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Petit Paysan – Una storia così periferica per il mondo attuale che sembra quasi una favola

Patrocinato da Slow Food con la collaborazione di CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, a febbraio del prossimo anno verrà distribuito Petit Paysan,  film di esordio di Hubert Charuel, selezionato per la Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2017 e vincitore della Foglia d’oro al Festival France Odeon di Firenze.

Pierre è un piccolo allevatore di mucche francese. Ama i suoi animali e se ne cura ogni giorno. La sua vita è la fattoria. La quotidianità viene sconvolta quando una delle vacche si ammala e Pierre è costretto ad abbatterla. Dovrebbe denunciare l’accaduto all’agenzia nazionale, ma non vuole che gli altri animali vengano uccisi per prevenzione. Inizia così una lotta con il suo senso di colpa, l’affetto per i suoi animali e la rigidità della burocrazia.

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Cosa funziona in Petit Paysan

Il film di Charuel ha dell’incredibile: racconta una storia così periferica per il mondo attuale che sembra quasi una favola. Peccato che la favola diventi presto per il suo protagonista un incubo. Costituito dalla malattia incurabile e incomprensibile degli animali e dalla spada di Damocle del servizio sanitario nazionale, che non vede animali, esseri viventi, ma solo portatori sani di una malattia che conviene abbattere preventivamente più che curare.

La malattia che coglie le vacche di Pierre è inventata, ma fa riferimento all’epidemia detta della “Mucca pazza” che si era diffusa alcuni anni fa soprattutto in Europa e che aveva messo in ginocchio molti allevatori. Il regista, figlio di allevatori, era rimasto colpito da questa storia, che adesso ha raccontato nel suo film d’esordio.

Non si può non essere empatici con il protagonista, e il merito del film è quello di non fossilizzarsi sui temi burocratici e affaristici, ma piuttosto su quelli affettivi. Pierre va contro la legge non per il proprio profitto, ma perchè non vuole uccidere o far uccidere i suoi animali.

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Perché non guardare  Petit Paysan

Petit Paysan non è un film per il grande pubblico, ma avrà di sicuro una sua nicchia di possibili spettatori. E’ buona infatti la modalità di distribuzione fatta in Francia che vuole essere replicata anche dalla Nomad, che distribuisce il film nel nostro paese: dalle 70 copie iniziali, il film verrà portato nelle piccole sale di paese, laddove è più probabile trovare chi possa riconoscersi nel racconto.

Regia: Hubert Charuel Con: Swann Arlaud, Sara Giraudeau, Bouli Lanners, Isabelle Candelier Anno: 2017 Paese: Francia Durata: 90 minuti Distribuzione: Nomad

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