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Gucci’s Utopian fantasies, nuova campagna illustrata della maison capitanata da Alessandro Michele

Gucci SS18: L’illustratore Ignasi Monreal ci accompagna nella nuova campagna illustrata della maison capitanata da Alessandro Michele

La campagna Gucci SS18, Utopian Fantasies è totalmente dedicata alla fantasia ed ai non-limiti dell’immaginazione, Alessandro Michele, Creative director, elimina completamente la fotografia dalla nuova campagna e si affida alle illustrazioni surreali e fantastiche di Ignasi Monreal.

Un designer in dolcevita e completo doppiopetto a trama, figura retorica molto in voga nei tardi anni ‘70 ed inizio ‘80, è intento a progettare una grafica. Il font in uso è Prisma, presente sulle copertine degli album e simbolo della cultura tipografica di quegli anni (anche se è stato progettato da Rudolph Koch nei ‘30).  Considerando, che proprio il simbolo del prisma era sulla copertina di Dark side of the moon dei Pink Floyd nel ‘73, influenzando lo stile degli anni avvenire (ma questa è un’altra storia). Il simpatico designer ci accoglie nella sua Gucci gallery, dove tra dipinti Preraffaelliti, soggetti Surrealisti ed un arredamento high concept tipicamente anni 80, ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle illustrazioni dell’artista spagnolo, realizzate per la campagna Gucci SS 18 (ss sta per spring/summer, non per Schutzstaffel).

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Il direttore creativo della maison italiana (di proprietà del colosso francese Kering), per l’immagine del brand continua a procedere verso l’avvenire con gli occhi puntati indietro. Questa volta rispetto alle ultime campagne, ispirate per la maggior parte alle sottoculture giovanili degli anni ‘70 e ‘80, tra ballerini di Northern Soul,  giovani esponenti della nuovelle vague francese ed i marciapiedi di Harlem, crea un portale che da quell’epoca, ci fa fare un balzo di almeno 500 anni. Lasciando qualche pezzetto dei vari periodi che frappongono nel percorso. Tra sirenette e unicorni alati, accompagnati dal lento ritmo e malinconico, del mitico brano del compositore inglese Stanley Myers, “Cavatina” famoso sia per il film “La ragazza con il bastone” (Eric Till, 1970) ma soprattutto per “Il cacciatore” (Michael Cimino, 1978) anch’esso leggermente di stampo barocco, il nostro simpatico designer interpretato da Monreal in persona,  ci porta alla scoperta delle proprie illustrazioni. Descrivendoci i colori usati ed i dettagli, come farebbe un vero critico d’arte in un museo. Queste ultime, oltre ad essere molto ispirate nei soggetti e nei particolari alla pittura preraffaellita appunto, ricordano in un certo modo pittori come Edward Hopper e l’uso dei colori e dei soggetti della natura, tipico dell’impressionismo, come ben suggerisce nel video, con l’uso del verde acqua.  Insomma viva la pittura.

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Oltre a fare dei chiari riferimenti ad opere come il mastodontico trittico “Il giardino delle delizie” di Hyeronimus Bosch, capolavoro del simbolismo e dell’arte gotica medievale, troviamo soggetti di vario genere, come una tigre con testa da modella, per la quale sfido chiunque a non pensare a Salvador DalìUn tributo a Walt Disney  o alla cultura pop, con una moderna Biancaneve stesa ed addormentata (nel bosco). Spicca sopra tutti il dipinto dell’Ofelia, dell’appunto preraffaelita John Everett Millais, che da buon personaggio tragedico porta sulle spalle (come biancaneve d’altronde) il peso e la prepotenza dell’amore dell’uomo.  Ophelia, simbolo della malinconia, giace distesa in uno stagno, ma come per magia, l’affascinante graphic designer entra nel quadro e sollevandola dall’acqua, la stringe a se, strappandole anche un sorriso.

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Art director della campagna è Christopher Simmonds, creative director dello studio londinese Simmonds Limited, altro artefice di questo bel lavoro e già veterano di molte campagne per Gucci, ma anche per altre case del livello di Balenciaga, Alexander McQueen, Stella McCartney, Zara e molti altri.

Insomma, Gucci a suon di musica classica e pittura d’altri tempi, risolleva la malinconia di questa “immagine depressa contemporanea” stringendola a se in un caloroso abbraccio di un moderno principe azzurro che non si spinge a baciarci, ma semplicemente ci regala una spalla sulla quale appoggiare il nostro viso.

About Luca Esposito

Luca Esposito
Cinefilo per passione, videoproducer per necessità. Da circa dieci anni nel mondo della produzione audiovisiva, diventato riferimento nel campo dei video di moda in campania, da poco si affaccia al mercato milanese. Come Bruce Wayne vive una doppia vita, di giorno è un direttore creativo di stampo britannico. Dopo il tramonto, sneakers, felpa e cappuccio e si va a rivendicare il buon cinema per le strade. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le sale una volta per sempre. E' quello che urla "silenzio" negli spettacoli per bambini delle 15.30.

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