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Io sono Tempesta, da Sordi a Fantozzi fino a Verdone il ritorno della vera commedia all’italiana

Io sono Tempesta del regista Daniele Luchetti riporta in vita la commedia all’italiana più vera, quella di Sordi, con quel pizzico tragicomico di fantozziana memoria e una goccia di dolce amaro alla Carlo Verdone. Un bel frullato che riesce a far abbandonare per l’occasione il mondo medio borghese, esplorando tematiche e universi che non fanno parte solo del nostro cinema drammatico.

Numa Tempesta (Marco Giallini – Loro Chi?),  è un uomo d’affari che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c’è Bruno (Elio Germano In Arte Nino), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. L’incontro può offrire ad entrambi l’occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma quando c’è di mezzo il denaro le cose non vanno sempre come ci si aspetterebbe. Come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

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Cosa funziona in Io sono Tempesta

Il grandissimo merito di Io sono Tempesta è quello di riuscire a scardinare una tematica, quella del sociale, che in Italia appartiene solo al cinema drammatico. Riesce a raccontare in tono comico la parabola delle vite dei suoi personaggi, senza giudicare, senza emettere sentenze, senza lanciare un messaggio morale. Non ci sono buoni che diventano cattivi o cattivi che diventano buoni. Al massimo ci sono poveri che imparano da un gran paraculo a risollevare le proprie sorti.

Daniele Luchetti riesce a recuperare la lezione del cinema neorealista, e colloca la sua storia a Roma quasi come ad omaggiare quella commedia che con gli anni il cinema italiano ha in qualche modo abbandonato, perché nella città eterna è forse più facile prendersi meno sul serio e sorridere della povertà; perché in fondo il romano (ed i romani acquisiti ne imparano la lezione) per tradizione si adatta e ride del disagio facendone quasi un punto di forza.

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Perché non guardare Io sono Tempesta

Non c’è assolutamente alcuna ragione per sconsigliare il nuovo film di Luchetti a meno che non si abbia una repulsione per il genere.

Una commedia amara quella Io Sono Tempesta con un cinico lieto fine, come vuole la nostra tradizione.

Regia: Daniele Luchetti Con: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Pamela Brown, Luciano Curreli Durata: 97 min. Anno: 2018 Paese: Italia Distribuzione: 01 Distribution

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