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Ferrari Un Mito Immortale: il cavallino rampante arriva in home video dal RFF12

Ferrari Un Mito Imortale è il documentario diretto da Daryl Goodrich su una sceneggiatura di Rupert Bush e prodotto da Maggie Monteith, Kevin Loader, Julia Taylor-Stanley e Sam Tromansin distribuito dalla Universal Pictures. Il film è stato presentato durante il RomaFF12 nella Selezione Ufficiale ed è approdato lo scorso 6 Dicembre nel mercato Home Video in DVD e Blu-Ray.

Al contrario di quanto si possa pensare, Ferrari Un Mito Immortale sceglie di concentrarsi sugli anni ’50 della celebre scuderia, quando Enzo Ferrari era il grande demiurgo pantocratore che controllava l’operato dei suoi uomini in cerca di potere, successo e affermazione, orchestrando i suoi cinque piloti fuoriclasse: gli inglesi Peter Collins e Mike Hawthorn, l’argentino Juan Manuel Fangio, gli italiani Eugenio Castellotti e Alberto Ascari e l’affascinante nobile spagnolo Alfonso de Portago, tutti “piloti gentiluomini” dalle spiccate personalità accomunati da un unico, tragico destino comune, l’ennesima conferma del motto “Live fast, Die young” o del più noto “vivi veloce, muori giovane e lascia un bel cadavere”.

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Cosa funzione in Ferrari Un Mito Immortale

Ferrari Un Mito Immortale è un prodotto unico nel suo genere: atipico quanto tradizionale nell’impostazione estetico-formale, trova il proprio indiscutibile punto di forza nella storia che sceglie di raccontare. Non le corse, le auto, la potenza bensì gli esseri umani. Goodrich si abbandona alla potenza di un montaggio frenetico e alternato che ben restituisce, allo spettatore, il dinamismo e la tensione tipici delle gare di F1.

È impossibile rimanere impassibili di fronte alle drammatiche storie di successo e morte dei piloti Ferrari, uomini così affascinanti che, a modo loro, erano ben consapevoli dei rischi che correvano ma non facevano niente per evitarli. Ferrari Un Mito Immortale è quindi un omaggio toccante e stilisticamente impeccabile a un’epoca scomparsa, a una “lost generation” di piloti gentiluomini, guasconi e picareschi, colti titanicamente nello streben di sfidare la morte e la sorte stessa, sorridendo irriverenti a ciò che tutti temiamo più di ogni altra cosa, ossia la paura dell’ignoto.

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Perché non guardare Ferrari Un Mito Immortale

Il punto di forza più evidente di Ferrari Un Mito Immortale è senza dubbio l’argomento trattato, quelle storie vere – e umane – talmente coinvolgenti ed emozionanti da risultare, infine, larger than life itself. Ma una volta scissa l’immagine dalla narrazione, ciò che rimane rientra nel solco della tradizione documentaristica: Goodrich non sperimenta con la macchina da presa, si limita soltanto ad assemblare un pigro collage di immagini sostenute dalle voci narranti dei testimoni di quegli eventi. Il più tradizionale dei documentari impedisce alla forma di adattarsi al contenuto, dimenticandosi la lezione fondamentale dei Futuristi a base di modernità, futuro, macchine e velocità. L’ambizione che animava Ferrari e i suoi piloti si stempera nella rassicurante “vecchia scuola”, confezionando in tal modo un prodotto “innocuo” adatto soprattutto a una visione Home Video in DVD o Blu-Ray, accordandosi soprattutto con il gusto dei veri appassionati delle folli corse – e delle storie – della F1.

About Ludovica Ottaviani

Ludovica Ottaviani
Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Classe 1991, da più di una decina d’anni si diverte a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Si infiltra nel mondo della stampa online nel 2011, cominciando a fare ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Tom Hiddleston, Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.

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