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Ritorno in Borgogna, la celebrazione e il fascino del mondo della viticultura

Ritorno in Borgogna: Klapisch dopo aver celebrato nella sua cinematografia la multiculturalità e la globalizzazione torna a casa e fa una celebrazione del mondo della viticultura e del suo indescrivibile fascino.

Jean (Pio Marmaï) fa parte di una grande famiglia che da sempre è impegnata nel mondo della produzione vinicola nei favoleggiati vigneti della Borgogna. Vede in giovinezza la sua vita scorrere fra i cicli stagionali percependo quello come l’unico mondo immaginabile fonte di tutti i dolori e piaceri possibili. Il legame con la sua famiglia tuttavia è talmente intenso e controverso da portarlo, superati i vent’anni, a cercare il suo percorso personale in giro per il mondo. Senza esserne veramente consapevole le sue pellegrinazioni lo portano via per oltre 10 anni, nel frattempo Jean si costruisce una nuova vita, una nuova famiglia in Australia e una vigna tutta sua. Il legame con le sue radici però si fa inesorabilmente sentire e Jean torna a casa in occasione della malattia del padre, un ritorno che lo porterà a fare i conti con un passato emotivamente intenso con il quale non ha mai fatto veramente i conti.

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Cosa funziona in Ritorno in Borgogna

La pellicola di Cedric Klapisch In primo luogo è una poetica celebrazione a quel favoleggiato mondo che è la viticultura. Una commemorazione dell’ancestrale legame con la terra e dei i suoi ritmi, tanto lontano dalla frenetica vita moderna ma che ha lasciato un incolmabile vuoto emotivo nell’uomo moderno. Klapisch descrive, discretamente ma con forza, la discrasia stridente fra una vita legata alla natura e ai sui cicli che tutto sommato non è molto diversa da quella dei contadini e la pressione delirante del mondo esterno alla produzione vinicola che sempre più è diventato un prodotto elitario caratterizzato da interessi economici enormi.

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Perché non vedere Ritorno in Borgogna

Se la pellicola sarà sicuramente apprezzata dagli amanti delle opere d’autore, in particolare della cinematografia francese, di sicuro non è una scelta adatta per coloro che sono in cerca essenzialmente da una pellicola di puro intrattenimento. La regia asciutta di Cedric Klapisch, noto per il film L’appartamento spagnolo, Bambole russe e Rompicapo a New York, lascia ampio spazio alla potenza della terra di comunicare con la sua impronta emotiva senza cedere mai al facile sentimentalismo o umorismo.

Ritorno in Borgogna è un film dal fascino discreto ed elegante ma con una struttura importante, come un buon vino. Una pellicola del profumo inebriante di terra e di vino.

Regia: Cédric Klapisch Con: Pio Marmaï, Ana Girardot, François Civil, jean-Marc Roulot, María Valverde, Yamée Couture, Karidja Touré, Florence Pernel, Jean-Marie Winling, Éric Caravaca, Tewfik Jallab Anno: 2017 Durata: 113 min. Paese: Francia Distribuzione: Officine Ubu

About Elisabetta Prantera

Elisabetta Prantera
Ricercatrice sociale/redattrice, saltella da una vita tra una rilevazione e la visione compulsiva di film e serie tv...perché un buon film può sanare quasi tutti i mali del corpo e dello spirito.

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