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Il Grinch 2018: il nuovo film d’animazione della Illumination omaggia Chuck Jones inserendo nuovi spunti di riflessione

Prodotto dalla Illumination, la casa che ci ha regalato la saga di Cattivissimo me e Pets, il Grinch 2018 omaggia e amplia non solo la storia raccontata dal Dr. Seuss ma anche il cortometraggio televisivo del 1966 di Chuck Jones, attraverso le voci di Benedict Cumberbatch, in originale, e in italia di Alessandro Gassmann.

È difficile, al giorno d’oggi, non conoscere la storia del Grinch, a partire dal fatto che è una vera e propria tradizione Natalizia. Una poltrona per due viene trasmesso da anni su Italia 1 il 24 dicembre, ma prima di vedere Eddie Murphy e Dan Aykroyd in azione ecco spuntare Jim Carrey camuffato come lo strano essere verde nato dalla penna del Dr. Seuss nel 1957. Perciò la sinossi di questo nuovo lungometraggio sul personaggio è, come si dice, storia nota, ma visto che è sbagliato parlare per tutti, ricordiamola al volo.

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Il Grinch è uno strano essere verde, diverso dagli abitanti di Chistaqua, ridente cittadina tra le montagne che ama più di ogni cosa festeggiare il Natale, festività che invece il Grinch odia, in quanto orfano e costretto per anni a vedere gli altri festeggiare il Natale dalla finestra di un silenzioso e buio orfanotrofio. Dopo decenni di rabbiosa sopportazione, la pazienza sembra arrivata al culmine, tanto da decidere di attuare un piano diabolico: rubare il Natale a tutti gli abitanti di Chistaqua.

Cosa funziona in Il Grinch 2018

Se il film di Ron Howard del 2000 è ormai un vero e proprio cult, meno conosciuto è lo speciale natalizio del 1966. Distribuito in Italia solamente nel 2001, e con la voce narrante del grande Claudio Moneta (Spongebob e Barney Stinson di How I met Your Mother, nonché attuale Goku) e Marco Balbi (vari personaggi tra Naruto e One Piece) a doppiare il Grinch. Una distribuzione direct-to-video non aiuta a conoscere al meglio questo bellissimo cortometraggio, realizzato da un nome noto dell’animazione come Chuck Jones. Il suo lavoro più importante riguarda senza dubbio gli ultimi episodi di Tom e Jerry, che ad essere sinceri non sono mai stati il massimo rispetto ai disegni armoniosi di quelli diretti da Hanna e Barbera, ma su un essere viscido e vendicativo come il Grinch sono risultati ideali, tanto da essere omaggiati da Tim Curry in “Mamma ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York”.

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Tutta questa introduzione per elogiare il fatto che questo nuovo lungometraggio animato della Illumination, e diretto da Yarrow Cheney e Scott Mosier, rimanda molto bene al corto di Chuck Jones e Ben Washam, non solo nei disegni, ma anche nella riproposizione di molte scene del 1966, oltre a naturalmente le citazioni, la narrazione in rima e le canzoni. Benedict Cumberbatch non è certo ancora all’altezza di una leggenda come Boris Karloff, e forse non è il paragone appropriato perché questo nuovo prodotto, invece che puntare ad essere inquietante, cerca più la risata attraverso tanta commedia slapstick e molto humor inglese. Il Grinch 2018 fa dunque ridere, e anche bene, perché funziona anche con i più grandi, e come i precedenti lavori sul personaggio parla molto bene del vero spirito natalizio, fatto di amore, amicizia e inclusione. Un invito ad essere più buoni anche con chi è diverso, dargli una possibilità anche se a prima vista sembra farci paura, e che la cattiveria di un individuo il più delle volte nasce dalla solitudine.

Cosa cambia, dunque, rispetto al passato? Abbiamo anche qui la piccola Cindy Lou protagonista, ma oltre ad essere buona con tutti si prodiga nell’essere altruista nei confronti della mamma. Un aspetto da non sottovalutare, visto che a volte sembra che diamo per scontato ciò che fanno i genitori per regalarci un’infanzia, e non solo, felice.

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Perché non guardare Il Grinch 2018

Dato che si tratta dell’ennesima opera non originale di questi tempi (è pesante ripeterlo, ma non è forse vero?) questo nuovo film sul Grinch rischia dunque risultare poco appetibile, anche magari non aiutato dalla scelta della data di uscita (era più appropriato vicino Natale che a fine novembre). Al tempo stesso, il pubblico ormai conosce il valore della Illumination: i suoi film d’animazione non saranno capolavori visivi e di idee come i rivali della Disney o Warner Bros, o degli Studi Laika e Ghibli, ma sanno a loro modo intrattenere e divertire quanto basta. Magari non vedrai il Grinch 2018 tutti gli anni a Natale come quello con Jim Carrey, ma non tornerai neanche deluso a casa dopo averlo visto.

Bisogna poi vedere come sarà il doppiaggio italiano (l’anteprima stampa è stata visionata in versione originale) di questo film che da quanto riportano i sottotitoli sembra più fedele al 1966 come terminologia (non Chinonsò ma Chistaqua). Alessandro Gassmann non è alla prima esperienza al leggio ma al tempo stesso non è un professionista del mestiere, quindi qualche appassionato potrebbe soffrire al ricordo del grande Stefano Benassi, ma confidiamo che il lavoro di Marco Mete in direzione abbia garantito un prodotto di assoluta qualità.

Con le voci, oltre che di Gassmann, anche di Vittoria Febbi (che doppia un’altra leggenda come Angela Lansbury), Lucrezia Roma, Daniela Calò, Alessandro Quarta, Luca Tesei, e la voce narrante di Emiliano Coltorti.

Il Grinch 2018 sarà presente nelle migliori sale italiane a partire da giovedì 29 novembre 2018.

Regia: Yarrow Cheney, Scott Mosier Con: Benedict Cumberbatch, Cameron Seely, Rashida Jones, Kenan Thompson, Angela Lansbury, Brad O’Hare, Ramone Hamilton, Sam Lavagnino, Scarlett Estevez, Pharrell Williams, Alessandro Gassmann, Vittoria Febbi, Emiliano Coltorti Anno: 2018 Paese: USA Durata: 86 min Distribuzione: Universal Pictures

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