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Il DoppiAttore 2018 si è concluso: emozioni per 16 serate, grazie a tutti!

Le cose belle purtroppo finiscono presto, così eccoci qua a scrivere questo articolo con un po’ di nostalgia dopo aver visto calato l’ultimo sipario, per quel che riguarda il 2018 a Roma, dello spettacolo scritto e diretto da Angelo Maggi.
Sedici serate in cui abbiamo visto salire sul palco del teatro Belli di Roma 29 grandi nomi del mondo del doppiaggio, senza dimenticare quelli presenti tra il pubblico come Gianfranco Miranda, Francesca Fiorentini, Cinzia De Carolis, Monica Ward e Francesca Draghetti: questo è un primo bilancio de “Il DoppiAttore – La voce oltre il buio” 2018.
Una terza edizione che si è dimostrata più lunga delle precedenti, senza però diminuire affatto di qualità.
Un grande, ulteriore applauso ad Angelo Maggi e Vanina Marini, per essersi dimostrati dei veri stacanovisti dello spettacolo, capaci di renderlo interessante anche a chi, come il sottoscritto, ha assistito praticamente a tutte le repliche della stagione.
Del resto, come abbiamo spesso detto, al DoppiAttore ogni show è diverso, non solo per la grande bravura dei protagonisti nel saper improvvisare, emozionare e divertire, ma naturalmente per gli ospiti speciali invitati per l’occasione.
Qua su Daruma View abbiamo già commentato la prima e la seconda settimana di spettacoli, e ora siamo pronti nel commentare il rush finale:

Alex Polidori e Manuel Meli

La popolarità di questi due amici entrambi classe 1995 comincia ad espandersi oltre i puristi appassionati di doppiaggio, merito non solo dei loro lavori al leggio molto spesso in ambito nerd (Spider-Man, Trono di Spade, Hunger Games) ma anche per la loro eccezionale simpatia ed eccellenza musicale, da farne un duo comico alla Martin&Lewis, risate e canzoni di alta qualità.
Sul palco del teatro belli non sono dunque mancati i loro siparietti comici e canzoni come “Va tutto bene” e “Non lo faccio apposta”, applaudite da un vasto pubblico di giovani e non solo.

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Alex Polidori, Angelo Maggi, Manuel Meli e Gianfranco Miranda.

Ernesto Brancucci

Questo straordinario signore è ancor di più una voce nell’ombra rispetto a molti altri colleghi. Sia perché nel corso della sua carriera ha usato pseudonimi, come Augusto Giardino e soprattutto Ermavilo, ma anche perché nel curriculum detiene un solo doppiaggio completo, anche se indimenticabile:
quello di Pumbaa ne “Il Re Leone”, ruolo che ha ripreso anche in The Lion Guard.
Lo abbiamo sentito molto cantare, era quello che faceva dire a Dodger “Perché agitarmi?”, oltre a piccole parti in Aladdin, “Le follie dell’imperatore” e “La principessa e il ranocchio”, e soprattutto tanta direzione e adattamento musicale. Ha cominciato con sigle animate come Ducktales e “Cip e Ciop agenti speciali” (che ha personalmente cantato) per poi proseguire con diverse colonne sonore della Disney da “Basil l’investigatopo” in poi.
Una dovuta presentazione per il maestro Ernesto Brancucci, che sul palco del teatro Belli ha cantato e fatto cantare il pubblico proprio con Ducktales, oltre a parlare di colpo come il grande facocero della Disney.
Un vero pezzo di storia che ha fatto e continua a fare la storia della musica al cinema, un regalo davvero bello per tutti gli appassionati dell’animazione.

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Vanina Marini, Fabrizio Mazzotta, Monica Ward, Ernesto Brancucci, Angelo Maggi e Cinzia De Carolis.

Giorgio Lopez

Altro pezzo da 90 presente sul palco del DoppiAttore è stato sicuramente Giorgio Lopez, che con i suoi 71 anni può dire di aver conosciuto e lavorato con molte di quelle “voci del tempo perduto”. Del resto, come già ricordato in passato, ha ottenuto il doppiaggio di Dustin Hoffman proprio da Ferruccio Amendola in persona, e dopo averlo sentito anche in questa occasione non possiamo non pensare a come sarebbe stata la trilogia di Lo Hobbit se avesse raccolto lui l’eredità di Gianni Musy… Un vero “vecchietto combattivo”, come il maestro Miyagi o Zio Paperone, che dopo qualche aneddoto con Angelo Maggi, e la sua imitazione di Ratzinger, ha deliziato il pubblico del teatro Belli con “La voce della coscienza” di Trilussa.

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Vanina Marini, Giorgio Lopez e Angelo Maggi.

Edoardo Siravo

Attore di cinema, televisione, teatro, e anche doppiatore di alcuni personaggi decisamente iconici come John Goodman, Gerard Depardieu, Jeremy Irons, Kurt Russell e Keith Richards nei Pirati dei Caraibi, Edoardo Siravo ha espresso tutto il suo grande talento teatrale cimentandosi prima in un ruolo drammatico come il Conte Ugolino della Divina Commedia, e poi in quello comico declamando Trilussa, per chiudere con il suo passato tennistico insieme ad Angelo Maggi. Tra una battuta e l’altra, hanno ricordato i loro trascorsi al torneo tennis Tognazzi insieme a Massimo Troisi, Paolo Villaggio, Vittorio Gassman, Carlo Verdone, con Ugo Tognazzi che entrò a dorso di un elefante.

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Vanina Marini, Edoardo Siravo e Angelo Maggi.

Simone Mori

Lo conosciamo tutti come il figlio dell’indimenticato Renato Mori e a lui va bene così, visto l’amore che lo lega ancora a suo padre, ma Simone ha in ogni caso dimostrato di essere un vero maestro di questo mestiere facendosi tutto da solo sin dalla maggiore età, così oggi ci divertiamo quando sentiamo i suoi doppiaggi di Hermes Conrad in Futurama, Seth Rogen o Mantide in Kung Fu Panda, o rabbrividiamo di fronte al criptico Varys nel Trono di Spade. Buon sangue non mente, proprio per questo la grande idea di Simone è stata quella di ridoppiare sul momento la prima versione italiana de Lo squalo di Steven Spielberg, dove Renato Mori doppiava Robert Shaw (Quint). Ma non è stato un ridoppiaggio completo, ad intervalli partiva la voce originale, per dimostrare la grande somiglianza di timbro tra padre e figlio. E non è finita, dopo abbiamo avuto l’onore di vedere due versioni di un recente successo non solo di Simone Mori ma anche di Angelo Maggi, ossia “Quasi Amici”, dove hanno doppiato i protagonisti Omar Sy e François Cluzet. Quella originale, e una comica, in stile Alessandro Rossi durante la scorsa edizione.

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Vanina Marini, Simone Mori e Angelo Maggi.

Maria Pia Di Meo e The Bold and The Beautiful

Un nome che non ha bisogno di presentazioni, almeno per chi ha un minimo di conoscenza del mondo del doppiaggio. Per i neofiti, invece, possiamo dire che il video di presentazione, che ha mostrato i doppiaggi di Julie Andrews in Mary Poppins, Ursula Andress in 007 – Licenza di uccidere, Shirley McLane in L’appartamento, Meryl Streep in “Il Diavolo veste Prada” e Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany non bastano a riassumere la straordinaria carriera della più grande erede dell’incredibile trio di doppiatrici del tempo perduto, ossia Lydia Simoneschi, Tina Lattanzi e Rosetta Calavetta.
Maria Pia Di Meo, del resto, ha lavorato con loro e tantissimi altri nomi che purtroppo oggi non ci sono più, sarebbe stato bello vederla doppiare sul momento qualche suo vecchio e recente capolavoro sul palco del teatro Belli, ma anche sentire solo quegli aneddoti, accompagnati da foto storiche in bianco e nero come quelle ritrovate dal professor Gerardo Di Cola, è uno di quei regali che per molti capita una sola volta nella vita.
Grande finale poi con la più grande, o almeno la più interminabile soap opera della storia. Ci chiedevamo se il Teatro Belli fosse abbastanza grande da tenerli tutti quanti, viste le decine di doppiatori e doppiatrici che si sono alternati dal 1987 ad oggi, ma alla fine sono salite sul palco solo due persone, ma di enorme livello:
Claudia Balboni e Melina Martello, doppiatrici e direttrici del doppiaggio della soap, che hanno ironizzato su questa storia ricca di intrecci amorosi ancor oggi in televisione, anche con il supporto di uno di quei simpatici video di Youtube che provano a sintetizzare in pochi minuti le migliaia di puntate della serie.

Con la speranza di veder esportato lo spettacolo in altre città, magari a Milano così vedremo sul palco i doppiatori di Dragon Ball o One Piece, giusto per citarne due, e naturalmente di ritrovare di nuovo Angelo Maggi e Vanina Marini a Roma per una quarta edizione, rendiamo grazie a “Il DoppiAttore – La voce oltre il buio” per tutte le emozioni di queste sedici serate al teatro Belli di Roma.

Viva il doppiaggio italiano!

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