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Se mi lasci non vale di Vincenzo Salemme – Recensione Film

Affidatosi per la prima volta ad un soggetto non suo, Vincenzo Salemme torna al cinema – grazie ad una sceneggiatura condivisa  a più mani con gli ideatori Paolo Genovese e Martino Coli – con Se mi lasci non vale, commedia costruita intorno alla complicità di due uomini. Entrambi di mezz’età, trovano nella depressione post abbandono una ragione per fare amicizia.

Costruendo una trama molto semplice totalmente funzionale ai personaggi e non viceversa, Salemme crea un intreccio proveniente da Delitto per delitto (lì due sconosciuti si scambiano vittime dell’omicidio così da essere insospettabili, qui due sconosciuti si scambiano le donne che li hanno lasciati per conquistarle e poi farle soffrire) e serve a creare un doppio tra teatro e vita reale, una situazione pirandelliana che su questo fonda il suo umorismo. Il racconto è divertente, i dialoghi sono freschi e la recitazione è naturale, priva di quegli eccessi caricaturali che avevano caratterizzato alcuni degli ultimi personaggi dei lavori del poliedrico artista napoletano. Fa eccezione Alberto Giorgiazzi (Carlo Buccirosso): l’unico personaggio ad avvicinarsi al ruolo di macchietta, e utile in questo caso a scatenare l’ilarità necessaria. A chi chiede il perchè abbia scelto un impianto più cinematografico che teatrale per il suo film, Salemme risponde: “Al cinema il paradosso non si regge bene, perché il cinema si regge sull’idea di verosimiglianza. Mentre al teatro tu puoi raccontare il dramma o la comicità in modo metaforico, al cinema questo linguaggio non funziona. Lo schermo ti permette di vedere gran parte del mondo che mostri, al teatro hai un solo punto di vista, che si focalizza nella voce e nel racconto che l’attore ti fa della vicenda. Il teatro è l’arte del racconto, mentre il cinema è l’arte dell’immagine, nel senso che proprio lo spettatore è protagonista totale, è lui che legge la vicenda, tu puoi soltanto presentargliela, mentre al teatro gliela racconti, gliela imponi”

La forte impronta partenopea del film, trasmette tutta la propria forza attraverso l’intera pellicola, portando al cinema l’indiscutibile e risaputo talento teatrale dei suoi protagonisti. In modo del tutto inedito rispetto alle precedenti collaborazioni, è il personaggio di Buccirosso a mettere in difficoltà Salemme, diviene lui il carnefice creando un effetto ancora più comico. Salvo poi pagare le conseguenze della sua buffa arroganza, restituendo al personaggio di Salemme il privilegio di poterlo tormentare. Diviene una sorta di spalla al femminile del duo, già ben affiatato, Tosca D’Acquino che riesce a far sorridere, per le donne al cinema gran bella novità. Ben calato nel ruolo risulta anche Paolo Calabrese che con Serena Autieri riesce a dar vita ad una coppia di innamorati divertenti ma nello stesso tempo delicata ed avvincente. Protagonista della pellicola diviene anche un incontrastato panorama mozzafiato di una Napoli, di cui saranno trasportati sul grande schermo gli scorci più caratteristici ed incantevoli, dal Vomero a Chiaia, passando per Mergellina.

Con Se mi lasci non vale, Vincenzo Salemme riesce a rimaner fedele alla propria idea di commedia, mantenendo costante la creatività alla base dei filoni narrativi portati al cinema negli anni con un prodotto di intrattenimento puro senza eccessi, senza situazioni surreali: si può far ridere anche inserendo la comicità in un racconto credibile.

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About Federica Rizzo

Federica Rizzo
Campana doc, si laurea in Scienze delle Comunicazioni all'Università degli Studi di Salerno. Web & Social Media Marketer, appassionata di cinema, serie tv e tv, entra a far parte della famiglia DarumaView l'anno scorso e ancora resiste. Internauta curiosa e disperata, giocatrice di Pallavolo in pensione, spera sempre di fare con passione ciò che ama e di amare follemente ciò che fa.

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