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Marie Anne: presentato il cortometraggio sulla violenza di genere di Ivan Mattei e Daniele Caon

Presentato alla stampa il già distribuito cortometraggio “Marie Anne”, diretto da Ivan Mattei e Daniele Caon, ispirato agli episodi di maltrattamenti raccolti al Centro Anti Violenza di Stefania Catallo a Tor Bella Monaca.

Già proiettato lo scorso 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, distribuito da Amazon in Usa e Uk, e presentato in una serie di licei tecnici della capitale a scopo didattico, “Marie Anne” è un corto di pochi minuti realizzato dai filmaker Ivan Mattei e Daniele Caon, con la collaborazione chiave di Stefania Catallo. Quest’ultima è forse l’anima e forza motrice del progetto: responsabile del Centro Antiviolenza Marie Anne Erize  di Tor Bella Monaca a Roma, la Catallo ha concesso a Mattei di documentare e raccontare le esperienze personali delle frequentatrici del Centro. In seguito, con l’aiuto del collega Coen, da simili testimonianze sono stati tratti i sette minuti presentati infine alla stampa, in presenza degli autori: i due registi, Stefania Catallo, gli autori delle musiche Angostura ed i due protagonisti Cosetta Turco e Emanuele Cellini.

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A proposito delle origini di Marie Anne, i due autori raccontano la già nota storia. Mattei: “Il progetto nasce da alcuni racconti che avevo scritto per il Centro Anti Violenza di Tor Bella Monaca, allora e tuttora sotto sfratto, ispirandomi alle storie delle persone direttamente coinvolte. E’ venuta dopo l’idea di trarne un corto, e la sceneggiatura è venuta fuori in due giorni, incorporando le dichiarazioni delle persone incontrate al Centro“. Prosegue Caon a proposito del comparto tecnico, piuttosto particolare, di Marie Anne: “Volevamo evitare il rischio banalità, e con una tematica così di tendenza il rischio c’era. Ci siamo un po’ bloccati all’inizio, poi è venuta l’idea di cercare qualcosa di impatto, difficilmente dimenticabile. Dato che la tendenza a rimuovere in fretta è un po’ caratteristica della comunicazione contemporanea.

Prende parola anche Stefania Catallo, responsabile del Centro “Marie Anne Erize” alla base del progetto, personalmente coinvolta nella lavorazione. “Ho trovato una grande partecipazione da parte del pubblico maschile, nella stampa come nel pubblico. Il corto ha una sua potenza, colpisce. L’abbiamo portato in diversi istituti tecnici di Roma e provincia, per mostrarlo agli studenti in chiave di sensibilizzazione: sono rimasti colpiti personalmente, dunque il progetto ha un suo valore.” Conclude ricordando il nome ispiratore del progetto, come del Centro da lei gestito ed ispiratore del corto: “Marie Anne Erize è stata una nota desaparecida argentina, scomparsa a venticinque anni sotto il regime di Videla. La sua sorte è rimasta ignota fino a questi ultimi anni. A lei abbiamo intitolato il centro, e di conseguenza il titolo del film“.

 

About Saverio Felici

Di stanza a Roma, amante del cinema in ogni sua forma da quando riesce a ricordare.Coniugando le passioni più disparate, scrive di tutto su tutto, con un occhio di riguardo alla settima arte. Dal pop-corn movie più becero al più pretenzioso dei film d'autore.

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