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Hereditary -Le radici del male di Ari Aster, il viaggio oscuro nei riti familiari

 Hereditary: Presentato per la prima volta al Sundance 2018, l’opera prima di Ari Aster, esce in sala in Italia, dopo aver raccolto consensi di pubblico e critica negli Stati Uniti e in Inghilterra.

In Hereditary, Annie Graham (Toni Collette), suo marito (Gabrile Byrne) e i suoi due figli, Peter (Alex Wolff), il maggiore e Charlie (Milly Shapiro), la più piccola, hanno appena seppellito la nonna quando alla loro famiglia accadono eventi strani e raccapriccianti. Con il passare dei giorni, la famiglia si rende conto che questi eventi derivano dai misteriosi rituali alle quali l’anziana signora partecipava.

Hereditary inizia a far parlare di sé dal gennaio scorso, quando viene presentato al Sundance Film Festival di Robert Redford, nelle proiezioni di mezzanotte. Pubblico e critica sono scioccati e ossessionati dalla pellicola di esordio di Ari Aster, che già aveva indagato le ritualità malate che a volte caratterizzano i legami familiari nei suoi cortometraggi MunchausenThe strange thing about the Johnsons. Partendo da qui unisce alcuni elementi di horror conosciuti, alcuni classici come Rosemary’s Baby o Shining, altri più recenti come Babadook e alcuni stili visivi che ricordano altri successi come IT FollowsIl film si apre con una lunga panoramica che svela una casa di bambole, nella quale poi prende vita la prima scena del film. Questo già dà un indizio su come andranno le cose: i personaggi, liberi apparentemente, si muovono invece all’interno di uno schema preciso, come in una casa di bambole, appunto.

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Cosa funziona in Hereditary

Hereditary è sostenuto dal cast, a partire dalla performance impressionante di Toni Collette, che torna in un nuovo ruolo di madre con figli problematici, dopo Il sesto senso, About a boy Little Miss Sunshine, e che dà al suo personaggio, Annie, talmente tante sfumature da non capirla mai completamente. E’ una donna prima distrutta dal non provare dolore per la morte della madre, per poi invece scendere in una spirale di paranoia, dolore e schizofrenia che la trasforma totalmente. Gabriel Byrne ha il ruolo secondario di marito e mantenitore degli equilibri familiari, e danno una prova agghiacciante, termine adatto al loro ruolo in questo film, anche i due giovani interpreti Alex Wolff, già visto nel remake di Jumanji e Milly Shapiro, esordiente al cinema ma già vincitrice di un Tony Award per i suoi risultati in teatro.

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La colonna sonora elettronica di Colin Stetson è fondamentale per creare il tono di perenne tensione del film e per sottolineare i momenti più drammatici per poi mancare completamente in altri momenti con l’effetto contrario di creare ancora più tensione. La fotografia contribuisce infine a creare un ambiente claustrofobico, racchiudendo casa e personaggi in una luce pallida, o in un vignettato che ne deforma i tratti.

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Perché non guardare Hereditary

Il film è diviso in tre atti ben distinti, in una sorta di discesa negli inferi in cui si viene traghettati da una situazione al suo peggior sviluppo da un Caronte sui generis. Nella prima parte si indaga il dolore, la perdita, il lutto, il senso di colpa. Nella seconda parte, invece, il film molla le ancore e diventa horror puro, operistico, come viene definito dallo stesso regista, trascendentale. Questo passaggio tra le due situazioni, comprensibile data la storia su cui si fonda, avviene in un modo quasi accelerato, facendo perdere le emozioni che la prima parte del film ha generato nello spettatore ma che sicuramente accontenta chi apprezza di più il gore.

Ciò che resta però è un ottimo prodotto di intrattenimento, una buona pellicola di esordio che non si lascia dimenticare in fretta.

Hereditary  sarà in sala dal prossimo 25 luglio.

Regia: Ari Aster  Con: Toni Collette, Gabriel Byrne, Alex Wolff, Milly Shapiro  Paese: USA  Durata: 127 minuti  Distribuzione: Key Films

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