto godibile, un po’ altalenante soltanto nelle interpretazioni, escludendo quelle eccellenti menzionate, mentre altre sono molto didattiche e involontariamente divertenti. La storia di Escobar non tiene conto solo di quella di Pablo, ma anche della corruzione di tutta la Colombia, un paese che soffre e tanto ha già sofferto. Sotto gli aspetti della cura del dettaglio è persino superiore alla grande serie di Netflix, essendo questa colombiana molto più completa e realistica dall’alto dei suoi 113 episodi nel montaggio originale, e 74 nei tre cofanetti DVD e Bluray di Eagle Pictures. Certo, il budget è alto per una serie colombiana ma non è comunque quello della serie Netflix.

Pablo Escobar – El patrón del mal deve la maggior parte della sua riuscita a Andrés Parra che richiama, come forse nessuno degli attori che lo ha interpretato, il vero Escobar, con gli stessi gesti e la stessa voce, un lavoro ammirevole e irripetibile. La serie riflette alla perfezione l’evoluzione di Pablo dai suoi inizi fino alla caduta, mentre compie l’ascesa, impazzendo a poco a poco fino alla pura paranoia. Il resto dei personaggi sono trattati molto bene, hanno un buon livello di profondità, dal resto del cartello di Medellin, Cali, la sua famiglia, i politici, la polizia, i paramilitari, ecc.

In definitiva, è una serie di quelle che devono essere viste, non solo per la qualità intrinseca che possiede, che è grande, ma perché ti fa capire e imparare di più e meglio della Colombia.

Una particolarità della serie rispetto a “Narcos”, è che cambia leggermente i nomi di molti dei personaggi reali che appaiono in essa, uno fra i pochi aspetti a lasciare perplessi. Ad esempio, Carlos Lehder viene ribattezzato “Marcos Herber”, Virginia Vallejo diventa “Regina Parejo”, e i fratelli Ochoa, figli di un ricco allevatore e socio di Escobar nel settore della droga, sono “i fratelli Motoa” “. Roberto Escobar detto “El Osito” (che tra l’altro ha scritto un libro su suo fratello Pablo dal carcere) è “Alberto El Peluche”; il super sicario “Popeye” (uscito definitivamente dal carcere l’anno scorso) diventa “El Marino”; Rodríguez Gacha aka “Il Messicano” è “González Rocha aka Mariachi”, e così via.

Possibile che alcuni degli spettatori italiani debbano avere un po’ di pazienza nei primi episodi anche per il fatto che la serie è lunga e non è stata doppiata ma soltanto sottotitolata (d’altronde in italiano avrebbe perso molto). La ricompensa per l’attesa sarà grande poiché sono 74 episodi che anche in lingua originale voleranno. Lasciando un grande sapore in bocca e un nodo allo stomaco.

Lascio questo dialogo della serie che ben riflette la personalità e il modo di pensare e agire, di Pablo Escobar.

ESCOBAR-: “Colonnello, ho due notizie, una buona e una cattiva. La buona notizia è che le darò due alternative. La cattiva notizia è che deve prendere una decisione immediatamente. Riceverà 100.000$ al mese, a partire da oggi, per fornire tutta la protezione necessaria al cartello di Medellín e per gestire lei stesso i miei problemi con la legge, o la ucciderò, e prima suo padre, sua madre, i suoi zii, sua moglie María, la bambina Santiago, la bambina Pilar, anche sua nonna. E se sua nonna è già morta, la disseppellirò e la ucciderò di nuovo.”

COLONNELLO PEDREGAL-: “Una bella serie di minacce.”

PABLO ESCOBAR :- “No signore, questa non è una minaccia Colonnello Pedregal, perché le minacce sono cose che si promettono, si dicono e poi non si fanno, questa è una notifica ufficiale dall’intero cartello di Medellín. Allora ho bisogno che TU prenda questa decisione ma ora.”

COLONNELLO PEDREGAL :- “Con chi parlo, dimmelo.”

ESCOBAR :- “Pablo Emilio Escobar Gaviria.”

Curiosità 

La serie è stata creata da Camilo Cano e Juana Uribe, entrambi strettamente legati a Pablo Escobar. Camilo Cano è il figlio di Guillermo Cano, direttore del giornale El Espectador, fatto assassinare da Escobar nel dicembre 1986. Juana Uribe è vicepresidente di Caracol TV e anche produttrice della serie. È la figlia di Maruja Pachón, fatta rapire da Escobar il 7 novembre 1990 e successivamente rilasciata. Juana è anche la nipote del candidato presidenziale Luis Carlos Galán, fatto uccidere da Escobar nell’agosto del 1989.
Spoiler

L’elemento di curiosità qui sotto può rivelare importanti aspetti della trama.
Il gruppo rivoluzionario dell’MR-20 presente in questa serie è una versione mal resa e anonima del vero M-19, dal nome del Movimento del 19 aprile (Movimiento del 19 de Abril), che davvero rapì Irma Ochoa.

 

About Enrico Bulleri

Enrico Bulleri
Laureato in Storia e Critica del Cinema vecchio ordinamento, e poi in Discipline dello Spettacolo Laurea breve successivamente, all'Università di Pisa, da sempre scrive di cinema e musica, teatro, spettacolo in genere, per varie testate cartacee elettroniche come online, quali Nocturno cinema, Hot Video & Film, La Nazione FI, Il Pisorno, Toscana Oggi, Il Tirreno LI ecc., Ha svolto anche attività di organizzatore e di consulenza in ambito di Fondazioni Teatrali e manifestazioni festivaliere cinematografiche, per organizzazione dei progetti di rassegne, retrospettive, mostre multimediali nell'area cinematografica, e in sinergia con la programmazione cartellonistica della danza, del teatro, della lirica. Appassionato collezionista in proprio dagli anni ottanta epoca del vhs e del Beta, possiede più di 15000 titoli solamente tra Blu-ray e dvd.

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