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The Pills - Sempre meglio che lavorare-03

The Pills – Sempre meglio che lavorare – Recensione Film

“The Pills – Sempre meglio che lavorare” firma l’esordio cinematografico del trio romano composto da Matteo Corradini, Luigi Di Capua e Luca Vecchi, autori di celebri video su YouTube. Considerati i precedenti lavori realizzati ed interpretati dalle “star” del web, le nostre aspettative per quest’ultimo progetto non erano particolarmente alte. In primo luogo per la difficoltà di far passare pochi minuti girati in una cameretta, o ministudio di registrazione, ad una pellicola cinematografica.

Nonostante non si tratti di un’opera epica “Sempre meglio che lavorare” ci ha piacevolmente colpito. Ben scritto ed interpretato è un prodotto dove si percepisce l’impegno da parte del trio. Inizialmente si avverte in parte l’assenza di un vero filo conduttore, nonostante la qualità non ne risenta particolarmente, l’inizio è composto da una serie di gag sconnesse fra loro. Nulla di poco digeribile comunque resta un film molto divertente e intrattiene il giusto. I cinefili sguazzeranno nelle infinite citazioni, infilate una dopo l’altra, che “prendono in giro” molti dei film più amati. Con uno stile alla Mel Brooks (lontani parenti), i The Pills inseriscono egregiamente parodie di leggendarie scene della storia del cinema, arricchendo la trama e vivacizzando la narrazione. Il loro umorismo non è quello delle parolacce alla “Vacanze di Natale” e non è nemmeno quello del solito imbecille che non capisce mai nulla provocando un’ilarità decelebrata del pubblico. E’ un umorismo probabilmente per molti nuovo, è il linguaggio al quale sono abituati i giovani, come quello dei “meme” del web.

Oltre ad essere particolarmente piacevole, è una pellicola importante perché descrive, come raramente capita, la nostra generazione. Finalmente trova una espressione la voce dei giovani, ancora ignorata dalla cultura odierna, occupata troppo spesso da anziani che raccontano dei giovani della loro epoca rappresentati però in un contesto moderno. I The Pills non romanticizzano Roma, non la glorificano attraverso riprese mozzafiato o situazioni nostalgiche, descrivono la quotidianità di questa immensa metropoli con sincerità, riuscendone a cogliere la ritualità. Non è un film perfetto ma è un buon inizio: è la legittimazione di questi tre ragazzi che possono cominciare a dire sul serio qualcosa. Imparando da questi primi errori potranno rendere ancora più innovativo e nuovo il loro linguaggio cinematografico. Tecnicamente parlando Luca Vecchi fa un buon lavoro in cabina di regia, non impeccabile, pulito e di tutto rispetto. Dal film non passa un gran messaggio di moralità, in superficie ci si potrebbe perdere fra una canna e il linguaggio un po’ rude, tuttavia è apprezzabile lo spunto di raccontare sullo sfondo la Roma odierna.

Il grande interrogativo ora passa al pubblico. Di sicuro sarà apprezzato dai fan almeno dai giovani romani. Del resto anche  Nanni Moretti si è sempre chiesto in passato “Come un suo  film poteva interessare ad un bracciante lucano, ad un pastore abruzzese o ad una modesta casalinga di Treviso?”.  Siamo sicuri che questo film troverà alla fine un suo pubblico, anche adulto e variegato, capace di approcciarsi a ciò che di nuovo sta arrivando anche all’esterno dei canonici progetti cinematografici.

About Alice De Falco

Innanzitutto è fondamentale dire che prova molto imbarazzo nel descriversi in terza persona, ma cosa non si fa per la gloria. Al mondo da fine 1996, fa le scuole (come tutti) e poi le finisce (come quasi tutti), dicendo addio al liceo scientifico e ciao al magico mondo del cinema. Da grande vuole fare la regista, avere un sacco di soldi e possibilmente sposare Wes Anderson anche se è un po’ brutto.

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