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Ippocrate, gli ospedali pubblici francesi, attraverso gli occhi di un regista, che in quegli ospedali ci lavora

In sala Ippocrate di Thomas Lilti, una storia di uno specializzando di medicina che ha molti punti in comune con la vita del regista, medico generico.

In Ippocrate, Benjamin è un nuovo specializzando che arriva in un ospedale pubblico di Parigi. E’ figlio del primario quindi la sua esperienza potrebbe sembrare privilegiata, ma ben presto anche lui dovrà affrontare i dubbi, gli errori e le difficoltà del suo mestiere. Incontra nel suo percorso Abdel, medico algerino, anch’egli specializzando nonostante i molti anni di esperienza, che lo aiuterà a superare i momenti più complicati.

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Cosa funziona in Ippocrate

Ippocrate attinge da un argomento che cinema e tv hanno saccheggiato: la vita ospedaliera. Ma forse, come ammette lo stesso Thomas Lilti (Il Medico di Campagna), che pratica il mestiere di medico generico oltre a quello di regista, si distingue dalle serie tv e film che abbiamo visto perchè ha una maggiore aderenza alla realtà dei fatti.  I medici di questo film non sono duri e puri, non sono il Dr House o gli specializzandi di Grey’s Anatomy: commettono errori e devono affrontare superiori che pretendono i letti liberi piuttosto che i pazienti curati.

Il giuramento di Ippocrate, che dà il titolo al film, è sintetizzato da una frase del medico algerino Abdel: “Essere medici non è una professione, è una specie di malattia”. Questi malati che curano altri malati sono in cerca di affermazione e emozione: c’è chi vuole l’adrenalina, data dalla possibilità di rianimare, ridare vita a un corpo che l’ha persa, e chi, forse più coscientemente, cerca di capire anche quali sono le necessità di quel corpo, quanto sia importante la dignità della cura.

Con un discreto uso dell’ironia, Lilti descrive la situazione degli ospedali pubblici francesi, che incredibilmente sembrano essere lasciati a loro stessi come quelli italiani, abitati dal personale che lotta per avere la possibilità di lavorare in modo dignitoso e rispettoso nei confronti dei degenti.

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Cosa non funziona in Ippocrate

Il film segue 4 spunti narrativi: il tirocinio di Benjamin e il suo cambiamento da spocchioso tirocinante a specializzando attento, la storia di Abdel in bilico tra la coscienza professionale e la subordinazione ai capi, la storia del signor Lemoine, che appare in tre momenti, e la storia della signora Richard, molto efficace nei suoi intenti. Sebbene il film sia nel complesso scritto molto bene e le storie ben legate tra loro, il finale sembra arrivare in maniere precipitosa e alcuni sviluppi sono lasciati sospesi.

Ippocrate è in sala grazie a Movies Inspired a partire dal 7 giugno.

Regia: Thomas Lilti Con: Vincent Lacoste, Jacques Gamblin, Reda Kateb, Marianne Denicourt, Félix Moati, Carole Franck, Philippe Rebbot, Julie Brochen, Jeanne Cellard, Thierry Levaret, Rafik Ben Mebarek, Josée Laprun, Zohra Benali Anno: 2014 Durata: 102 min. Paese: Francia Distribuzione: Movies Inspired

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