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Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese – Recensione – Un Film di Mattia Colombo

Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese: un ritratto al presente di una delle band italiane di maggiore successo, nato dal Laboratorio di Alta Formazione di OffiCine.

È possibile ammirare, già a partire dal 15 Novembre, lo stralunato trailer definitivo del documentario più atipico e innovativo del panorama italiano: Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese, diretto da Mattia Colombo, segue da vicino la vita e la routine della band composta da Elio, Faso, Cesareo, Rocco Tanica, Christian Meyer (e collaboratori) dalla sala prove fin dentro la loro quotidianità, popolata da frammenti ed attimi intimi e personali; il tutto, ovviamente, condito dal gusto surreale che li ha spinti, nel corso della loro lunga carriera, a cercare sempre di restare in bilico tra un gusto sperimentale, innovativo, atipico e una ferrea preparazione musicale, elementi alla base del riuscito mix dal quale sono nate hit indimenticabili come Ritmo Sbilenco (che dà il titolo all’omonimo documentario), Parco Sempione, Born to be Abramo, La Terra dei Cachi e molte altre.

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Presentato durante la penultima giornata della Festa di Roma 2016, il documentario dichiara da subito il suo intento, quello di spiare con discrezione – e piacere voyeuristico da puro fan – da un buco segreto della serratura il “dietro le quinte” delle performance bizzarre architettate dalla band, le prove, i momenti intimi lontani dal palco o dagli eventi pubblici, la quotidianità più semplice; ovviamente, mostrare il lato intimo e prettamente personale (da qui, appunto, il filmino) di una delle band più rilevanti e progressive del panorama musicale italiano, cercando di tenere in secondo piano il lato professionale, artistico e spettacolare per dare, invece, importanza alla sfera delle emozioni private e dei sentimenti che si annidano nei piccoli gesti quotidiani è una mossa che soddisfa il desiderio nascosto di ogni appassionato, ma non solletica, allo stesso tempo, il gusto di un semplice spettatore in cerca di una “visione alternativa” offerta dal documentario: chi si vuole soltanto godere il piacere di un bislacco intrattenimento, troverà relativamente statici questi 73’ senza una voce narrante o un fil rouge che unisca, tra loro, le immagini e faccia da collante alla narrazione (esile e scarna); solo la dirompente personalità degli “Elii” e la loro affascinante produzione musicale riescono a tenere alta l’attenzione, altrimenti fiaccata dalla monotonia del semplice formato aperto (DCP) effetto “casalingo”, rendendo alla fine Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese un prodotto dalle curiose premesse non mantenute fino in fondo.

Regia: Mattia Colombo Con: Elio, Faso, Cesareo, Rocco Tanica, Christian Meyer Anno: 2016  Durata: 73 Min. Paese: Italia Distribuzione: Wanted
Ritmo Sbilenco - Un filmino su Elio e le Storie Tese: un ritratto al presente di una delle band italiane di maggiore successo, nato dal Laboratorio di Alta Formazione di OffiCine. È possibile ammirare, già a partire dal 15 Novembre, lo stralunato trailer definitivo del documentario più atipico e innovativo del panorama italiano: Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese, diretto da Mattia Colombo, segue da vicino la vita e la routine della band composta da Elio, Faso, Cesareo, Rocco Tanica, Christian Meyer (e collaboratori) dalla sala prove fin dentro la loro quotidianità, popolata da frammenti…
Commento Finale - 55%

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Ritmo Sbilenco – Un filmino su Elio e le Storie Tese mantiene, fino in fondo le premesse del titolo: mostrare il lato intimo e prettamente personale (ecco, appunto, il filmino) di una delle band più rilevanti e progressive del panorama musicale italiano, perdendo di vista il lato professionale, artistico e spettacolare per dare, invece, importanza alla sfera delle emozioni private e dei sentimenti che si annidano nei piccoli gesti quotidiani. Tutto questo, però, non solletica il gusto di un semplice spettatore in cerca di una “visione alternativa” offerta dal documentario: chi si vuole soltanto godere il piacere di un bislacco intrattenimento, troverà relativamente statici questi 73’ senza una voce narrante o un fil rouge che unisca, tra loro, le immagini e faccia da collante alla narrazione (esile e scarna); solo la dirompente personalità degli “Elii” e la loro affascinante produzione musicale riescono a tenere alta l’attenzione

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About Ludovica Ottaviani

Ludovica Ottaviani
Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Classe 1991, da più di una decina d’anni si diverte a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Si infiltra nel mondo della stampa online nel 2011, cominciando a fare ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Tom Hiddleston, Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.

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