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Mektoub My Love – Al cinema il film dell’autore franco-tunisino che ha scandalizzato Venezia

Mektoub My Love-Canto Uno – Finalmente in sala il film di Abdelatif Kechiche, prodotto con un crowdfunding e una cordata di produttori francesi e italiani, presentato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia.

In Mektoub – My Love, Amin (Shaïn Boumedine) è un giovane aspirante sceneggiatore che torna da Parigi nel suo paese di origine, Sète, un paese sul mare nel sud della Francia per le vacanze estive. Qui verrà travolto dalla sensualità, libertà e leggerezza che la stagione delle vacanze porta con sè.

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Cosa funziona in Mektoub-My love Canto Uno

Avevamo lasciato Kechiche con il racconto de La vita di Adèle, anche quello un capitolo uno, il cui seguito non è ancora arrivato, lo ritroviamo con un altro racconto di formazione, o di educazione amorosa, adattato da un libro (La ferita, quella vera di François Bégaudeau) in cui questa volta l’oggetto dell’osservazione è un ragazzo, che si trova immerso in un irresistibile baccanale dal quale non si fa travolgere.

Mektoub – My Love, presentato alla scorsa mostra del cinema di Venezia, ha sollevato commenti soprattutto per il modo in cui Kechiche descrive i corpi delle ragazze protagoniste: da vicino e senza molto pudore. Siamo però lontani dalla insistenza della scena di sesso del film precedente. Qui al sesso si fa solo riferimento, lo spettatore, come Amin, è oggetto di una seduzione che dura tre ore, ma che non si concretizza mai. Come l’estate che vivono il gruppo dei ragazzi di Sète, cittadina di mare rinomata del Sud della Francia, una specie di Rimini nostrana: valvola di sfogo per quelli che durante il resto dell’anno lavorano con gli animali o fanno finta di gestire un ristorante o per chi, come la giovane Céline (Lou Luttiau), scopre la leggerezza delle infatuazioni estive.

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Kechiche divide Mektoub – My Love in grandi macrosequenze descrittive, in cui ci si stacca poco dai tanti protagonisti, e dei quali seguiamo le azioni e le emozioni. Le sequenze sono alternativamente molto poetiche o molto terrene, quasi in contraddizione, come è in contraddizione la libertà sessuale millantata da una delle protagoniste, che ha poi però remore a farsi fotografare senza veli.

Un film in cui non c’è una vera trama, questo è vero, ma nel quale difficilmente ci si annoia, perchè in ogni scena è rappresentato un pezzo di umanità nel quale ci si può riconoscere. Con l’aggiunta di un pensiero politico che il regista, tunisino naturalizzato francese, dedica alla comunità musulmana in Francia.

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Cosa non funziona in Mektoub – My Love Canto Uno

Ciò che potrebbe tenere lontani da questo film è in primo luogo la durata: 2 ore e 54 minuti e la trama poco avvincente, ma se si superano queste resistenze, si può finire rapiti da questo scorcio di esistenza.

Mektoub – My Love Canto Uno sarà in sala dal 24 maggio

Regia: Abdelatif Kechiche Con: Shain Boumedine, Ophélie Baufle, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard, Hafsia Herzi, Delinda Kechiche, Kamel Saadi, Meleinda Elasfour, Estefania Argelish Paese: Francia – Italia Durata: 180 min Distribuzione: Vision Distribution

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