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Segreti di famiglia – Recensione – Un Film di Joachim Trier

Dopo la presentazione al Festival di Cannes 2015, arriva anche in Italia, “Segreti di famiglia”, il primo lungometraggio girato in inglese per il regista norvegese Joachim Trier.

In occasione di una mostra a New York, organizzata per celebrare la fotografa di guerra Isabelle Reed (Isabelle Huppert) scomparsa tre anni prima, il marito Gene Reed (Gabriel Byrne) e i suoi due figli, Jonah (Jesse Eisenberg ) e Conrad (Devin Druid), si ritrovano a confrontarsi sul passato, scoprendo, non solo di avere ricordi totalmente diversi su Isabelle, ma anche di non conoscerne i segreti custoditi dalla donna.

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In Segreti di famiglia si raccontano le problematiche di un nucleo familiare, attraverso la rappresentazione dei limiti dell’ambizione personale, del prezzo che si deve pagare per sentirsi pienamente soddisfatti con se stessi, anche a scapito dei rapporti tra coniugi, genitori e i figli. Altra tematica fortemente centrale, studiata nei minimi particolari, analizzata in modo estremamente lucido e affascinante è la “memoria”. In Segreti di famiglia viene sviscerato il processo del ricordo attraverso il modo in cui i tre protagonisti maschili hanno reagito alla morte della donna. La rievocazione del ruolo di questa donna nelle loro vite, come l’hanno conosciuta e dell’idea che si erano formati di lei; di come il suo ricordo li abbia comunque portati ad andare avanti con le loro vite. Praticamente Isabelle, donna, moglie e madre, è il personaggio che funge da collante, che dà modo ai tre uomini di scoprirsi e confrontarsi.

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La forza del film è data oltre che dalla trama forte e toccante e dalla fotografia, ovviamente dalle perfette performance degli interpreti:  Gabriel Byrne, che ci siamo abituati a riconoscere nei panni dello psicoterapeuta di In Treatment, non poteva non interpretare questo ruolo di padre e marito moderno, una presenza affettuosa, calorosa e costante nella vita degli altri protagonisti, presente ma allo stesso tempo cercando di non essere invadente, attento, in grado di capire gli altri, ironico e alle volte maldestro, ciò nonostante mai superficiale. Jesse Eisenberg è Jonah, il figlio maggiore, che cerca di proteggere il fratello minore dai segreti dolorosi della madre, e al tempo stesso tenta di far riavvicinare Conrad al padre. A Devin Druin (Conrad), è forse toccato il ruolo più difficile: quello dell’adolescente che ha perso una madre per cui stravedeva, i cui ricordi si fermano a quando era piccolo e quindi non ha potuto vedere nient’altro se non il bello della mamma, e il cui comportamento non rispecchia la sua vita interiore.

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In Segreti di famiglia, i protagonisti, ripresi molto spesso in primo piano, si svelano nella loro intimità l’un l’altro, si aprono del tutto. Attraverso la loro introspezione, mostrano al pubblico, in modo delicato, maldestro, umoristico e alle volte brusco, il significato della vita partendo dal dolore più grande, la morte di una persona cara.

Regia: Joachim Trier Con: Isabelle Huppert – Jesse Eisenberg – Gabriel Byrne – Amy Ryan – David Strathairn – Devin Druid – Ruby Jerins – Rachel Brosnahan – Megan Ketch – Peter Mark Kendall – Leslie Lyles – Frankie Verroca Anno: 2015 Durata: 109 Paese: Norvegia/Francia/Danimarca Distribuzione: Teodora Film
Dopo la presentazione al Festival di Cannes 2015, arriva anche in Italia, "Segreti di famiglia", il primo lungometraggio girato in inglese per il regista norvegese Joachim Trier. In occasione di una mostra a New York, organizzata per celebrare la fotografa di guerra Isabelle Reed (Isabelle Huppert) scomparsa tre anni prima, il marito Gene Reed (Gabriel Byrne) e i suoi due figli, Jonah (Jesse Eisenberg ) e Conrad (Devin Druid), si ritrovano a confrontarsi sul passato, scoprendo, non solo di avere ricordi totalmente diversi su Isabelle, ma anche di non conoscerne i segreti custoditi dalla donna. In Segreti di famiglia si raccontano le…
Commento Finale - 80%

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Cosa succede quando a distanza di anni ci si ritrova a dover ricostruire il proprio ricordo di una persona cara venuta a mancare? Come ricordano una mamma i figli? Il marito la propria moglie? Possibile che le persone della stessa famiglia abbiano ricordi così diversi della stessa persona? E come ci confrontiamo con i segreti della persona defunta che scopriamo? Un ritratto psicologico lucido di come viene affrontato tutto quello che ci lascia chi muore anche di ciò che non ne eravamo a conoscenza.

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