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Alamar – Recensione – Un Film di Pedro Gonzalez-Rubio

In limitatissima diffusione Alamar, il lungometraggio documentaristico del belga Gonzalez-Rubio. Prodotto nel 2009, distribuito oggi in Italia.

Difficilmente un film come Alamar di Pedro Gonzalez-Rubio avrebbe trovato spazio in Italia senza il lavoro compiuto in collaborazione dall’Ahora Film, Rossosegnale e Barz and Hippo. E difficilmente vedrà i multisala, ma il discreto numero di proiezioni speciali in diverse sale di livello tra Roma e Milano può considerarsi già una vittoria per il micro-film dell’autore belga-messicano.

Alamar segue con occhio da cinema verità pseudo-documentaristico il breve soggiorno del piccolo Natan (Natan Machado Palombini) presso il padre, il messicano indio Jorge (Jorge Machado), pescatore del paradisiaco Banco Chincorro del Golfo insieme al nonno (Nestor Marìn) e alla variopinta comunità di uomini di mare locale. Natan è figlio di due mondi: la madre, con la quale vive, è italiana di Roma e divorziata da Jorge per chiari motivi. Il bambino è di conseguenza un apolide, un senza patria. Oppure un cosmopolita nato dal mondo intero, a seconda dei punti di vista. Figlio in egual misura dell’Europa urbanizzata e “civile”, come di un lussureggiante terzo mondo dove uomini dai lineamenti quasi preistorici vivono in totale simbiosi con il mare, abitano capanne sulla laguna e la sera si nutrono del pesce che pescano a mani nude durante il giorno.

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Alamar dura 73 minuti e poco altro aggiunge in termini di racconto a questa premessa. Alcune settimane fa avevamo parlato dell’australiano Tanna, che con questo film ha molto in comune: l’utilizzo di non professionisti ad interpretare se stessi, la presentazione (qui meno estetizzata e più camera a mano) di un’umanità eterna e ancestrale contrapposta alla grigia tentazione del progresso occidentale, l’approccio registico invisibile ad una storia che, di fatto, non c’è. Ancora meno che in Tanna, in Alamar non v’è volutamente spazio per sviluppi a livello di trama o personaggi. Il film pare quasi una fotografia, una testimonianza istantanea di un momento eterno e immobile. Preme più a Gonzalez-Rubio mostrare che raccontare, e la contrapposizione tra due universi incarnata da Natan e di cui il film sembrerebbe intenzionato a parlare, rimane implicita.
Inquadrature di lenze, spiagge e uccelli marini rimangono il focus centrale, l’unico elemento di Alamar. E incredibilmente, ma forse no, bastano e avanzano a fare un film.

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Regia: Pedro Gonzalez-Rubio Con: Jorge Machado, Natan Machado Palombini, Roberta Palombini, Nestor Marìn Anno: 2009 Durata: 73 minuti Paese: Messico Distribuzione: Ahora! Film Rossosegnale Barz and Hippo
In limitatissima diffusione Alamar, il lungometraggio documentaristico del belga Gonzalez-Rubio. Prodotto nel 2009, distribuito oggi in Italia. Difficilmente un film come Alamar di Pedro Gonzalez-Rubio avrebbe trovato spazio in Italia senza il lavoro compiuto in collaborazione dall'Ahora Film, Rossosegnale e Barz and Hippo. E difficilmente vedrà i multisala, ma il discreto numero di proiezioni speciali in diverse sale di livello tra Roma e Milano può considerarsi già una vittoria per il micro-film dell'autore belga-messicano. Alamar segue con occhio da cinema verità pseudo-documentaristico il breve soggiorno del piccolo Natan (Natan Machado Palombini) presso il padre, il messicano indio Jorge (Jorge Machado), pescatore del…
Commento Finale - 60%

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Minuscolo film-verità in distribuzione limitata con otto anni di ritardo, Alamar di Pedro Gonzalez-Rubio mette in scena con approccio invisibile l'incontro tra primo e terzo mondo, incarnata in un bambino figlio di entrambi. Paesaggistico, ma affascinante.

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About Saverio Felici

Di stanza a Roma, amante del cinema in ogni sua forma da quando riesce a ricordare.Coniugando le passioni più disparate, scrive di tutto su tutto, con un occhio di riguardo alla settima arte. Dal pop-corn movie più becero al più pretenzioso dei film d'autore.

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