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Quali saranno i Best Actor dei prossimi Oscar 2019?

Ebbene, siamo soltanto a metà Settembre, eppure già si fanno pronostici sugli Oscar 2019, com’è inevitabile che accada.

Nonostante sviste e decisioni assai discutibili, gli Oscar, o meglio Academy Award, rimangono a tutt’oggi il premio cinematografico più ambito da chiunque. In particolar modo dagli attori. Che, una volta insigniti di quest’aurea onorificenza, vengono consacrati fra gli immortali. E le loro quotazioni prendono il volo.

Dunque, per quanto un attore possa affermare che l’Oscar non gl’interessa, be’, in fondo mente. Posso garantirvi che a nessun attore spiacerà mai ricevere l’Oscar. Anzi, ricevendolo e impugnandolo, alzandolo al cielo, tutti ne sono estremamente fieri, superbamente inorgogliti e l’Oscar rappresenta inevitabilmente la trionfale vetta che vale tutta una filmografia.

Soltanto il 24 Febbraio del 2019 sapremo i nomi dei vincitori, durante la consegna dei premi alla cerimonia ufficiale, nella splendida Notte delle Stelle, così com’è stata magicamente battezzata.

Ma almeno sulla carta possiamo già stilare una provvisoria e abbastanza precisa lista degli attori che potrebbero contendersi la tanto bramata statuetta.

In tal caso ci limiteremo a dare un’occhiata panoramica alla categoria Best Actor, cioè a quella per la migliore interpretazione maschile.

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A detta degli esperti e dei fini allibratori più calcolatori, la forte ed eccentrica interpretazione di Bradley Cooper nel suo esordio registico, A Star is Born, potrebbe fruttargli una nuova candidatura, dopo quelle ottenute per Il lato positivo di David O. Russell e per American Sniper di Clint Eastwood. E senza nemmeno trascurare quella, come non protagonista, di American Hustle.

Il suo film è davvero piaciuto tantissimo alla Critica statunitense, al Festival di Venezia ha ottenuto un successone, nonostante i molti pareri anche discordi, ed è il lampante, brillante e romantico esempio di come il rifacimento di un classico sia già di per sé un’operazione, sì, furba e malandrina, ma potenzialmente destinata a esser piacevolmente oscarizzata. Gli Academy, infatti, nei riguardi di questo genere di “remake”, sono molto ben accondiscendenti. Perché appunto rispolverano e riportano in auge la classicità hollywoodiana più glamour, in linea col clima mondano e sfavillante della manifestazione.

Quindi, abbiamo quattro attori per 4 rispettivi biopic, in pole position assoluta.

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Innanzitutto, il Rami Malek di Bohemian Rhapsody, film biografico su una delle più grandi rock band di tutti i tempi, i mitici Queen, e lui incarna nientepopodimeno che lo spericolato, magnifico, iper-carismatico loro titanico leader, Freddie Mercury, iconico e trasgressivo, il trascinatore per antonomasia delle platee eccitate e su di giri da stadi gremiti. Fisicamente, invero, Malek non assomiglia tantissimo al compianto Mercury, nonostante il trucco. Ma le sue movenze, almeno a giudicare dal trailer, sono impressionantemente analoghe a quelle del grande Mercury e, a quanto pare, le sue performance canore risultano alquanto verosimiglianti.

Abbiamo poi Ryan Gosling di First Man. Impersonare Neil Armstrong, cioè il primo uomo ad aver messo piede sulla Luna, è già di per sé papabile di nomination.

Dunque, Christian Bale di Backseat, biografia su uno dei vicepresidenti più potenti di sempre della storia degli Stati Uniti, Dick Cheney. Ruolo per il quale, per l’ennesima volta, Bale si è sottoposto a una trasformazione fisica incredibile. Ingrassando a dismisura. E sappiamo che l’Academy ha sempre avuto un occhio di particolare riguardo per le prove recitative ad alto tasso camaleontico. Adora infatti che un attore cambi fisicamente per interpretare il personaggio assegnatoli. Su tutti, è sempre valido l’esempio dell’Oscar ricevuto da Robert De Niro per Toro scatenato. Un’interpretazione mirabile ed eccelsa ma, forse, se non fosse ingrassato trenta chili per meglio personificare il vecchio Jake LaMotta, chissà se poi avrebbe vinto con tanta facilità.

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E non dimentichiamoci del sempre strepitoso Willem Dafoe. Dopo essere stato Gesù ne L’ultima tentazione di Cristo e Pasolini per Abel Ferrara, adesso si cimenta con un altro personaggio stratosfericamente considerevole, ovvero Vincent van Gogh. Per il film di Julian Schnabel, At Eternity’s Gate.

Chiarissimo, ça va sans dire, che interpretare uno dei massimi pittori storici dell’espressionismo significhi automaticamente avere una chance in più…

Stando alle opinioni dei cosiddetti addetti ai lavori, potrebbero entrare in gioco gl’inevitabili outsider, vale a dire Hugh Jackman con The Front Runner (curiosa disambiguazione rispetto al significato stesso di “sfavorito”) e addirittura Ethan Hawke dello schraderiano First Reformed. Un film che ha estasiato la critica americana.

Ma, last but not least, ecco che il colpaccio potrebbe invece metterlo a segno proprio il veterano Robert Redford.

Con la sua ultima interpretazione attoriale. Quella di The Old Man & The Gun. A esser sinceri, il suo ruolo è bello e nostalgico ma non sembra possedere i crismi e le caratteristiche adeguate per la nomination. Però, teniamo conto di questo… Redford, nella sua pur prestigiosissima e alta carriera, ha vinto un solo Oscar, sì, per Gente comune. Come regista.

Come attore, non soltanto non ha mai vinto ma ha ricevuto solamente una “misera” nomination per La stangata.

E perciò è l’ultima occasione che può avere l’Academy per risarcirlo del danno. Perché, come sappiamo e da lui stesso pubblicamente dichiarato, The Old Man & the Gun sarà il suo ultimo, definitivo film in veste di attore.

Cioè, ora o mai più…

Infine, oramai sembra certo che The Irishman di Martin Scorsese non sarà pronto per essere presentato prima della fine di quest’anno, per colpa dei massicci effetti speciali che stanno ritardando la post-produzione. E lo potremo vedere solo a 2019 inoltrato.

Ma se, in extremis, Netflix ci stupisse, rendendolo miracolosamente pronto per poter gareggiare ai prossimi Oscar, inutile rimarcare il fatto che Robert De Niro sarà un altro nome imprescindibile per quella che rimane una delle race cinematografiche più sfrontatamente appassionanti per noi cinefili sfegatati e irriducibili.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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