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Jurassic World – Il regno distrutto: Bayona ci regala dramma e oscurità ma nessuna novità

Jurassic World – Il regno distrutto è un sequel che riesce in certi punti a far riprovare la grande tensione del 1993 e del 1997 ma allo stesso tempo non fornisce nessun elemento di novità nonostante un regista innovativo come J.A. Bayona

Jurassic World, il film di Colin Trevorrow del 2015, è attualmente al quinto posto tra i maggiori incassi della storia del cinema, segno perlomeno di quanto il primo, leggendario film di Steven Spielberg sia entrato nella storia del genere fantascientifico. Un terzo sequel che, al netto di tante critiche positive, non è stato comunque risparmiato da quelle negative, forse proprio per questo motivo si è deciso di affidare la regia de Il regno distrutto a Juan Antonio Bayona, regista visionario di film come “Sette minuti dopo la mezzanotte” (A Monster Calls). Gli attuali incassi non sono male ma comunque in percentuale già inferiori al previsto, ma va anche detto che è appena uscito negli Stati Uniti.
C’è dunque ancora tempo prima di tirare le somme, intanto ecco una sua recensione, con qualche piccolo spoiler, ma comunque sempre inferiori di numero rispetto a quelli visti nei due trailer Italiani distribuiti da Universal Pictures.

Il regno distrutto 1

 

Sono passati tre anni dalla fuga dell’Indominus Rex che, prima di essere abbattuto, ha distrutto e generato il panico per tutto Jurassic World. Un déjà-vu peggiore del 1993 che ha costretto la chiusura del parco, con i dinosauri di nuovo liberi e senza controllo. Ma ancora per poco, purtroppo, il vulcano dell’isola, da tempo dormiente, sta per risvegliarsi, e la sua eruzione causerebbe lo sterminio di tutti gli esemplari, compresa la raptor Blue, l’ultima della sua specie. Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) ha deciso di intervenire, coinvolgendo Owen Grady (Chris Pratt) in una missione di salvataggio. Ma chi la sta finanziando forse nasconde qualcosa?

Cosa funziona in Jurassic World – Il regno distrutto

Il dramma del disastro naturale che colpisce i dinosauri incapaci di fuggire da un’isola è senza dubbio il momento più forte e toccante di tutto il lungometraggio, reso alla perfezione da una buona atmosfera dark e un grande montaggio sonoro. Del resto in questo Bayona è un buon maestro, come ci ha dimostrato con “The Impossibile” nel 2012, mentre dagli altri suoi lavori abbiamo visto il suo modo di trattare gli incubi e le paure, che in questo film rivivono, ricordando molto bene la terribile ansia della cucina dei Raptor, con la scena della fuga nel salone al buio.
Seppur si tratta di un film fantascientifico, questo non significa che bisogna per forza rinunciare a tutta la razionalità. In Jurassic World giustamente a molti non è andato giù il fatto di veder per tutto il tempo Bryce Dallas Howard con ai piedi i tacchi a spillo, anche quando si trattava di scappare via da un tirannosauro.
Errore a cui ha subito rimediato Bayona, mostrando nel dettaglio l’approdo di Claire ad Isla Nubar con un paio di comodissime scarpe da ginnastica.
Altro tratto distintivo del regista spagnolo è anche stavolta la presenza di Geraldine Chaplin, nella nostra versione doppiata dalla grande Melina Martello. Ottimo doppiaggio Italiano, che inoltre, per la gioia degli appassionati, ripropone Loris Loddi anche in questo sequel per il dott. Henry Wu (BD Wong).
E in attesa di arrivare al finale, possiamo anticipare che si è quasi rivelato uno dei sogni di Barney Stinson relativi a un T-Rex.

il regno distrutto 2

Perché non guardare Jurassic World – Il regno distrutto

Un nuovo dinosauro, geneticamente modificato, come l’Indominus Rex, la sua lotta contro la T-Rex e i Raptor, e il rapporto di quest’ultimi con Owen. Erano queste le belle novità a rendere il primo Jurassic World un sequel più fresco e avvincente rispetto a molte altre saghe attualmente riproposte al cinema. Novità che invece mancano ne Il Regno distrutto, che si limita non solo a riproporre quelle del precedente film, ma anche da Il mondo perduto, come il personaggio del cacciatore interpretato da Ted Levine, troppo simile a quello del compianto Pete Postlethwaite. Il legame con il passato è comunque importante, e se è bello rivedere con un buon minutaggio il dottor Wu, non si può dire lo stesso di Ian Malcom, con Jeff Goldblum ridotto a recitare in un normalissimo doppio cameo, mentre il nuovo personaggio di Benjamin Lockwood, che ha il volto del veterano James Cromwell, poteva essere trattato meglio.
Oltre a questo a non convincere è anche il ritmo del film, soprattutto all’inizio, decisamente troppo lento e discorsivo.

Il regno distrutto 3

Il finale è comunque positivo, o meglio, speranzoso per un terzo film più originale e avvincente rispetto a Il regno distrutto, magari con il ritorno di Sam Neill/Alan Grant (anche se, con l’età avanzata, sarà nella migliore delle ipotesi anche questo un cameo).
Per il momento provate a farvi piacere questo secondo capitolo nonostante i difetti perché sono comunque dinosauri, ricordando anche che è presente una scena post-credit ma del tutto ininfluente, che è meglio guardare in Home Video con il tasto accelera.

Regia: Juan Antonio Bayona Con: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Rafe Spall, Justice Smith, Daniella Pineda, Toby Jones, Ted Levine, James Cromwell, Geraldine Chaplin, Jeff Goldblum, BD Wong Anno: 2018 Nazione: USA Distribuzione: Universal Pictures Durata: 128 min.

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