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Lucky, recensione dell’esodio alla regia di John Carroll Lynch

E’ stato presentato e alla presenza straordinaria di David Lynch (accolto come le volte precedenti da una folla strabordante di fan e giornalisti), il film Lucky, in anteprima italiana al cinema Astra nella serata di mercoledì 11 marzo, in occasione del Lucca Film Festival 2018. Il film, è l’esordio alla regia del noto attore caratterista di cinema e serie tv John Carroll Lynch, e ci offre l’interpretazione di commiato da parte del protagonista, il grande Harry Dean Stanton, scomparso a 91 anni prima della distribuzione, oltre che anche la partecipazione appunto di David Lynch, come attore. “Lucky”sarà distribuito nei cinema italiani dal 29 agosto con Wanted Cinema.

Lucky (Harry Dean Stanton) ha novanta anni e ha fumato tre pacchetti al giorno per tutta la vita (anche se ne ammette solo uno). Mentre il sole è alto, fa il cruciverba in una tavola calda, beve il suo caffè con un sacco di crema e un sacco di zucchero, e guarda gli show e i quiz televisivi dal suo antico divano. Di notte, va al locale, beve il suo Bloody Mary e si trattiene con l’amico Howard (David Lynch), che ha appena perso la sua tartaruga centenaria chiamata Presidente Roosevelt, lasciando per sbaglio il cancello aperto. Fortunatamente, Lucky non cammina tanto quanto beve. Dopo aver compiuto una visita a casa, il suo medico (Ed Begley Jr.) informa lo strambo Lucky che è nella migliore salute per un uomo della sua età. È uno scherzo della natura. Probabilmente sopravvivrà fino ai cent’anni. Questo confonde Lucky – devotamente ateo e non credente quando arriva a pensare che perfino gli umani possiedono un’anima. Che diavolo ha fatto per guadagnarsi il vero significato del proprio soprannome?

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Il debutto alla regia di John Carroll Lynch (noto per le sue parti da malvagio come ad esempio il “principale sospettato” in “Zodiac” di David Fincher ), Lucky è un trattato piuttosto interessante sugli insegnamenti esistenziali che si imparano dopo aver vissuto così a lungo, molti e molti anni, su questo disgraziato pianeta. E Lynch (lavorando su una sceneggiatura di un ex assistente di Stanton, Logan Sparks, e di Drago Sumonja) è saggio a non limitare il suo film alla prospettiva di questo anziano di ferro dalla voce lacerata. Tutti i suoi personaggi – come i comprimari di Lucky (che includono James Darren e Beth Grant), fino alla “guest star” dietro il bancone del ristorante (Barry Shabakla Henry), hanno dei momenti per conferire al pubblico le proprie dichiarazioni di saggezza e conoscenza del mondo. Mentre alcune di queste riflessioni filosofiche potrebbero risultare un po’ stucchevoli, dopo essere state enunciate più volte, il cast di stagionati attori scelti da Lynch ci offre invece queste “lezioni” con il risultato di un’incantatrice bellezza. Questo film è ovviamente diretto da un uomo che conosce il modo in cui gli attori possono offrire il meglio, e permette a ciascuno di occupare i rispettivi spazi nell’universo di Lucky e di riuscire a presentarci personaggi unici, e molto acuti. I movimenti della macchina da presa impostati da Lynch sono semplici, ma ciò che accade all’interno della cornice è sottilmente complesso, come quando si tratta di sviluppare questi bizzarri abitanti di una piccola cittadina nel deserto.

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Ma diciamocelo, Lucky è un dolce poema composto da John Carroll Lynch per uno dei più grandi attori americani che abbia mai amato vedere sul grande schermo. Harry Dean Stanton canalizza un’intera carriera in questo vecchio fottuto, infondendo ad ogni gesto e intonazione quella grazia stoica che era diventata per decenni il suo biglietto da visita. Quando guardiamo Lucky, vediamo Travis Henderson da “Paris, Texas”, e Brett da “Alien” (specialmente una volta che il film riunisce Stanton con Tom Skerritt). Vediamo Asa Hawks di “La Saggezza nel sangue”(Wise Blood)(1979), di John Huston, e il “Brain”/”Mente” di “1997: Fuga da New York” . È Bud di “Repo Man- Il Recuperatore”(1984) di Alex Cox, ma ora è in pensione e si chiede se forse avrebbe dovuto aprire il baule di quella Malibu del ’64. Per quanto sia duro come lo è stato per Stanton nella realtà (ed è sicuramente uno dei ruoli più belli che abbia mai avuto), ci permette di capire il terrore di Lucky di diventare indesiderato da chiunque abbia intorno. Tutti quegli incredibili ruoli interpretati, e le miglia percorse che vediamo attraverso i solchi delle rughe sull’iconico volto dell’attore, svaniscono mentre il suo personaggio finale fa (eventualmente) pace sul fatto che essere soli, potrebbe essere anche facile, in alcune fasi scelte dell’esistenza, ma morire da solo è la cosa più difficile da affrontare per qualsiasi essere umano. C’è una malinconia che ci compenetra dalla sua già altissima presenza, amalgamandosi in una meravigliosa impersonificazione, tanto meticolosa, quanto vissuta. Il sole stava tramontando su questo grande attore ma non dobbiamo dimenticare i doni dei suoi tanti ruoli, tra cinema e TV, che rimarranno sempre presenti

Mentre tutto quanto descritto sopra può sembrare un tema piuttosto cupo, Lucky è al contrario un intrattenimento incredibilmente arioso, e che è anche abbastanza saggio da essere breve (soli ottanta minuti, senza contare i crediti). Alcune delle scelte di Lynch sono incredibilmente interessanti (come ad esempio la scelta di Johnny Cash e “I See a Darkness” di Will Oldham), così che gran parte della pontificazioni fatte fanno sì che il film trasmetta allo spettatore di crescere alla stessa lenta progressione. Eppure, i momenti di riflessione e di bilancio di una vita quando la stessa ha raggiunto un traguardo naturale, sono resi ancora più sostenibili da scene come quella in cui David Lynch che da regista aveva lui stesso affrontato, con Stanton come co-protagonista, praticamente lo stesso tema in uno dei suoi film più sorprendenti, emozionanti e riusciti, “The Straight Story- Una Storia vera” [1999], e in questa occasione ci offre un monologo su come il guscio di una tartaruga sia anche la sua bara. Niente è permanente e tutto alla fine finirà anche l’esistenza di Harry Dean Stanton. Tuttavia, mentre nel film è ancora qui, dovremmo rallegrarci del fatto che sia stato ancora e per un’ultima volta in grado di offrire una performance particolarmente sfumata, ma universalmente riconoscibile. Confermandosi uno dei più grandi attori della sua generazione; forse anche il più grande in termini di certe influenze naturalistiche.

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Lucky è qui per compiere la raccolta di tutti i suoi “greatest hits”, portando a termine una carriera che vale la pena celebrare ancora molto tempo dopo l’arrivo della cornice nera finale. Quindi sorridi, perché è tutto ciò che possiamo lucfare quando affrontiamo il Vuoto.

Lucky nei cinema dal 29 agosto con Wanted Cinema

Regia: John Carroll Lynch Con: Harry Dean Stanton, David Lynch, Ron Livingston, Ed Begley jr, Tom Skerritt, Beth Grant, James Darren, Barry Shabaka Henley, Yvonne Huff, Hugo Armstrong  Anno: 2017 Durata: 88 min. Paese: USA Distribuzione: Wanted Cinema

Curiosità su Lucky:

Il film ha riunito Harry Dean Stanton e Tom Skerritt dopo 38 anni dalla loro apparizione in “Alien” (1979).

E’ stato girato in diciotto giorni.

L’ultimo ruolo di Harry Dean Stanton .

I cinque esercizi yoga che Lucky esegue all’inizio di ogni giornata sono i Cinque riti tibetani del ringiovanimento, sebbene nel film non siano impiegati nell’ordine raccomandato. Eseguiti originariamente da monaci buddisti tibetani, si dice che migliorino la salute e la longevità.

Debutto alla regia di John Carroll Lynch.

Lucky menziona la sua giovinezza nel Kentucky. Harry Dean Stanton era nato e cresciuto a West Irvine, Kentucky.

David Lynch ha diretto Harry Dean Stanton nei suoi precedenti film. In “Cuore selvaggio”(Wild at Heart) (1990), “Twin Peaks: Fuoco cammina con me”(Twin Peaks: Fire Walk With Me) (1993), “Hotel Room” (1991) e “Inland Empire” (2006).

Come nel personaggio del film, Stanton in realtà servì come cuoco a bordo della USS LST-970, una nave da sbarco di carri armati, durante la Battaglia di Okinawa.

Stanton (che interpretava il ruolo di Lucky) non ha vissuto abbastanza a lungo per vedere l’uscita ufficiale del film negli Stati Uniti, il 29 settembre 2017. Morì il 15 settembre all’età di 91 anni.

Presenta una versione strumentale armonica di “Red River Valley” che Stanton ha interpretato anche in “Twin Peaks: Il Ritorno”(Twin Peaks: The Return)(Stagione 3).

Le scene da commensale sono state girate nella stessa posizione del video di “Marry Me” di Train.

Il regista John Carroll Lynch e Beth Grant hanno precedentemente recitato insieme in “Jackie” (2016).

John Carrol Lynch fa la voce nello spot di assicurazioni sulla vita che si vede alla tv di Lucky all’inizio del film.

Questa è la terza volta che David Lynch ha lavorato con un membro del cast di “Alien” (1979). In precedenza aveva lavorato con John Hurt in “The Elephant Man” (1980). Stanton è stato uno degli attori preferiti del regista, che ha interpretato Howard in questo film.

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About Enrico Bulleri

Laureato in Storia e Critica del Cinema vecchio ordinamento, e poi in Discipline dello Spettacolo Laurea breve successivamente, all'Università di Pisa, da sempre scrive di cinema e musica, teatro, spettacolo in genere, per varie testate cartacee elettroniche come online, quali Nocturno cinema, Hot Video & Film, La Nazione FI, Il Pisorno, Toscana Oggi, Il Tirreno LI ecc., Ha svolto anche attività di organizzatore e di consulenza in ambito di Fondazioni Teatrali e manifestazioni festivaliere cinematografiche, per organizzazione dei progetti di rassegne, retrospettive, mostre multimediali nell'area cinematografica, e in sinergia con la programmazione cartellonistica della danza, del teatro, della lirica. Appassionato collezionista in proprio dagli anni ottanta epoca del vhs e del Beta, possiede più di 15000 titoli solamente tra Blu-ray e dvd.

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