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Gimme Danger – Recensione – Un Film di Jim Jarmush

Gimme Danger, Jim Jarmush ci porta a scuola di rock’n’roll con uno splendido racconto dedicato alla bruciate storia dei The Stooge. Al cinema come evento speciale solo il 21 e 22 febbraio con Nexo Digital. 

Non dovremmo dilungarci oltre le 25 parole per raccontare un documentario sugli Stooges, lo insegna l’Iguana con i suoi testi, ma 25 parole non sarebbero sufficienti a racchiudere lo stato emozionale che la nuova fatica di Jim JarmushGimme Danger, riesce a sprigionare dentro un vecchio fan della band di Detroit.

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Cosa succede se il regista più Rock’n’Roll, come attitudine, decide di raccontare la band più oltraggiosa ed incendiaria dei gloriosi garage days che posero fine agli anni del peace & love? Semplicemente si crea un’atmosfera degna d’una sala prove, fumosa, sporca ma accogliente quanto basta per tirar fuori la propria creatività, per unire spirito iconoclasta e visionaria capacità rappresentativa. So che tutto ciò potrebbe sembrare un ossimoro, ma è la ricetta alla base del rock ed, ancora di più, del punk.

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Quel che traspare maggiormente, in quest’opera di Jim Jarmush, che, fuori concorso a Cannes 2016, ci regalò in estate uno sfavillante Iggy Pop in ciavatte sulla croisette, con tanto di dita medie e giacca da vecchio tossico ripulito, è l’amicizia, la confidenza che esiste da anni tra il regista di Akron ed il frontman degli Stooges. Uno sbobinamento di vecchie foto e materiali d’archivio che, senza la guida di chi quegli attimi li ha realmente vissuti, non avrebbe portato ad un risultato così coinvolgente. La capacità visionaria di Jarmush completa il documentario attraverso giochi di dissolvenze, sapiente opera di montaggio e fuffa ridotta all’osso, mantenendo una durata, poco superiore all’ora e mezza, in grado di non sbomballare lo spettatore e le sue parti basse, rischio sempre molto concreto quando si parla di documentari.

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Il vero protagonista di Gimme Danger è lui: James Osterberg Jr, meglio conosciuto come Iggy Pop. A suo agio di fronte alla camera, scalzo e seduto su una sorta di trono posticcio, come su un palco, a dimenarsi da 50 anni incurante di denti spaccati, bottigliate ed anche sbilenche. Chiunque di noi, facendo la metà di quello che lui fa abitualmente durante un live, avrebbe bisogno d’una settimana di ricovero in ortopedia, mentre lui è lì, all’alba dei 70 anni, con alle spalle decenni di dipendenze ed eccessi, a sciorinare aneddoti e sentimenti, sinceri, nei confronti di chi ha condiviso con lui pagine importanti della storia del rock.

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Jarmush decide di non mischiare, a livello temporale, le carte: si segue un ordine cronologico, creato da alternanza di interviste e repertorio, nel raccontare la carriera della band del Michigan dagli esordi insieme agli Mc5, fino all’ingresso, datato 2010, nella Rock’n’Roll Hall of Fame. Un trattato propedeutico su come essere punk prima dei punk, sull’attitudine e, fondamentalmente, sulle regole dell’oltraggio, sempre, comunque e contro chiunque.

Da non perdere, soprattutto considerato che sarà nelle sale per soli 2 giorni, il 21 ed il 22 Febbraio 2017, come da prassi degli ultimi tempi per film interessanti che non aspirano a diventare blockbuster, ma a rivolgersi ad una nicchia di appassionati.

Regia: Jim Jarmusch Con: Iggy Pop, Ron Asheton, Scott Asheton, Dave Alexander, Jim Ostenberg Anno: 2016 Durata: 108 Min. Paese: USA Distribuzione: Nexo Digital
Gimme Danger, Jim Jarmush ci porta a scuola di rock'n'roll con uno splendido racconto dedicato alla bruciate storia dei The Stooge. Al cinema come evento speciale solo il 21 e 22 febbraio con Nexo Digital.  Non dovremmo dilungarci oltre le 25 parole per raccontare un documentario sugli Stooges, lo insegna l'Iguana con i suoi testi, ma 25 parole non sarebbero sufficienti a racchiudere lo stato emozionale che la nuova fatica di Jim Jarmush, Gimme Danger, riesce a sprigionare dentro un vecchio fan della band di Detroit. Cosa succede se il regista più Rock'n'Roll, come attitudine, decide di raccontare la band più oltraggiosa ed incendiaria dei…
Commento Finale - 90%

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Il regista più Rock'n'roll racconta la band più oltraggiosa, durante una chiacchierata tra vecchi amici. Non poteva che essere un capolavoro, anche se chi scrive è due volte di parte.

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About Davide Villa

Davide Villa
Più di trenta e meno di quaranta. Ama: Il punk Rock, l'as Roma, Tarantino, Maurizio Merli, Stallone, Schwartzy, Indiana Jones, Spielberg, Lenzi, Leone, John Milius e gli action movie. Odia: la juve, le camicie nere, Servillo, Lynch e Lars Von Trier. Film preferiti: Giù la testa, Bastardi senza gloria, Troppo forte, Compagni di scuola, Milano Calibro nove. Doti innate: la modestia, l'eleganza e la sobrietà. Difetti: pochi e di scarsa importanza.

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