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Okja – Recensione – Un Film di Bong Joon-Ho

Okja: Il regista sudcoreano Bong Joon-Ho, “arruolato” tra lo schieramento di Netflix, confeziona il suo nuovo film, una favola con protagonista il grande legame instaurato tra Mija, una giovane ragazzina coreana che vive in un campo in mezzo alle montagne, e Okja, un esemplare di creatura con le fattezze di un maiale gigante geneticamente modificato, creato dalla industria alimentare Mirando per ottenere una carne più economica e deliziosa. Quando verranno separati proprio dalle alte sfere della multinazionale creatrice di Okja, compiranno diverse disavventure in giro per il globo per ricongiungersi e tornare a casa.

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Finalmente Netflix riesce nella produzione di un’opera filmica che conceda ampia libertà e respiro al regista che si ritrova a dirigerla, senza opprimerne lo stile e la poetica. Difatti la generale piattezza dei lungometraggi originali è sempre stato un loro enorme difetto, mentre Okja, al contrario, riesce ad emergere da questa massa di film poco più che riusciti, fornendo al vasto pubblico di abbonati un vero e proprio gioiello d’autore. Bong Joon-Ho sviluppa un racconto semplice nella struttura, in quanto la volontà del regista era quella di far arrivare i messaggi contenuti nel film al più vasto bacino d’utenza possibile.

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Il grande pregio del prodotto, tuttavia, risulta la decisione del regista di non intraprendere una critica unidirezionale, ma toccare ogni singola classe sociale e politica presente nella società attuale: Okja non si tratta esclusivamente di una fiaba ecologica come se ne sono viste a bizzeffe, ma dipinge un quadro satirico della situazione da essa narrata, non riservando sconti a nessun personaggio, anche per quanto concerne quelli che dovrebbero incarnare valori ed ideali condivisibili dall’uomo comune.

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Il bersaglio principale della critica è costituito indubbiamente dalle grandi lobby alimentari, le quali avendo come unico scopo il mero profitto, propinano al consumatore pietanze sempre di più scarsa qualità per ridurre ovviamente le spese, ma anche associazioni che agiscono in nome della salvaguardia del genere animale in ogni sua forma non vengono visti con occhio particolarmente positivo.

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Le figure che agiscono in nome di tali movimenti risultano reietti all’interno del panorama sociale, archetipi di carattere decadente, in quanto siano completamente asserviti a leggi e dettami di origine arcana e sconosciuta e di dubbia credibilità.

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Lo sguardo cristallino che il regista imprime sulla materia narrata inoltre dimostra ancora una volta quanto sia necessario creare storie di derivazione distopica, per non dire fantascientifica, per descrivere al meglio l’attualità e soprattutto quanto sia più efficace, a livello di comprensione dei contenuti, una pellicola di vasto consumo rispetto ad un prodotto di natura maggiormente indipendente, concetto che Bong Joon-Ho aveva già compreso ed attuato con il suo precedente film, Snowpiercer.

Regia: Bong Joon-Ho Con: Ahn Seo-hyun – Tilda Swinton – Paul Dano – Jake Gyllenhaal – Lily Collins – Giancarlo Esposito – Steven Yeun Anno: 2017 Durata: 120 Min Paese: Usa – Corea del Sud Distribuzione: Netflix
Okja: Il regista sudcoreano Bong Joon-Ho, “arruolato” tra lo schieramento di Netflix, confeziona il suo nuovo film, una favola con protagonista il grande legame instaurato tra Mija, una giovane ragazzina coreana che vive in un campo in mezzo alle montagne, e Okja, un esemplare di creatura con le fattezze di un maiale gigante geneticamente modificato, creato dalla industria alimentare Mirando per ottenere una carne più economica e deliziosa. Quando verranno separati proprio dalle alte sfere della multinazionale creatrice di Okja, compiranno diverse disavventure in giro per il globo per ricongiungersi e tornare a casa. Finalmente Netflix riesce nella produzione di un’opera filmica…
Commento Finale - 82%

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Con Okja, Bong Joon-Ho non si limita a narrare una fiaba a favore dei diritti degli animali, ma idealizza il ritratto di una società nella quale ogni individuo è ormai ossessionato dalla propria realizzazione, a discapito di quella altrui, non tralasciando situazioni di pathos, ma anche di estrema tenerezza e commozione.

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About Davide Colli

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