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Top 5 – I Migliori Film dell’anno 2016 per la redazione di Daruma

Come ogni anno sono due gli appuntamenti che si rinnovano l’ultimo giorno dell’anno: il cenone di capodanno, con parenti e amici, e la classifica dei film migliori dell’anno secondo ogni sito 2.0 che si rispetti. Per questa stagione abbiamo deciso di fare le cose in grande e di chiedere i 5 migliori film della stagione a tutti i redattori più attivi della redazione. Quindi bando alle ciance e che rullino i tamburi: Ecco i Film Migliori per la redazione di Daruma, le nostre Top 5:

Top 5 – Davide Belardo: 

  1. Lo Chiamavano Jeeg Robot: Ho avuto la possibilità di vedere il film in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2015 e poi di rivedere il film altre 4 volte in sala prima di eleggere l’esordio alla regia cinematografica di Gabriele Mainetti come la speranza per le produzioni nostrane. Imprescindibile come Mine e Veloce Come il Vento che non inserisco in classifica per non sembrare troppo patriotico.
  2. Animali Notturni: Fotografia da sballo e Sceneggiatura tagliente per un film dentro un film. Un viaggio psicologico impressionante e dall’altissimo tasso di adrenalina.
  3. Sing Street: Musica anni ’80, amicizia, romanticismo e quel pizzico di malinconia per un futuro migliore che non guasta mai, è sicuramente il film romantico dell’anno.
  4. Room: Altra bomba di sentimenti e adrenalina incredibili. Dopo FrankLenny Abrahamson, si conferma un regista da tenere d’occhio.
  5. Rogue One: Oggettivamente altri film avrebbero meritato di più ma Gareth Edwards ci ha regalato finalmente il film di Star Wars che tutti aspettavamo. 

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Top 5 – Federica Rizzo:

  1. Sing Street:  Vince per me la bellezza, la malinconia, l’immediatezza, una vera e propria gioia per gli occhi e le orecchie.
  2. Room: Secondo posto per il claustrofobico, intenso e potente film di Lenny Abrahamson.
  3. Lo Chiamavano Jeeg Robot: Il cinema italiano non è morto e questa ne è la dimostrazione.
  4. The Danish Girl: Toccante ed emozionate: menzione speciale ad Alicia Vikander.
  5. Il Caso Spotlight: Al quinto posto si posiziona il film Premio Oscar grazie alla sceneggiatura ben scritta.

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Top 5 – Elisabetta Prantera:

  1. Animali Notturni: Un film esistenziale travestito da thriller realizzato magistralmente.
  2. Capitan Fantastic: Un toccante ritratto dell’America che non vincerà mai le elezioni ma che ci rende orgogliosi di essa.
  3. Lo Chiamavano Jeeg Robot: Il film di genere italiano che attendevamo da sempre.
  4. Knight of Cups: Uno dei Malick più simbolici e profondi degli ultimi anni.
  5. Paterson: Dopo aver decantato l’amore per l’arte Jarmusch ammalia con la grazia del quotidiano.

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Top 5 – Alice De Falco:

  1. The Neon Demon: Illuminante. NWR regala un’ora e mezza di estasi visiva, superba regia ed un’estetica indimenticabile. Con questo film ribadisce il suo stile, questa volta servendosi del mondo della moda per mettere in scena un incubo dai colori a neon.
  2. Ave Cesare: I fratelli Coen tornano alla commedia e lo fanno omaggiando una Hollywood ormai scomparsa. Personaggi stupidi oltre ogni limite e situazioni assurde sono la chiave di questo film, che se visto con leggerezza ed una conoscenza basilare della storia del cinema, si rivela una sorpresa intelligente ed inaspettata.
  3. The Nice Guys: Un buddy movie come non se ne vedevano da un po’, con un Russel Crowe al massimo della forma e Ryan Gosling il perfetto “bello e scemo”. Una comicità esilarante e sceneggiatura brillante, sicuramente tra le commedie più divertenti degli ultimi anni.
  4. Sing Street : Un film leggero, allegro, romantico, classico, ma non già visto. Le canzoni originali sono sorprendentemente bellissime, i personaggi e i loro look sono accattivanti e la storia è irresistibile, uno di quei film che ti fanno sentire bene.
  5. Tutti Vogliono Qualcosa !!: Linklater torna leggero sull’argomento della crescita, questa volta portandoci in un college americano. Non mancano le risate e la trama è leggera, si fa seguire e intrattiene piacevolmente. Uno sguardo affettuoso ad un’età che troppo spesso si giudica negativamente.

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Top 5 – Ludovica Ottaviani:

  1. Lo Chiamavano Jeeg Robot: Gabriele Mainetti debutta con il suo primo lungometraggio, e fa subito “il botto più grosso de tutti i botti”, riscrivendo le regole di genere del Cinema Italiano e dimostrando che tutto è davvero possibile, basta solo crederci.
  2. Animali Notturni: Tom Ford continua fieramente a percorrere la sua strada di stilista con velleità registiche o di regista con un forte gusto per l’estetica: il risultato è un sublime noir dalla atmosfere Hitchcockiane. La donna che visse due volte e il romanzo che si rispecchia nel suo stesso doppio.
  3. Macbeth: Né Michael Fassbender, tantomeno Marion Cotillard o il regista Justin Kurzel hanno un forte legame con il Bardo Shakespeare o la sua opera: il risultato è un vero prodigio, un arcano incantesimo dove la sacralità dell’originale si mescola con una regia profana, onirica, evocativa che scende lentamente nell’incubo di Macbeth, assetato di potere.
  4. E’ Solo La Fine Del Mondo: L’enfant prodige Xavier Dolan torna alla regia: abbandona il suo istrionismo visivo e l’eclettismo immaginifico per dare vita – e ritmo – alle parole del drammaturgo Jean – Luc Lagarce, che mettono a nudo le contraddizioni di una famiglia in un borghese “kitchen sink drama”.
  5. The Hateful Eight: Un genio come Quentin Tarantino torna alla regia e lo fa con un western dalle pennellate “gialle”, come in un romanzo di Agatha Christie: più che un’opera teatrale, un’esperienza meta – narrativa tra capitoli, salti temporali e colpi di scena dove niente è come sembra davvero.

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Top 5 – Silvia Aceti:

  1. The End of the Tour: David Foster Wallace ritratto da vicino. Come scoprire uno scrittore attraverso il cinema e sentirgli dire cose che riferiresti di te stesso.
  2. Lo Chiamavano Jeeg Robot: i supereroi a Roma. E ho detto tutto.
  3. La Grande Bellezza in versione integrale: Come non amare la folgorante fotografia e la narrazione di Sorrentino? E pensare che i primi 5 minuti avrei voluto spaccare la faccia a tutti i personaggi del film.
  4. The Conjuring- il caso Enfield: non posso concepire la mia vita senza horror. E, anche se non è un capolavoro, io sono affezionata alle storie di Ed e Lorraine.
  5. The Hateful Eight: perché Tarantino ci sta sempre bene.

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Top 5 – Ottavio Coscarella:

  1. Tutti i film che non ho ancora (mea culpa ) visto – Animali Notturni, Rogue One, Sully, Che vuoi che sia e tanti altri. Sono troppi,non me la sento di dare il primo posto per questo 2016.
  2. Lo Chiamavano Jeeg Robot: Estasiato dall’opera di Gabriele Mainetti. Marinelli batte con un secco 3-0 il Joker di Leto in Suicide Squad,standing ovation ancora per la sua performance.
  3. Revenant: Iñárritu e Di Caprio mi sono piaciuti,molto. Meglio l’orso di Tom Hardy,che ho trovato un po’ moscio. L’idea di girare tutto in luce naturale mi ha fatto innamorare della fotografia del film,quindi posto più basso del podio.
  4. The Hateful Eight: E’ Tarantino. In una Top X lo inserirò sempre,anche se dovesse “dirigere” la biografia di Justin Nieber in salsa pulp.
  5. Warcraft: Film nella media ma graficamente imponente. Quinto posto per l’effetto nostalgia che ha avuto su di me.

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Top 5 – Davide Colli:

  1. The Hateful Eight: L’ottava fatica di Quentin Tarantino, narrando le vicende di otto personaggi intrappolati in una baita da una tempesta di neve, diviene un trattato politico sull’America di ieri (un’analisi sul conflitto tra Nordisti e Sudisti) e contemporaneamente di oggi, sullo sfondo di un racconto a tinte pulp come l’autore ci ha ben abituati, ma alla massima esasperazione. Un vero e proprio capolavoro di matrice tarantiniana.
  2. The Zero Theorem: In scandaloso ritardo di 3 anni dall’effettiva uscita, l’ultimo lavoro del membro americano dei Monty Phyton si rivela un potente aggiornamento del suo capolavoro Brazil. La tenebrosa e cupa distopia, costante all’interno della propria filmografia, fa da sfondo ad un’epopea filosofica basata sulla solitudine e sull’inestinguibile bisogno di conferire un senso vitale, caratteri tipici dell’essere umano.
  3. Paterson: L’opera di Jim Jarmusch presentata a Cannes quest’anno, nel suo essere minimale, risulta un’intelligente parabola sulla civiltà rurale e periferica americana. Il tutto viene raccontato dagli occhi di un Adam Driver mai così padrone della scena, nei panni di un autista d’autobus e poeta a tempo perso nella cittadina di Paterson, tra l’altro nome dello stesso protagonista. Jarmusch, con quest’ultimo film, diventa quindi cantore dei giorni nostri, esattamente come Paterson.
  4. Cafè Society: Anche quest’anno Woody Allen porta al cinema uno dei suoi lavori, ma con Cafè society si supera enormemente. Condita dalla deliziosa fotografia di Vittorio Storaro, questa dramedy alleniana non rappresenta altro che l’ennesima riuscita occasione di raccontare la psichè dell’uomo nelle sue mille sfaccettature ed allo stesso tempo guardare alla Hollywood degli anni 30 con sguardo satirico, ma anche con gran nostalgia. Inutile dire si stia parlando di uno dei gioielli più sfavillanti presenti nella recente filmografia del commediografo newyorkese.
  5. Il Figlio di Saul: Vincitore dell’Oscar per il miglior film straniero nell’edizione di quest’anno, Il figlio di Saul si rivela la più vera e cruda esternazione dell’orrore provocato dell’Olocausto vista in una sala cinematografica negli ultimi anni. Il merito va un cast indubbiamente eccelso e alla perizia del regista ungherese Laszlo Nemes, che sceglie di narrare tale storia usufruendo continuamente della soggettiva ed amplificando di conseguenza l’immedesimazione con lo spettatore.

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Top 5  – Davide Villa:

  1. Hatefull Eight : Prima posizione per distacco, ma allo stesso tempo anche seconda, terza, quarta e quinta . Dialoghi a tratti entusiasmanti per un film praticamente ad ambiente unico per due ore e rotti che non annoia mai, giocato sulle parti e sugli accenti, che je vuoi di’?
  2. Rogue One: Miglior Star Wars’ movie dai tempi della prima trilogia e perché volevo inserire almeno due film con numeri nel titolo. Lontano dai toni favolistici e, finalmente, dedicato agli adulti.
  3. Ave Cesare: non il capolavoro dei Coen, ma un ottimo affresco della Hollywood che fu, nostalgico e macchiettistico quanto basta. Maestri dell’atmosfera, sguazzano nell’America 50s come pochi altri.
  4. Creed: Sylvester Stallone, perché sono coatto dentro (e pure un po’ fuori).
  5. The Nice Guys: Action commedy vecchie maniere. Sguaiata e col giusto tasso di adrenalina, per veri nostalgici.

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About Davide Belardo

Davide Belardo
Editor director, ideatore e creatore del progetto Darumaview.it da più di 20 anni vive il cinema come una malattia incurabile, videogiocatore incallito ed ex redattore della rivista cartacea Evolution Magazine, ascolta la musica del diavolo ma non beve sangue di vergine.

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