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Un Appuntamento per la Sposa – Recensione – Un Film di Rama Burshtein

Finalmente in sala, l’attesissimo ritorno di Rama Burshtein dopo il successo di Fill The Void. Un Appuntamento per la Sposa è spiazzante, ostico, diviso tra il dramma esistenziale e la commediola femminile. Ma vale ampiamente la visione.

Chi si presentasse a vedere Un Appuntamento per la Sposa (Through The Wall, 2016) aspettandosi, come è legittimo, un demente chick flick israeliano per signore, avrà tutto il diritto di richiedere indietro i soldi del biglietto ai distributori. Titolo, grafica e cartellonistica spingerebbero chiunque non conosca Rama Burshtein (suo Fill The Void – La Sposa Promessa del 2012; tirano le “spose” nei titoli, chi mai l’avrà deciso?) ad aspettarsi un clone esotico di Bridget Jones, se va bene, o di mille altri 5 Appuntamenti per Farla Innamorare al peggio.
La trama, ad una lettura superficiale, contribuisce al disguido: dopo un infinito periodo di fidanzamento, l’ultratrentenne israeliana Michal (Noa Koler) viene gelidamente lasciata dal promesso sposo. Travolta emotivamente dall’evento in maniera quasi biblica , si vede già destinata ad un destino di zitellaggio, condannata da Dio ad essere ciò che, in tale contesto culturale, è una donna a metà. Segue una bizzarra, surreale presa di posizione: tra gli sguardi basiti delle sodali amiche, Michal organizza ugualmente il colossale matrimonio in capo a tre settimane. Se Dio lo vuole (e perché non dovrebbe?, si domanda lei), un futuro marito si farà vivo per tempo.

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Pregio e difetto di Un Appuntamento per la Sposa, la sua totale incollocabilità ne diviene il principale motivo di interesse. E’ un dramma glaciale e bergmaniano sulle più profonde fragilità della mente femminile? O una commedia che tali debolezze minimizza in risatine facili? E’ un melò talmente scemo, bigotto, improbabile al limite del bollywoodiano da sembrare satira di se stesso, oppure una satira così sottile e sopraffina da nascondere il proprio intento parodistico? Per benevolenza e rispetto per un film che è più facile odiare che amare, ci giochiamo l’opzione A.
La maniera in cui Burshtein racconta la storia di Michal mescola le carte a qualunque tipo di visione semplicistica. E’ un beffardo svisceramento della mentalità femmina nello schiacciante contesto dell’ortodossia ebraica, senza però cedere alla parodia, ma anzi abbracciandone in sostanza i presupposti.
Michal è sciocca, debole, quasi irritante nella sua piagnucolosa e spasmodica ricerca di un marito, in maniera tanto diametralmente opposta agli assimilati (da noi) principi del femminismo occidentale, da disorientarci non poco. Burshtein un po’ la deride un po’ la compatisce, ma simpatizza in finale per lei, nel suo cieco, cocciuto reclamare il proprio diritto ad una felicità che è soprattutto religiosa.

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Un Appuntamento per la Sposa è, alla fine, il racconto di fede di una donna credente e ortodossa. Del suo sofferto rapporto con il Divino e la Provvidenza, con il bisogno di credere, in una Gerusalemme moderna in cui una come lei è vista come una matta sciroccata (e forse in parte lo è: troneggiante la Koler). Se Dio non sa che farsene di una donna senza uomo, perché sembra volermi condannare alla solitudine?, si chiede Michal. E’ una domanda più che difficile. E’ quasi imbarazzante, per uno spettatore estraneo, o impreparato. E magari maschio.
Fa di tutto per farsi odiare, Un Appuntamento per la Sposa. E’ smielato, ingenuo, lacrimoso in certi punti; in altri, si accanisce sulla sua protagonista con sarcasmo brutale e irresistibilmente comico. La pone di fronte agli abissi più neri della propria psiche e alla fine, commosso, le concede un assurdo lieto fine. Sceglie con metodica testardaggine la strada più difficile e spiazzante. Quando mai lo si è potuto dire di un Sex and the City?

Regia: Rama Burshtein Con: Noa Koler – Dafi Alferon – Oded Leopold Anno: 2017 Paese: Israele Distribuzione: Cinema Durata: 110 min
Finalmente in sala, l'attesissimo ritorno di Rama Burshtein dopo il successo di Fill The Void. Un Appuntamento per la Sposa è spiazzante, ostico, diviso tra il dramma esistenziale e la commediola femminile. Ma vale ampiamente la visione. Chi si presentasse a vedere Un Appuntamento per la Sposa (Through The Wall, 2016) aspettandosi, come è legittimo, un demente chick flick israeliano per signore, avrà tutto il diritto di richiedere indietro i soldi del biglietto ai distributori. Titolo, grafica e cartellonistica spingerebbero chiunque non conosca Rama Burshtein (suo Fill The Void - La Sposa Promessa del 2012; tirano le "spose" nei titoli, chi mai l'avrà…
Commento Finale - 70%

70%

Tra lo studio psicologico di un personaggio estremo e la commedia alla Bridget Jones, Un Appuntamento per la Sposa è spiazzante, ostico, ma di grandissimo interesse.

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About Saverio Felici

Di stanza a Roma, amante del cinema in ogni sua forma da quando riesce a ricordare.Coniugando le passioni più disparate, scrive di tutto su tutto, con un occhio di riguardo alla settima arte. Dal pop-corn movie più becero al più pretenzioso dei film d'autore.

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