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La Terra di Mezzo – L’ombra della Guerra, abbiamo giocato il nuovo capitolodella serie di Monolith (Recensione)

La Terra di Mezzo – L’ombra della Guerra: Dopo l’ottimo riscontro ricevuto da critica e giocatori, con il sorprendente La Terra di Mezzo – L’ombra di Mordor, Monolith ha scelto di migliorare ancora di più la sua proposta con una nuova avventura che prosegue il racconto della storia di Talion e Celebrimbor.

L’Ombra della Guerra, prosegue la storia affrontata in L’Ombra di Mordor e vede i nostri due eroi, Celebrimbor e Talion, intenti a forgiare un nuovo anello del potere. Purtroppo per loro anche Shelob, il malefico ragno che si mostrerà ai due sotto mentite spoglie, sarà attratto dal potere infinito del nuovo gioiello e costringerà i nostri eroi a scendere a compromessi. Affrontare l’Oscuro Signore non sarà poi così facile come inizialmente previsto.   

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Perché giocare La Terra di Mezzo – L’ombra della Guerra

Dopo l’ottimo risultato raggiunto il team Monolith, ha trasportato nella nuova avventura quanto di buono proposto con il precedente capitolo, raffinando ancora di più le dinamiche, la grafica e il sistema di gioco. La storia riprende da dove avevamo lasciato i nostri eroi e ci reintroduce in un combat system classico, il tipico free flow utilizzato da Rocksteady nella serie Arkham, ovviamente migliorato. Per variegare il game-play troviamo inoltre la possibilità di sbloccare nuove abilità e colpi, attraverso un ottimo sistema di sviluppo del personaggio, migliorabile tramite obbiettivi prefissati. Una buona idea per spronare il giocatore alla ricerca di collezionabili e missioni secondarie, affrontabili anche in questo caso con assalti o approcci più stealth. Ovviamente oltre al sistema di combattimento torna anche l’apprezzato Nemesis System, ora ancora più importante ai fini del gioco. Il pregevole sistema di reclutamento, rivisto e corretto, vi permetterà di creare come in passato il vostro esercito di orchi ma il potere del nuovo anello forgiato da Celebrimbor, vi consentirà di soggiogare al vostro controllo anche i più grossi e letali Uruk. Con loro sarà possibile anche infiltrarsi nelle file nemiche, per sabotare il loro esercito, oppure utilizzare gli stessi come propria guardia del corpo. I due sistemi di gioco infine convergono in modo spettacolare nelle battaglie dell’assedio alle fortezze nemiche, che si trovano in una nelle quattro regioni principali de La Terra di Mezzo, una trovata stilistica e di struttura veramente entusiasmante. Il tutto gestito con un senso di libertà appagante per il giocatore, nell’affrontare le missioni e le sue dinamiche, per tutte le 30 ore di gioco utili per concludere l’avventura. Questo nonostante la ripetitività di alcune missioni, gestite da una routine casuale che rende gli scontri e le stesse meno prevedibili. Ci ha convinto molto anche il nuovo motore grafico, completamente migliorato, che mostra ora i muscoli dal punto di vista tecnico. Le ambientazioni e i personaggi sono caratterizzati e realizzati in modo veramente fantastico. Soprattutto sulle ammiraglie potenziate delle console Sony e Microsoft, superiori per quanto riguarda definizione delle texture ed effetti, ma che restano comunque appaganti anche sulle console base.

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Perché non giocare La Terra di Mezzo – L’ombra della Guerra

Ci sono pochi fattori in realtà per sconsigliare di giocare a La Terra di Mezzo – L’ombra della Guerra, e vanno quasi tutti ricercati nella vostra poca affinità con il genere, Tolkien e il fantasy. La storia che conduce la story line è del tutto inventata e percorre altre strade rispetto alla saga per eccellenza, questo potrebbe far storcere la bocca ai più bacchettoni e ferrei sostenitori del classico. La ripetitività di alcune missioni, comunque aiutate dal fattore di casualità, possono allontanare i giocatori più casuali, meno impegnati nell’obbiettivo di collezionare e migliorare il proprio personaggio e esercito. Tutti motivi personali quindi ai quali possiamo aggiungere: i difetti di compenetrazioni e telecamera ancora da rivedere, e una poca attenzione nel diversificare ancora di più la caratterizzazione grafica delle diverse regioni della Terra di mezzo.

About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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