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The Breadwinner: come fondere insieme impegno sociale, gusto estetico e piacere retinico.

The Breadwinner è il titolo del film d’animazione diretto da Nora Twomey presentato durante la scorsa edizione di RomaFF12 nella sezione Alice nella Città, in collaborazione con la Festa del Cinema.

Parvana è una ragazza di undici anni che cresce sotto il regime dei talebani in Afghanistan, durante il 2011. Quando suo padre, maestro di scuola, viene ingiustamente arrestato, la giovane decide di compiere l’impossibile per liberarlo: si traveste da maschio e inizia a provvedere alla sua famiglia. Ispirata dalle storie che le raccontava suo padre, la ragazza cerca di sopravvivere e di cambiare il corso degli eventi definitivamente.

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Cosa funzione in The Breadwinner

Prodotto da Angelina JolieThe Breadwinner è il classico esempio di film d’animazione che riesce a fondere insieme impegno sociale, gusto estetico e piacere retinico. Basandosi sul romanzo omonimo di Deborah Ellis (tradotto in italiano con Sotto il Burqa), il lungometraggio riesce a costruire con ammirevole destrezza una narrazione incalzante e mai banale.

La fonte d’ispirazione per il film è la vita stessa, con le sue atrocità e meraviglie: l’abilità della Twomey sta proprio nel mescolare sapientemente reale e fantastico, orrore – legato alla guerra – ed elemento magico: come in una tradizionale fiaba orientale, lo spettatore assiste sullo schermo alle peripezie di Suleyman – il protagonista della storia narrata dalla ragazza -, pronto a compiere qualunque impresa pur di salvare il proprio villaggio; e il ragazzo diventa lo specchio perfetto delle peripezie di Parvana, una bambina timida (come si vede nei primi minuti del film) pronta a sbocciare, immedesimandosi in un ruolo maschile e finendo per assaporare la libertà e l’indipendenza, che le permettono di crescere e di emanciparsi.

Perfino in un contesto di guerra, dove l’orrore sembra essere l’unico compagno di giochi e di vita, possono nascere i fiori e può sbocciare la vita: questa è la potenza del messaggio di The Breadwinner, il suo punto di forza capace di renderlo universale, ben oltre le semplici parole o immagini.

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Perché non guardare The Breadwinner

Quelli che sono, per certi versi, i punti di forza di The Breadwinner possono però trasformarsi, allo stesso tempo, nelle sue debolezze. Le immagini sono parte integrante del fascino discreto e potente di questo film: invece di scegliere la via della retorica, la regista predilige piuttosto l’arte della fiaba e del racconto antico, affondando le proprie radici in un immaginario archetipico suggestionato da suoni, colori e linee che si intersecano tra loro per suscitare emozioni. Un equilibrio precario che permette di distogliere l’attenzione da una storia pericolosa perché può scivolare, rovinosamente, nella retorica del caso; la fiaba mantiene alta l’attenzione dello spettatore e gli permette di distogliersi, per un frammento d’istante, dalle atrocità mostrate nel film d’animazione, ma correndo il rischio di provocare un drastico calo di tensione (e attenzione).

La bidimensionalità caotica, opulenta e speziata della fiaba contagia la realtà stessa, trasfigurandone i contorni. Le linee del disegno sono piatte, quasi prive di una profondità di campo recuperata invece dallo sfondo, una Kabul scossa da una guerra atavica che ha avuto un unico risvolto positivo: quello di far germogliare la speranza nel cuore di persone che, nonostante tutti gli orrori vissuti, sono ancora capaci di sperare ma soprattutto di sognare, trasfigurando con la loro immaginazione la realtà stessa.

Regia: Nora Twomey Con: Saara Chaudry, Laara Sadiq, Shaista Latif, Ali Badshah, Noorin Gulamgaus, Kawa Ada, Soma Chhaya, Kane Mahon, Ali Kazmi, Kanza Feris Anno: 2017 Durata: 94 min. Paese: Canada

About Ludovica Ottaviani

Ludovica Ottaviani
Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Classe 1991, da più di una decina d’anni si diverte a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Si infiltra nel mondo della stampa online nel 2011, cominciando a fare ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Tom Hiddleston, Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.

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