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Lady Bird, il magnifico esordio alla regia di Greta Gerwing con una memorabile Saoirse Ronan

Lady Bird: Cinque nomination ai prossimi Oscar, tre candidature e due premi ai Golden Globe, tre ai BAFTA. Un incasso di 47,3 milioni di dollari al box office USA. Dal 1 marzo arriva nelle sale italiane un film che non mancherà di stupirvi.

Lady Bird è il sofisticato, ricercatissimo soprannome che l’adolescente Christine MacPherson (Saoirse Ronan)  ha scelto per se stessa. Nata e cresciuta a Sacramento, in California, Christine sogna di trasferirsi in una grande città cosmopolita della costa orientale (“o nel luogo in cui gli scrittori si appartano nei boschi”) per frequentare una prestigiosa università dove vivere avventure e scovare opportunità a ogni angolo. Giunta all’ultimo anno di liceo, la sua domanda di ammissione al college è povera di crediti extracurricolari, così per accedere al corso di studi dei suoi sogni, la diciassettenne è costretta a iscriversi al club teatrale del suo liceo. Animata da un incontenibile spirito di ribellione, una dispettosa indole anarchica e un’ambizione sfrenata che sogna di appagare lontano da casa, Christine scoprirà nel teatro un posto accogliente, un luogo dove incontrare nuovi amici e fare nuove esperienze; un rifugio dal rapporto complicato con la madre ipercritica e affettuosa, che vorrebbe che sua figlia diventasse “la migliore versione di se stessa”, e da un padre rimasto da poco disoccupato. Il giorno della partenza si avvicina, ma l’eccentrica Christine ha ora l’opportunità di esplorare le tappe dell’adolescenza che ha sempre rimandato: le mascalzonate, i balli scolastici, i primi amori.

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Cosa funziona in Lady Bird

La storia è strutturata intorno all’ultimo anno di liceo di Lady Bird. La regista e sceneggiatrice, Greta Gerwing (Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini), esplora tanti tipi di rapporti, ma il cuore del film è nella relazione madre-figlia che è la commovente “storia d’amore” di Lady Bird: le due donne cercano dolorosamente di entrare in contatto l’una con l’altra ma senza riuscirci.

Lady Bird è sicuramente un film di formazione, ma allo stesso tempo è la cosa più lontana dal solito melodramma degli adolescenti selvaggi. Christine insiste nell’affermare la sua individualità anche quando non è così sicura di cosa significhi. Affronta il progetto pratico e spirituale di diventare chi è con un mix di sicurezza ed insicurezza tipica degli adolescenti più sensibili. E’ un’idealista ed ipercritica; centrata su di sé ma generosa; ribelle e conformista; entusiasta e sarcastica. Vorrebbe soddisfare la madre, ma questo è un compito molto difficile perché gli standard di Marion sembrano altissimi e soggetti a cambiamenti continui. Vorrebbe allo stesso tempo rimanere fedele ai propri ideali e seguire i suoi desideri, ma anche questo sembra essere molto complicato.

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La sceneggiatura è scritta molto bene, ricca di giochi di parole e discussioni vivaci, nulla sembra essere lasciato al caso; lo spettatore è pienamente coinvolto, diventa Lady Bird ma anche sua madre Marion, suo padre Larry, l’amica del cuore Julie e tutto questo anche grazie alle ottime performance degli attori.

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Perché non guardare Lady Bird

Assolutamente, non c’è nessunissimo motivo per cui non andrebbe fatto a meno che non odiate le commedie agrodolci. La struttura ed i toni del film sono quelli classici di una teenage comedy con tutti i suoi riti di passaggio.  Apparentemente si può credere di  aver già visto e rivisto qualcosa di simile ma non è assolutamente così. Gli stessi personaggi hanno qualcosa di profondamente familiare: il padre depresso e la madre ipercritica; il fratello imbronciato e la sua fidanzata dark; le cattive ragazze, i professori fighi; il ragazzo troppo perfetto per essere vero e lo stronzo di turno. Nessuno di loro è ritratto in modo caricaturale, sono ritratti in modo semplicemente realistico: ognuno è proprio ciò che è. Quello che la Gerwing ha fatto con Lady Bird è stato di riuscire ad infondere freschezza e sorpresa ad uno dei generi più inflazionati del cinema americano.

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Con Lady Bird, il suo debutto alla regia, Greta Gerwing si rivela come una nuova audace personalità cinematografica, scavando sia l’umore che il pathos nel turbolento rapporto tra madre e figlia adolescente. Lady Bird è la sua personale lettera d’amore ad un luogo che (come capita a molti) è riuscita a mettere a fuoco solo dopo averlo lasciato. Nessuno degli eventi del film è realmente accaduto, c’è però un fondo di verità che è legato a una sensazione di casa, di infanzia e di partenza. La pellicola nasce da quel sentimento di profonda vergogna che viene dal negare chi sei, le proprie origine, il luogo natio,  per andare poi a ritroso e ritrovarsi. Uno sguardo affascinato sulle relazioni che ci formano, le credenze che ci definiscono, e la bellezza non capita del luogo che chiamiamo casa. Ci sono dei film che ci rasserenano, Lady Bird è sicuramente uno di questi.

Regia: Greta Gerwig Con: Saoirse Ronan, Laurie Metcalf, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet, Beanie Feldstein, Lois Smith, Stephen McKinley, Henderson Odeya, Rush Jordan, Rodrigues Marielle, Scott Jake McDorman, John Karna, Bayne Gibby, Laura Marano Durata: 93 min Anno: 2017 Paese: USA Distribuzione: Universal Pictures

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