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Loving Vincent, la vita dell’immortale pittore olandese diventa un thriller artistico affascinate

Loving Vincent : Arriva sugli schermi italiani per un evento speciale di soli tre giorni (16, 17 e 18 ottobre) grazie allo sforzo distributivo di Nexo Digital e Adler Entertainment

La pellicola ripercorre gli ultimi giorni di vita di colui che a pieno titolo può essere definito il re incontrastato della pittura moderna, sua maestà Vincent Van Gogh. Un cast foltissimo ha partecipato a questo progetto artistico appassionante fra cui annoveriamo Douglas Booth, (Jupiter: Il Destino dell’Universo, Noah), e Chris O’Dowd, (Le Amiche della Sposa, IT Crowd) solo per citarne alcuni, i quali hanno prima prestato il volto per il girato e che poi sono stati abilmente trasposti a mo’ di quadri viventi da una squadra di 125 talentuosi pittori.

“Voglio toccare il cuore della gente con la mia arte. Voglio che dicano: sente profondamente, sente con tenerezza”

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Cosa funziona in Loving Vincent?

L’opera in primo luogo è una esperienza estetica entusiasmante, nata dallo sforzo di un numeroso manipolo di artisti che hanno letteralmente dipinto, scena dopo scena nello inconfondibile stile dell’artista, la narrazione delle ultime gesta di Van Gogh da Parigi a Auverse-sur-Oise, scenario degli ultimi giorni di vita dell’artista. Ripercorrendo i suoi dipinti più celebri, la splendida pellicola dei registi Dorota Kobiela e Hugh Welchman, dipana i tormenti di un’anima profondissima, dotata di uno sguardo incredibilmente sensibile, a tratti mistico, capace di cogliere la bellezza in qualsiasi essere vivente.

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Costruito quasi come un appassionante thriller che cerca di ricostruire le reali vicende di una morte sospetta, il film riesce finalmente rendere giustizia ad uno degli artisti più grandi di sempre colpevolmente considerato da molti semplicemente come un malato di disturbi mentali. Notissimo il suo taglio dell’orecchio, portato in dono ad una prostituta. La bellissima pellicola tratteggia finemente i contorni di una sensibilità artistica e umana fuori dal comune, ricostruendo il contesto emotivo nel quale sono stati partoriti i capolavori più universalmente noti, i rapporti con l’amatissimo fratello Theo e con le persone che popolavano la sua vita. Persone amate teneramente dall’artista, a dispetto di qualsiasi cosa, che ha reso protagonisti dei suoi più celebri quadri.

Una felicissima contaminazione fra l’arte pittorica e quella cinematografica che veste di una luce completamente nuova l’opera di un artista enorme la cui sensibilità e profondità di animo erano talmente inesprimibili da riuscire a esprimersi solo tramite la forma pittorica.

Loving Vincent è esteticamente estasiante, una esperienza filmica ed emotiva struggente. Assolutamente imperdibile.

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Perché non guardare Loving Vincent?

Un’opera così riuscita e toccante può non interessare solo coloro che non hanno coinvolgimento alcuno nell’arte e sono dotati da un animo di pietra.

Regia: Dorota Kobiela, Hugh Welchman Con: Aidan Turner, Helen McCrory, Saoirse Ronan, Douglas Booth, Jerome Flynn Anno: 2016 Paese: Gran Bretagna, Polonia Distribuzione: Nexo Digital e Adler Entertainment 

About Elisabetta Prantera

Elisabetta Prantera
Ricercatrice sociale/redattrice, saltella da una vita tra una rilevazione e la visione compulsiva di film e serie tv...perché un buon film può sanare quasi tutti i mali del corpo e dello spirito.

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