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Stonewall – Recensione – Un film di Roland Emmerich

Nelle sale italiane Stonewall, l’ultimo film di Emmerich racconta la notte del 28 giugno 1969 in cui finalmente la comunità gay disse basta!

Esce il 5 maggio Stonewall, film indipendente diretto dal regista di Indipendence DayGodzilla, L’alba del giorno dopo, Ronald Emmerich e sceneggiato da Jon Robin Baitz. Un prodotto insolito per il regista di origini teutoniche, nato con l’intento di aiutare la causa LGBT, Emmerich ha sfruttato la sua fama per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema del numero dei giovani senzatetto (stimato sul 40% del totale).

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Stonewall è il nome di un locale storico di Christopher Street nel Greenwich Village a New York, dove al tempo si riuniva una grande comunità gay. Negli anni ’60, lo Stonewall Inn forniva  continuamente pretesti per un intervento della polizia: operava senza licenza per i liquori, aveva legami con la mafia, e forniva dei “go-go boys” come intrattenimento anche al di fuori del locale. Se generalmente lo Stonewall, nonostante le retate, riusciva ad essere riaperto, se non la notte stessa il giorno dopo, la retata della notte del 28 giugno 1969 porto a conseguenze ben diverse. La notte in cui per la prima volta i gay dissero basta armati di bottiglie e mattoni. A ribellarsi e a combattere , furono le persone che avevano meno da perdere. Si trattava dei ragazzi che frequentavano questo locale: traffichini, Scare Queens e altre persone da cui non ci si aspetterebbe mai una resistenza nei confronti della polizia.

Stonewall non è sicuramente un film facile: il tema dell’omosessualità non è proprio commerciale (anche se di grande attualità), ed è portato in scena da cast corale con un’attore protagonista sconosciuto al grande pubblico. La storia raccontata da Emmerich parte da un evento completamente inventato, in cui però sono presenti anche personaggi realmente esistiti. Una sceneggiatura che funziona proprio grazie ai personaggi che lo sceneggiatore, Jon Robin Baitz,non ha cercato di rendere più convenzionali lasciando i protagonisti estremamente effeminati, non li ha edulcorati con filtri di nessun tipo, proprio perché si trattava di ragazzi di strada che non avevano nulla da perdere, costretti ai margini della società americana, fuori dalla conformità. Questo è ciò che rende vivi e reali i personaggi di dell’opera.

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Stonewall da un lato è una storia di formazione, dall’altro è la storia di un amore non corrisposto.

Gran parte del racconto si basa su fatti realmente accaduti; l’elemento principale inventato è Danny.  La vita di Danny e le sue origini, in un piccolo paesino in Indiana, però, sono reali: nell’America rurale della fine degli anni Sessanta, chi era gay nascondeva la sua identità sessuale, non faceva coming out, e veniva rifiutato se scoperto; Danny è un personaggio per cui è facile provare empatia: è fragile, ma senza diventare un cliché. Non si capisce nemmeno se sia gay o etero.

La sceneggiatura di Stonewall è divertente e commovente allo stesso tempo. E’ una pellicola che racconta una storia dai risvolti drammatici, dalle tematiche forti e controverse ma li mostra in modo semplice e diretto, intrattenendo lo spettatore per più di due ore senza stancarlo.

Regia:Roland Emmerich Sceneggiatura:Jon Robin Baitz Cast: Jonathan Rhys-Meyers, Ron Perlman, Jeremy Irvine, Karl Glusman, Caleb Landry Jones, Jonny Beauchamp, Matt Craven, Atticus Mitchell, David Cubitt, Patrick Garrow, Mark Camacho Titolo originale: Stonewall Anno: 2015 Durata: 129 min Nazione: Stati Uniti d’America Distribuzione: Adler Entertainment   
Nelle sale italiane Stonewall, l'ultimo film di Emmerich racconta la notte del 28 giugno 1969 in cui finalmente la comunità gay disse basta! Esce il 5 maggio Stonewall, film indipendente diretto dal regista di Indipendence Day, Godzilla, L’alba del giorno dopo, Ronald Emmerich e sceneggiato da Jon Robin Baitz. Un prodotto insolito per il regista di origini teutoniche, nato con l'intento di aiutare la causa LGBT, Emmerich ha sfruttato la sua fama per focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema del numero dei giovani senzatetto (stimato sul 40% del totale). Stonewall è il nome di un locale storico di Christopher Street nel Greenwich Village a New…
Commento Finale - 64%

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Roland Emmerich racconta, attraverso gli occhi di Danny, la rivolta del 28 giugno 1969 a New York che segnò una data storica per il movimento omosessuale. Stonewall intrattiene il pubblico per due ore, in modo semplice e chiaro e va diretto all'obiettivo centrale: raccontare degli affetti e delle problematiche gravitanti intorno allo Stonewall.

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