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Assassinio sull’Orient Express, recensione del Blu-Ray Disc 4K del film diretto da Kenneth Branagh

Ebbene, oggi recensiamo un titolo che, alla fine dello scorso anno, essendo uscito nel periodo natalizio, ha fatto sfracelli in termini d’incasso, seppure sia stato accolto in maniera discordante dalla Critica soprattutto statunitense, ovvero Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express), diretto e interpretato dal grande Kenneth Branagh. Che abbandona il suo Bardo, si discosta per un attimo dal suo irrinunciabile Shakespeare, lascia da parte Thor e Cenerentola, e si cimenta però con un altro gigante della letteratura di tutti i tempi, portando in scena l’adattamento dell’omonimo, celeberrimo romanzo di Agatha Christie, su sceneggiatura di Michael Green, che vi aggiunge un piccolo tocco personale, con un prologo ambientato a Gerusalemme, forse per omaggiare un altro libro proprio della Christie, La domatrice, conosciuto anche col titolo Appuntamento con la morte.

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Nel 1974, per la regia di Sidney Lumet, come sappiamo, era stata approntata una versione famosissima con un cast all star per una pellicola che fu candidata a molti premi Oscar e fra le cui nomination risuonò quella per il suo attore protagonista, Albert Finney, nei panni dell’investigatore Hercule Poirot, e quella andata all’indimenticabile Ingrid Bergman, l’unica che peraltro poi vinse l’ambita statuetta nella categoria Best Supporting Actress.

Per questa sua versione deluxe, Branagh si ritaglia naturalmente il ruolo principale di Poirot, un Poirot con baffoni brizzolati che assomiglia quasi a una caricatura buffonesca e sardonica, infallibile come sempre, un uomo dall’intuito micidiale, che ama alla follia leggere Dickens e che non sopporta assolutamente, per via della sua maniacale puntigliosità astrusa, le cravatte indossate in maniera potremmo dire asimmetrica, che stonano con la sua millimetrica precisione perfezionista. E per dar lustro a questa sua versione ha chiamato a raccolta attori altisonanti e prestigiosi che vanno da Johnny Depp a Michelle Pfeiffer, da Willem Dafoe a Penélope Cruz, sin ad arrivare ai suoi fidi Derek Jacobi e alla “regina” Judi Dench, e tanti altri.

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Branagh rimane abbastanza fedele alla Christie, seppur concedendosi qualche bizzarra licenza e chi conosce il giallo della nostra sempiterna scrittrice britannica sa che è il classico, lampante esempio di whodunit, cioè una di quelle storie ove al centro della trama c’è un crimine che deve essere risolto, un enigma apparentemente irrisolvibile sul quale, in questo caso Poirot, indagherà, risalendo al colpevole, attraverso tutta una serie d’indizi che ricaverà deduttivamente grazie al suo fiuto e alla sua capacità analitica. Indizi che spesso sono evidenti agli occhi del lettore, in tal caso spettatore, ma che una narrazione fuorviante, colma di digressioni, fa sì che gli sfuggano e che gli si palesino soltanto a soluzione avvenuta.

Branagh, più che un egocentrico e megalomane, è un esclusivista, e infatti anche per questa sua opera si riserva il ruolo centrale per eccellenza, quello per l’appunto di Poirot, ma qui accantona le eccessive e anche fastidiose pretenziosità che avevano contraddistinto le “riduzioni” dei suo beniamini scespiriani, e secondo me centra il bersaglio appieno, dosando sapientemente calibrata suspense e impeccabile direzione attoriale di squadra, per una compagnia di performer affiatatissimi e azzeccati, e a differenza di ciò che può aver pensato la sin troppo superficiale e severa Critica americana, rimasta forse delusa da insistite riprese aeree che sin troppo sbrilluccicano e da uno smodato uso della CGI creata appositamente per riprodurre artificialmente i suadenti e bellissimi scorci paesaggistici che vediamo nel tragitto dell’Orient Express prima che il treno deragli e sia costretto a fermarsi, travolto da una valanga. E realizza senza dubbio il suo film migliore.

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Questo suo Assassinio sull’Orient Express è forse anche un kammerspiel sui generis, tutto ambientato negli interni claustrofobici dei vagoni del convoglio ferroviario, ed è, come quasi sempre avviene con Branagh, altro Cinema teatrale, o meglio Cinema che si teatralizza nella sua forma persino estetica più elegante e mirabile, senza annoiare mai, spettacolare nella sua accezione più positiva e “popolare”, un racconto lieve e cullante, sobrio e maestoso, pieno di carrellate, lunghissimi primi piani, dialoghi taglienti e dolly prospettici,  moderno e al contempo fascinosamente retrò.

Leggi la recensione del film

Branagh riesce a realizzare una versione di Assassinio sull’Orient Express che è allo stesso tempo un prodotto di consumo schietto e compiuto, e infatti il film è stato amatissimo dal grande pubblico, che è accorso in massa a vederlo, senza però rinunciare alle sue ambizioni artistiche, e cogliendo nel segno con la delicatezza di una messa in scena esemplare e raffinata, rilucente così come è la sua interpretazione di Poirot, un eroe tragico attanagliato dal dubbio perenne, un esploratore delle meandriche oscurità dell’animo umano, forse un servo di Dio. E non per niente, per il sottofinale, magniloquente nel suo monologo auto-glorificante, allestisce una specie di banchetto da Ultima Cena, con tutti gli indiziati accusati dalla titanica sua demiurgica detection oserei dire divina.

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Una prova sopraffina la sua e spiace, ripeto, che la Critica ancora una volta gli sia stata freddina, precludendogli a mio avviso possibili premi e sbarrandogli la strada per gli Oscar e altri importanti riconoscimenti.

Assassinio sull’Orient Express – Il Bluray di Davide Belardo

Prodotto da  20th Century Fox Home Entertainment, e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il blu-ray disc di Assassinio sull’Orient Express, si avvale di un ottimo comparto tecnico e di interessanti contenuti speciali. Girato per buona parte in 65mm e camere digitali in 4K DI, il quadro video del film offre anche nella sua trasposizione domestica un’immagine eccezionale. Il dettaglio, la definizione, la pulizia, il croma e la gestione della luce non mostrano imperfezioni di nessun genere. Gli incarnati sono impressionanti e gli ambienti risultano splendenti, tutto è assolutamente convincente. La versione in 4K amplifica la tanta magnificenza e esalta ancora di più la bellezza dell’immagine e delle texture. Unica nota stonata di tanta perfezione e pulizia visiva è purtroppo la facilità con la quale mette in evidenza anche l’utilizzo della CGI utilizzata per gli effetti digitali.

 

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Buone notizie anche dal versante audio anche se la traccia del doppiaggio italiano è limitata ad un 5.1 DTS. Una codifica buona dal punto di vista sonoro che ovviamente non può essere paragonata al 7.1 DTS HD Master Audio della lingua originale, strepitosa per potenza e ampiezza del suono, ma comunque apprezzabile per godere del film nella nostra lingua.

Il comparto dei contenuti speciali regala brevi ma interessanti contributi di approfondimento. Prezioso in commento audio al film del regista e dello sceneggiatore.

  • Agatha Christie: intimo ritratto (19:03) Imperdibile ritratto della scrittrice con interviste ad alcuni parenti.
  • A proposito di Hercule Poirot (09:54) Il protagonista e i suoi baffi.
  • Scene eliminate (16:40) Scene eliminate con commento opzionale di regista e sceneggiatore.
  • All’apparenza insospettabili – Tre featurette dedicate ai personaggi del film: Parte 1 (05:08), Parte 2 (05:56) e Parte 3 (06:49)
  • L’arte del film (16:23) Una sorta di making of del film con riprese dal set.
  • In vettura: girare Assassinio sull’Orient Express (16:35) Le riprese a bordo dell’iconico treno.
  • La musica (07:31) Clip in compagnia del compositore Patrick Doyle.
  • Galleria
  • Commento al film di Kenneth Branagh e Michael Green

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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