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Una volta nella vita di Marie-Castille Mention-Schaar- Recensione Film

Prendi una scuola multiculturale di periferia, la peggiore classe dell’ istituto, un’insegnante che sa fare veramente il suo mestiere e un concorso per studenti. Aggiungici che è una storia realmente accaduta ed ottieni “Una volta nella vita” co-sceneggiato da Ahmed Dramé (che ha vissuto in prima persona la vicenda e attore protagonista) e dalla regista Marie-Castille Mention-Schaar.

“Una volta nella vita” non brilla per l’originalità, per la complessità della trama e nemmeno per le ambientazioni, essendo stato girato quasi esclusivamente in un’aula: d’altronde non è il primo film con un impianto del genere (scuola di periferia, adolescenti difficili, insegnante determinata e concorso), non è la prima volta che assistiamo alla metamorfosi di una classe di “mostri” o che la classe peggiore di una scuola partecipi ad un concorso. Quello che però fa brillare “Una volta nella vita” è il suo attaccamento alla realtà e che nella sua semplicità tocca diverse tematiche e dà vari spunti di riflessione.

Innanzitutto la Shoah e l’importanza dell’eredità storica, poi la scuola, la multiculturalità e l’integrazione, l’adolescenza, il ruolo degli insegnanti, il limite del dialogo tra la libertà di espressione e il principio della laicità. Tutte tematiche difficili e delicate affrontate dal punto di vista dei protagonisti all’ interno di un’aula di un vero istituto scolastico, il Liceo Léon Blum di Créteil. “Una volta nella vita” non è solo la storia di una classe di studenti difficili che partecipa ad un concorso nazionale: è la storia dei percorsi di questi studenti, della loro evoluzione, delle loro problematiche.La classe diventa il nucleo della storia e l’esigenza è proprio quella di centrare la pellicola sull’evoluzione dell’investimento degli studenti: non a caso il personaggio dell’insegnante, la professoressa Gueguen, lascia sempre più spazio ai suoi alunni che si impadroniscono della storia e la fanno parlare con le loro emozioni una volta che vengono messi al centro del percorso didattico. Partendo dalla preparazione al concorso gli studenti scoprono da soli una barbarie che sarebbe potuta rimanere astratta e che non si può vivere unicamente nel presente.

https://www.youtube.com/watch?v=8Cwqo6zMGzI

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