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Bushwick – Presto su Netflix il nuovo film con Dave Bautista

Bushwick: La nuova guerra civile è iniziata e ha il volto di Dave Bautista e Brittany Snow

Bushwick è un thriller fantapolitico d’azione, presentato in anteprima al Sundance Film Festival la scorsa estate, di produzione cinematografica originale Netflix. Per chi scrive è al momento uno dei migliori film dell’anno. Interpretato dall’ex-lottatore professionista Dave Bautista e da Brittany Snow ( “Pitch Perfect” , 2012), il film cerca di rispondere alla domanda: cosa succede se il Texas si separa dagli Stati Uniti? Che domande, si attacca Bushwick, un sobborgo residenziale di Brooklyn, per ricattare il Governo Federale!

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Gli sceneggiatori Nick Damici ( “Stakeland II” ) e Graham Reznick hanno offerto una rivisitazione moderna del Cappuccetto rosso dei fratelli Grimm. Mentre la protagonista Lucy (Snow) tenta di raggiungere la casa di Nonna,il sentiero è disseminato di spari mentre il grosso lupo cattivo si intromette nel racconto. Inoltre, gran parte del film è narrato in lunghi piani sequenza, realizzati con la steadycam. Questa tecnica di ripresa che mette lo spettatore a stretto contatto con i personaggi. Nel frattempo, c’è un pregiudiziale impianto politico di sinistra e di destra, con gli esponenti della destra che sembrano peggiori dei peggiori. Tuttavia, il film è molto interessante anche come mero thriller d’azione, con Lucy che passa dalla ragazza perduta nei boschi urbani alle competenze di una guerriglia urbana degne di una perfetta insorta.

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Il primo atto di Bushwick si svolge come detto molto similmente alla fiaba tedesca di Cappuccetto rosso. Lucy è vestita con il suo mantello rosso, una giacca rossa. È partita per incontrare la Nonna, con il cacciatore (Bautista) al suo fianco. Manca solo suo cestino da picnic e la nonna è già morta, uccisa dal grande lupo cattivo. Nel film, il lupo è un esercito di mercenari simile alla defunta Blackwater aka The Academy. Combattono per il Sud come poteva essere quello prima del 1861. In questo moderno racconto in chiave fantapolitica e distopica rifacentesi a modelli eccelsi di anticipazione metropolitana come “Escape from New York”, il grande lupo cattivo non salta fuori dall’armadio ma sbuca dalla porta principale. Una volta che questa fiaba entra nel pieno svolgimento, Lucy passa da ragazza innocente a ribelle consapevole. Da ora in poi i nemici saranno tutti nerovestiti come i miliziani insorti che aviotrasportati in elicottero, sono scesi per occupare militarmente l’isola di Brooklyn. E’ questo l’ammodernamento del racconto, di una storia vecchiaia, ad offrire molti altri colpi di scena – prima di arrivare a casa di Nonna.

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Nel frattempo, i texani e alcuni loro alleati suprematisti bianchi e razzisti stanno devastando gran parte di Bushwick. Quante truppe ci vogliono per conquistare una città di medie dimensioni quale è l’isola di Brooklyn? Se molti cittadini sono armati (nonostante le rigide politiche anti-armi vigenti a New York), ci vogliono quasi mezzo milione di soldati. Ma i texani hanno apparentemente portato solo un paio di bus di miliziani e una ventina di elicotteri d’attacco pieni di truppe aviotrasportate. Sarebbe quasi impossibile prendere un isolato, con questa relativa piccola forza. Lucy e Stupe (Bautista) si dirigono verso una zona demilitarizzata. Qui, la guardia costiera sta espellendo i rifugiati fuori dell’area. Però, la guardia costiera, nelle scene successive, assomiglia molto all’esercito degli Stati Uniti. Strano. Non c’è un collegamento diretto dalla zona centrale di Bushwick alla zona demilitarizzata. Ciò conferisce ai due personaggi principali il tempo di legare in mezzo agli spari, alle ferite da arma da fuoco e ad un impegno per molto tempo rinviato.

Tutta l’azione è colta da lunghi piani sequenza, carrelli e riprese a mano con la steadycam. Ci sono solo alcuni impercettibili tagli di montaggio. Di solito si usa una tromba delle scale o un muro scuro, per passare da una scena all’altra. Ad esempio, vicino al limite dei sette minuti, Lucy sale le scale e la macchina da presa si sposta a sinistra, sempre molto leggermente. Un taglio della scena molto sottile avviene qui, tra il fumo. Altri tagli avvengono quando le luci si spengono brevemente, in un corridoio, o quando Lucy lotta per uscire da uno scantinato sotterraneo della Chiesa. Nel frattempo, i registi Cary Murnion e Jonathan Milott rimangono costanti col mantenere l’azione il più a lungo possibile. Questo stile di riprese è stato già ampiamente comprovato e anche in tempi più recenti, in film come ”I Figli degli uomini” di Alfonso Cùaron (2006) e “Birdman” di Alejandro Gonzalez Inarritu. In un film d’azione è particolarmente efficace, èuno stile di regia che mette davvero lo spettatore in contatto con i personaggi, coerentemente con l’azione infuocata.

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Potrebbe esserci solo una detrazione da addebitare a Bushwick. C’è un leggero messaggio politico di sinistra contrapposto ad uno di destra. Il Texas è uno degli Stati più inclini all’indipendentismo, e gli Stati Uniti sono istigati alla violenza. Fondamentalmente i texani sono i cattivi. New York e le aree circostanti sono molto più orientate a sinistra, o democratiche. I democratici sono fatti per assomigliare agli eroi mentre difendono le loro strade. Inoltre, i cattolici, che sono anche spesso conservatori, appaiono particolarmente cattivi nel film. Un prete cattolico commette uno dei peggiori peccati del libro sacro, mentre un altro fa poco per aiutare gli altri. Dio non è mai lì quando hai bisogno di lui. Tuttavia, il messaggio politico (la sinistra è buona, la destra è cattiva) non è mai troppo urlato allo spettatore. Questo è più un film d’azione fantapolitica nel filone dei grandi modelli su descritti, piuttosto che un’analisi politica della politica americana moderna.

Bushwick è stato distribuito cinematograficamente la scorsa estate, soltanto negli Stati Uniti ed è già disponibile sul catalogo americano di Netflix, non abbiamo ancora una data per l’uscita in Italia. I fan del film d’azione non possono perderlo. Molto simile al lavoro di John Milius su “Alba rossa” (1984) e alla sua rappresentata contro-insurrezione, questo film prende in esame in modo microscopico ciò che potrebbe accadere se uno stato o più stati si staccassero dall’America. I personaggi, sono comunque molto interessanti. Tuttavia, gli spettatori non dovrebbero essergli troppo attaccati. L’azione è coerente. Grazie allo stile di ripresa dei registi, ed è particolarmente viscerale, tutta interna all’ambientazione di Bushwick. La colonna sonora composta dal famoso musicista e rapper newyorkese Aesop Rock è splendida e uno degli aspetti più convincenti del film, in evidente rimando stilistico alle sonorità elettroniche e notturne estremamente ritmiche delle musiche carpenteriane di “Escape from New York”.

Regia: Cary Murnion, Jonathan Milott Con: Dave Bautista, Christian Navarro, Brittany Snow, Arturo Castro, Jeremie Harris, Jeff Lima, Angelic Zambrana, Jay Hieron, Quincy Chad, Patrick M. Walsh Anno: 2017 Durata: 94 min. Paese: USA Distribuzione: Netflix

Curiosità:

Jane Levy era stata scelta per il ruolo principale fino a quando Brittany Snow non l’ ha sostituita.

Quando Stupe e Lucy visitano sua sorella, il film che si sente in TV in sottofondo è il primo cortometraggio dei registi.

L’intero film è girato in un unico piano sequenza, apparentemente mai tagliato.

Nella scena in cui incontriamo la banda che ha uno dei militanti legati, sentiamo la canzone “Dorks” del rapper, Aesop Rock. Che è anche il compositore del film.

 

About Enrico Bulleri

Enrico Bulleri
Laureato in Storia e Critica del Cinema vecchio ordinamento, e poi in Discipline dello Spettacolo Laurea breve successivamente, all'Università di Pisa, da sempre scrive di cinema e musica, teatro, spettacolo in genere, per varie testate cartacee elettroniche come online, quali Nocturno cinema, Hot Video & Film, La Nazione FI, Il Pisorno, Toscana Oggi, Il Tirreno LI ecc., Ha svolto anche attività di organizzatore e di consulenza in ambito di Fondazioni Teatrali e manifestazioni festivaliere cinematografiche, per organizzazione dei progetti di rassegne, retrospettive, mostre multimediali nell'area cinematografica, e in sinergia con la programmazione cartellonistica della danza, del teatro, della lirica. Appassionato collezionista in proprio dagli anni ottanta epoca del vhs e del Beta, possiede più di 15000 titoli solamente tra Blu-ray e dvd.

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