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Etiquo Film Project: 10 cortometraggi per i nuovi talenti di domani

Cine1 Italia Srl nasce come piattaforma VOD nel 2009 per poi trasformarsi nel 2013 in una Holding Company operativa nel settore della produzione e distribuzione cinematografica, ed è oggi pronta a presentare un nuovo, ambizioso, progetto cinematografico: Etiquo Film Project.

Con la direzione artistica del produttore e distributore cinematografico Pete Maggi e l’apporto della Operation Services con il suo Amministratore Unico Vincenzo Giacomini, l’Etiquo Film Project si pone come obiettivo quello di realizzare un unico film composto da dieci cortometraggi collegati da un leitmotiv specifico, ovvero “I Giovani e il Denaro. Etica, Equità ed Educazione Fiananziaria” che saranno scritti e realizzati esclusivamente da giovani filmakers fino ai 35 anni. Il percorso per la selezione dei dieci progetti passa per due fasi fondamentali, la prima incentrata sul lancio del bando che verrà aperto a partire dal 1 Febbraio 2017 fino ai successivi tre mesi e sarà disponibile sul sito www.etiquofilm.it; i partecipanti potranno iscriversi e sottoporre i propri soggetti e le sceneggiature che verranno lette e valutate da una giuria tecnica formata da Gianmarco Tognazzi (Presidente di Giuria), Aurelio Grimaldi, Caterina Nardi e Claudia Vaccaro. La finalità della giuria sarà quella di selezionare un massimo di ottanta progetti da realizzare; nella seconda fase, invece, sono previste le riprese e la post – produzione con delle proiezioni riservate ai fan del progetto che, a loro volta, verranno coinvolti come giuria popolare per poter poi scegliere i dieci progetti finali che formeranno il prodotto audiovisivo ETIQUO.

Etiquo Film Project: 10 cortometraggi per i nuovi talenti di domani

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La giuria al gran completo e il direttore artistico hanno presentato alla stampa il progetto, parlandone nei dettagli.

Gianmarco Tognazzi: «questa iniziativa del progetto Etiquo Film Project nasce dalla necessità di riportare il nostro cinema da un artigianato di lusso ad una vera e propria industria, com’era un tempo; il limite fissato per i partecipanti è di a 35 anni perché altrove, a quell’età, si è comunque considerati adulti, ma non qui in Italia. Ovviamente qualora la comunicazione non si dovesse rivelare ficcante, possiamo anche pensare di ampliare il tutto inclusi i limiti d’età che ci siamo posti. Dobbiamo dimostrare se queste storie possono essere – o meno – adattate dagli autori stessi o da qualcun altro, magari anche più “famoso” e con maggiore esperienza. Mi sono sempre dimostrato favorevole ad iniziative del genere che permettono di colmare alcune mancanze del nostro cinema, come ad esempio le enormi difficoltà produttive che si incontrano lungo il percorso. Come altri paletti, nel bando, ne abbiamo posto uno legato alla lunghezza dei progetti presentati, che devono essere composti da venti pagine, un numero già sostanzioso per un ipotetico corto di quindici minuti che verrà realizzato grazie al sostegno degli sponsor. Per quanto riguarda il tema scelto, non è troppo semplice restare nell’ambito assegnato, legato all’eticità e ai giovani: abbiamo cercato di stringere la forbice per incentivare la creatività, senza porre nessun tipo di limite. Siamo vittime delle logiche di questo paese: l’educazione finanziaria è un tema sconosciuto in Italia, le dinamiche dietro le aziende sono oscure e dubbiose, e riflettono un problema culturale ed antropologico del paese.» 

Aurelio Grimaldi: «dopo dodici anni d’insegnamento ho deciso di lasciare tutto per realizzare il mio primo film, nonostante i vari ostacoli incontrati lungo il cammino, e tutto grazie ad un concorso come il Premio Solinas, per cui non posso che non credere strenuamente nei concorsi che danno opportunità ai giovani talenti per farsi notare ed emergere. Nelle condizioni cinematografiche attuali si parla spesso del circuito, e dei “prodotti” di questo sistema: si parla di film indipendenti e di giovanissimi autori, come Xavier Dolan; peccato solo che il caso di quest’ultimo sia “al limite”, perché il ragazzo è figlio di un’industria forte come quella canadese. La nostra volontà è quella di fornire un’opportunità a tutti coloro che non hanno i contatti giusti o la faccia tosta per averli, per farli emergere in quanto talenti. Oggi se un giovane autore non ha una consapevolezza delle problematiche finanziarie legate alla realizzazione di un suo progetto non sa come poterle sfruttare al meglio una volta arrivato sul set: per tale ragione l’educazione finanziaria è importante per utilizzare al meglio il proprio talento partendo da un budget, e da quello ricavare il meglio.»

Quindi dieci corti diventeranno alla fine un unico lungometraggio: ci sarà una certa omogeneità nei gusti e nelle scelte riguardanti le opere selezionate?

Gianmarco Tognazzi: «la soggettività italiana implica che certe persone possono fare delle cose e altre no: l’originalità di un progetto è importante, la forza narrativa dovrebbe vincere ma non è nemmeno detto che chi crede di avere le qualità per poter scrivere un progetto abbia anche la voglia di realizzarlo allo stesso tempo; la forza narrativa – legata alla sceneggiatura – non ha affinità con la potenza delle immagini. Il tema è la vera costante, anche se dipende dalla struttura narrativa definitiva del film. Personalmente, ambirei a vedere sullo schermo delle piccole commedia nere, soprattutto se parliamo di un tema come i giovani e il denaro: viene quasi naturale parlare di un gusto grottesco. Se il tema fosse stato semplicemente etica e giovani, la forbice sarebbe stata troppo ampia; al contrario, con una forbice più stretta invece si stringe e funziona meglio.»

Pete Maggi: «poter dare una possibilità ad un corto di andare in sala con una distribuzione è un vero onore; personalmente sono ossessionato dal prodotto, visto che oggi è sempre più difficile andare al cinema e portare qualcuno al cinema perché si preferisce andare a vedere un film specifico. Una volta i film avevano grandi cast; oggi bisogna avere invece un vero prodotto valido. Ciò che forma il prodotto finale è un grandissimo apporto sociale: nel nostro caso raccontiamo più storie pur non dando, come risultato, un prodotto unico ma episodico, che avrà molto rumors intorno, girando per un anno online. La giuria selezionerà gli script e alcuni corti verranno realizzati e mostrati nell’arco di tre – quattro eventi in tutta Italia, in modo tale da mostrarli al pubblico, e la gente che ci seguirà lo farà volentieri, iscrivendosi sulla piattaforma e assumendo il ruolo di giuria online. L’Italia è un paese pieno di grandi individualità professionali, preparate e pronte: ciò che manca è una continuità sistemata in un sistema capace di interagire con l’esterno: da noi se un film ha successo, è tutto frutto solo di un fenomeno casuale e basta, auto – generandosi. Per quanto riguarda il tema scelto, ci siamo orientati in questo ambito specifico perché il nostro è un paese afflitto da una profonda ignoranza nell’ambito dell’educazione finanziaria; ci siamo involuti e mostriamo sistemi semi – feudali che devono essere risolti perché si tratta, ormai, di un problema culturale.»

About Ludovica Ottaviani

Ludovica Ottaviani
Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Classe 1991, da più di una decina d’anni si diverte a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Si infiltra nel mondo della stampa online nel 2011, cominciando a fare ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Tom Hiddleston, Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.

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