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La prima notte del giudizio – Una Staten Island alla Luke Cage per il prequel di The Purge

La prima notte del giudizio è l’opera seconda di Gerard McMurray, prequel della trilogia di James DeMonaco che rimane alla sceneggiatura. Un film che mantiene l’atmosfera dei precedenti capitoli con un pizzico di azione in più e maggiori spunti di riflessione socio-politici.

Era il 2013 quando James DeMonaco diede vita a la prima notte del giudizio, fortunata trilogia distopica ambientata in un futuro per niente lontano. Nel primo capitolo ci trovavamo nell’America del 2022, con tassi di disoccupazione e criminalità ridotti al minimo, ma grazie a cosa? Ad una annuale notte di sfogo, dove ogni crimine è concesso.

Un’occasione per sfogare la propria rabbia e violenza per poi vivere in tranquillità i restanti 364 giorni dell’anno, dicono i Nuovi Padri Fondatori, ideatori della purga e di fatto sovrani della Nazione. Un modo per eliminare le classi più deboli, il vero capolavoro di quelle dominanti, dicono le persone con una vera moralità. Quest’ultime sono coloro che ad ogni notte cercano di sopravvivere. Qualcuno ci riesce, altri no, erano queste le storie raccontate nei tre lungometraggi di James DeMonaco, tutti e tre non linearmente collegati tra loro ma unita da un filo rosso, il rosso sangue della notte dello sfogo. Ma come è nata tutta questa follia? Gerard McMurray ha dunque realizzato il prequel, con l’aiuto di DeMonaco in sceneggiatura, che andiamo ora a raccontarvi.

La prima notte del giudizio 1

Siamo nel 2014, e per via della terribile economica mondiale il popolo americano non si è rivolto ai democratici o ai repubblicani, ma a una forza politica alternativa che ha proposto lo sfogo come unica vera soluzione. Nonostante la protesta di molte persone, soprattutto degli afroamericani, la prima notte di sfogo si farà, e limitata all’isola Newyorkese di Staten Island come banco di prova. Per mettere veramente alla prova la sensibilità umana, i Nuovi Padri Fondatori alimentano l’esperimento con il denaro. Chi resterà sull’isola riceverà 5000 dollari, ma chi parteciperà attivamente allo sfogo… ne prenderà molti di più! Quanti di loro accetteranno questa terribile offerta?

Cosa funziona ne La prima notte del giudizio

Nei tre capitoli diretti da James DeMonaco erano gli Afroamericani i maggiori colpiti dalla sfogo, ma non gli unici, mentre stavolta ci troviamo in una Staten Island veramente ghettizzata, che vede inizialmente protagonisti dello sfogo, come vittime ma anche carnefici, gli afroamericani. Del resto, la storia reale ci ha dimostrato e continua a dimostrarci che, nonostante i diritti civili del 1968, o la presidenza di Obama, nei momenti di crisi si rischia di tornare pericolosamente indietro, e di fondo la vita per molte persone nere non è mai cambiata. La prima notte del giudizio, al pari di altri fortunati prodotti come la serie televisiva Netflix Luke Cage, ci dimostrano l’orgoglio nero che deve ancora oggi lottare per la parità di diritti e condizioni, e soprattutto l’antipolitica attuale. La crisi porta al populismo, e i politici che salgono al potere non propongono mai soluzioni, al massimo l’eliminazione dei “problemi”, con la differenza che loro non usano le virgolette nel giudicare le persone….
Ma quanto è colpevole la popolazione in tutto questo? Siamo davvero pronti ad uccidere degli innocenti per denaro? Molti sì, ma non tutti, per questo, affinché lo sfogo abbia successo, c’è bisogno di una mano… Lo avevamo intravisto nella trilogia originale, ma in questo prequel è ancora più evidente la mano dei Nuovi Padri Fondatori nel rendere più credibile lo sfogo all’opinione pubblica mondiale. Staten Island stava dimostrando che c’era ancora del bene in quella gente, solo che stavolta non hanno avuto un Batman che ha impedito a Joker di far esplodere un traghetto

La prima notte del giudizio 02

Oltre dunque a queste importanti riflessioni socio-politiche, La notte prima del giudizio ha dalla sua parte il potere di farti sobbalzare molto di più dalla poltrona rispetto ai precedenti film. Miglior interprete in questo Rotimi Paul nel ruolo di Skeletor, capace di essere disturbante fin dalla primissima inquadratura, così come è amplificata l’atmosfera horror fatta di maschere terribili, colori traumatizzanti e ottimo montaggio sonoro. L’azione, con Y’lan Noel (Dmtri) assoluto protagonista, è decisamente migliore e più empatica rispetto al passato, in certi momenti sembra decisamente di essere sul set de I mercenari.

Perché non guardare La prima notte del giudizio

Chi ha apprezzato la trilogia originale quasi sicuramente farà lo stesso di questo prequel, perché lo stile di fondo è, come già detto, rimasto intatto. La Staten Island stile Harlmen non lo rende di certo adatto ai suprematisti bianchi, e ai supporter di Trump, che è decisamente bersaglio di satira non solo grazie al personaggio interpretato da Patch Darragh, ma anche agli slogan promozionali del film:
“Make the purge great again!”

la prima notte del giudizio 03

La prima notte del giudizio è al cinema a partire da giovedì 5 luglio 2018.

Regia: Gerard McMurray Con: Y’Lan Noel, Lex Scott Davis, Joivan Wade, Luna Lauren Vélez, Marisa Tomei, Patch Darragh, Melonie Diaz Anno: 2018 Nazione: USA Distribuzione: Universal Pictures Durata: 97 min.

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