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Obbligo O Verità – Gioca o…il nuovo horror della Blumhouse

Avete mai giocato a Obbligo o Verità?
Per chi non lo conoscesse, le regole sono semplici: scegli, e gioca.
Ma se vi sembra troppo demenziale o infantile, c’è sempre la versione di Jeff Wadlow… Dì la verità, o muori. Accetta la sfida, o muori.
Beh, pronti a giocare?

Dalla casa di produzione di Jason Blum – già dietro vari horror a basso budget come Paranormal Activity, Ouija, Auguri Per La Tua Morte e i successi di critica Whiplash e Get Out – arriva nelle sale l’ultima, inquietante trovata del genere-.

Un gruppo di studenti universitari si reca in Messico in occasione delle vacanze di primavera, il classico spring break che tutti vorremmo facesse parte anche delle nostre carriere universitarie – o forse no, visto il modo in cui finiscono di solito questi viaggi sul grande schermo. Tra drink e incontri casuali, Olivia (la Lucy Hale di Pretty Little Liars), Markie (la Violett Beane di The Flash), Scott (il Tyler Posey di Teen Wolf) e gli altri si ritroveranno invischiati in qualcosa di più grande di loro quando Carter – il ragazzo che ha fatto colpo su Olivia – li conduce verso una missione religiosa abbandonata, e li convince a prender parte al gioco Obbligo o Verità.

Il gruppetto accetta divertito, ma se ne pentirà presto: i ragazzi scopriranno a loro spese che il gioco non solo è reale, ma ha conseguenze mortali, e non terminerà così facilmente. L’unico modo per uscirne – si spera – vivi, è continuare a giocare.

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Cosa funziona in Obbligo o Verità

Il concept è di quelli apparentemente idiotici ma effettivamente accattivante: è l’inquietudine creata dalla minima e fondamentalmente illogica possibilità che un’attività “innocente” quale un gioco come Obbligo o Verità – di solito eletto a passatempo adolescenziale in occasione delle classiche feste improvvisate in assenza di genitori – possa in realtà trasformarsi in un tormento da cui sembra impossibile liberarsi.

Per di più, le regole normali non vigono, e il gioco è dotato di volontà e intelligenza autonome, costringendo i ragazzi ad affrontare a muso duro i propri problemi, causando morte e distruzione psicologica.

I 100 minuti di screen time, seppur non pienamente giustificati da scelte inopinabili (e si può opinare davvero su parecchie cose), passano senza fatica e senza indispettire lo spettatore, che si ritrova in un qualche modo sempre coinvolto dalla storia.

Il finale, in particolare, si dimostra inaspettatamente brillante, e va a sopperire alla mancanza di originalità della causa scatenante.

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Perché non guardare Obbligo o Verità

Le scelte di casting e la caratterizzazione dei personaggi principali lasciano alquanto a desiderare: sono da considerare eroi coloro che riescono a non essere profondamente irritati da Olivia, che sia a causa del volto perennemente sbalordito dell’attrice, o della civetteria intrinseca nella personalità di Liv, e poco di meglio si può dire di Markie – davvero pedante – o Scott – un po’ tanto tonto il ragazzetto, eh-. Funzionano bene, invece, i secondari Tyson/Nolan Gerard Funk, Penelope/Sophia Ali, Brad/Hayden Szeto e Ronnie/Sam Lerner, nonostante siano anch’essi estremamente devoti ai cliché d’occasione. Non male anche Landon Liboiron nel suo ruolo da “miccia umana” che andrà ad innescare l’intera vicenda.

Decisamente telefonata, ma d’altronde necessaria, la spiegazione soprannaturale fornita per mettere i trattini sulle t e i puntini sulle i della storia – e in ogni caso redenta, come già detto, da un solido finale -.

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Insomma, se siete rimasti soddisfatti dai precedenti prodotti della Blumhouse, o se siete semplicemente in cerca di un horror abbastanza coinvolgente, potete tranquillamente – si fa per dire – recarvi al cinema dal 21 giugno e iniziare a giocare.
Voi cosa scegliete… Obbligo o Verità?

Regia: Jeff Wadlow Con: Lucy Hale, Tyler Posey, Violett Beane, Nolan Gerard Funk, Sophia Ali, Hayden Szeto, Landon Liboiron, Sam Lerner  Anno: 2018 Durata: 100 Min. Paese: USA  Distribuzione: Universal Pictures

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