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In sala Dancer, il documentario su Sergei Polunin, l’enfant terrible della danza

Dancer, film documentario di Steven Cantor sul ballerino ucraino Sergei Polunin, esce in sala in cinema selezionati. Oltre alle immagini dalle performance del ballerino, nel documentario si può vedere il video di “Take me to church” di Hozier diretto da David LaChapelle diventato virale nel 2015.

In Dancer, seguiamo la vita di Sergei Polunin, che nasce nel 1989 in una provincia con poco futuro dell’Ucraina. Sua madre e l’intera famiglia però si rendono conto già dai primi anni di vita, che il ragazzo è destinato ad un futuro brillante nella ginnastica o nella danza. E così è. Sergei viene ammesso alla scuola di danza di Kiev, che richiede però molti sacrifici, la sua famiglia intera si adopera per realizzare quello che è un sogno collettivo.

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Determinazione, abnegazione e un grande talento lo portano presto alla Royal Ballet di Londra, dove, dopo gli anni di accademia, diventa nel 2010 a soli 20 anni, il più giovane primo ballerino della compagnia. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità e presto Sergei si sente sopraffatto dai suoi doveri e dalla routine imposta dalle prove. Gli eccessi, la droga, i tatuaggi sono il suo modo di ribellarsi, ma anche un modo per trasformarlo in una vera rockstar della danza classica.

Si potrebbe pensare che tutti i ballerini classici siano come Roberto Bolle: belli, perfetti, gentili. L’esatta incarnazione del principe azzurro. Poi invece appare anche un giovane che la disciplina che Bolle sembra portare con tanta non chalance la sente e la odia, e nonostante questa ribellione, quando balla sembra infrangere un’altra legge, quella di gravità.

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Nel documentario di Steven Cantor, Dancer, in uscita in sala in sale selezionate dal prossimo 5 febbraio, viene narrata la storia di un ragazzo che nasce povera nella povera Ucraina dell’appena caduta Unione Sovietica e che l’amore e l’ambizione dei genitori e della nonna, disposti a sacrificarsi per lui, porteranno alla ribalta mondiale. La danza per Sergei non è libertà: rappresenta il desiderio di qualcun’altro, e anche l’unico modo per riunire la sua famiglia.

La forza del film, realizzato dalla BBC sta nel mostrare l’umanità dietro al talento. Che anche chi lavora nell’arte può essere non spinto dal sacro fuoco, ma dalla sola necessità di mettere a frutto una dote che gli è stata data. Il momento in cui Sergei si riappropria di se stesso, realizzando il video di David LaChappelle su “Take me to church” di Hozier è invece l’accettazione della propria qualifica ad artista.

Il 7 febbraio, in un evento speciale. Sergei Polunin sarà a Milano, al cinema Anteo per incontrare il pubblico della proiezione delle 21. Dancer è in sala a partire dal 5 febbraio.

Regia: Steven Cantor Con: Sergei Polunin Paese: Russia, Uk Durata: 85 minuti Distribuzioe: Wanted Cinema

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