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La Brooklyn senza madre di Edward Norton

Ecco, se c’è un attore su cui nutrivo aspettative immense che mi ha parzialmente deluso… questo è Edward Norton. Affermatosi con una manciata d’interpretazioni magnetiche negli anni novanta, incrociando grandi autori (David Fincher ad esempio) e non acciuffandone altri, come Scorsese, per circostanze sfavorevoli (Paul Schrader scrisse Al di là della vita con in mente lui come protagonista, ma la produzione impose Nicolas Cage), giganteggiando con Spike Lee e imponendosi come la versione ancor più tormentata d’un nuovo De Niro, questo è Edward Norton. Grandi speranze ripostegli, che via via col passare degli anni si sono affievolite, perché Norton, innanzitutto, ha centellinato sempre più le sue apparizioni per il grande schermo, indovinando a dire il vero pochi ruoli. Da citare però, assolutamente, il suo perfetto ritratto d’attore frustrato, in parte autobiografico, appunto, nell’epocale Birdman.

Adesso, dopo un certo, inquietante silenzio, veniamo informati che a Febbraio del prossimo anno, quindi nell’immediato futuro venturo, finalmente dovrebbe realizzare uno dei suoi passion project, l’adattamento tanto agognato e inseguito, sino a ora vanamente, del libro Motherless Brooklyn di Jonathan Lethem.

Un romanzo che, fin dalla sua uscita, lo ipnotizzò e del quale ne acquisì i diritti. Ed è dal 1999 che cerca ostinatamente di trasporlo per il Cinema, annunciando più e più volte che del film da esso ricavato ne sarebbe stato regista e attore protagonista.

Da noi, il libro di Lethem è stato distribuito in varie edizioni, uscendo perfino col provocatorio titolo Testadipazzo (sì, tutt’attaccato), facendo riferimento al “nomignolo” affibbiato all’eroe della storia, come recita infatti la sinossi tutt’ora ufficiale di tal novella, adesso definitivamente intitolata, di traduzione letterale, Brooklyn senza madre.

Lionel Essrog, per tutti Testadipazzo, ha la tendenza a cacciarsi nei guai: la sindrome di Tourette lo rende un ribelle dalle frasi sconnesse, violento e pieno di imprevedibili tic. Senza genitori e senza pace, la sua esistenza è colorata da urla e pugni sferrati all’improvviso. La sua salvezza si chiama Frank Minna, un mafioso di poco conto a Brooklyn, che lo tira fuori dall’orfanotrofio e lo trasforma nel suo tirapiedi. Quando però Minna viene pugnalato e il suo corpo senza vita gettato in un cassonetto, Testadipazzo si mette sulle tracce dell’assassino per difendere il suo fragile mondo, ingabbiato dalla malattia ma assetato di giustizia. Un noir che consegna alla letteratura contemporanea un personaggio esploratore dei bassifondi di New York con la stessa caotica determinazione con cui affronta il labirinto della propria mente.

Insomma, la trama è quanto mai affascinante e intrigante. Norton, infatti, nonostante vicissitudini produttive sfortunatissime, non ha mai mollato l’idea di voler incarnare il tanto complicato Lionel Essrog, detective decisamente molto “particolare” e sui generis. E, sin ad ora, per un motivo o per l’altro, non era mai riuscito a concretizzare il suo ambizioso ma coraggioso intento.

Invece, adesso a quanto pare, Motherless Brooklyn sarebbe finalmente in dirittura d’arrivo.

Come detto, Norton, oltre a esserne interprete principale, si occuperà anche della regia della pellicola, e sarà dunque alla sua seconda prova dietro e davanti alla macchina da presa dopo il piacevole ma irrisolto, indeciso Tentazioni d’amore del “lontano” anno 2000.

In bocca al lupo Ed, perché è uno di quei progetti che, almeno sulla carta, pare davvero entusiasmante.

Non ci resta dunque che aspettare Febbraio per i primi ciak, e siamo sicuri che molto presto avremo altre notizie in merito. Certamente, il cast sarà delle grandi occasioni, per cui aspettiamoci altri grandi attori coinvolti.

About Stefano Falotico

Stefano Falotico
Scrittore di numerosissimi romanzi di narrativa, poesia e saggistica, è un cinefilo che non si fa mancare nulla alla sua fame per il Cinema, scrutatore soprattutto a raggi x delle migliori news provenienti da Hollywood e dintorni.

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