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Pelé – Recensione – Un film di Jeff e Michael Zimbalist

Appassionati di calcio e cinema di tutto il mondo unitevi! Si, perchè credo di non azzardare troppo nell’affermare che, dai tempi dello strepitoso Il maledetto United, questo sia il miglior film sul calcio giocato ad aver attraversato le sale. Ora in sala il mito di Pelé!

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La produzione è un po’ made in Usa ed un po’ made in Brasile e, questo, aggiunge un altro punto a favore del biopic su quello che, molti, considerano il più grande interprete dello sport popolare per eccellenza. Si, perché da anni il cinema brasiliano ci abitua a grandi pellicole: City of God e Carandiru solo per citare i primi due che mi vengono in mente, ma l’elenco sarebbe ben più lungo ed articolato, così come molti sono gli interpreti carioca di alto profilo: non è nel film, ma non riesco a fare a meno di pensare come prima cosa ad Alice Braga, anche se i motivi esulano, lo ammetto, dal puro talento recitativo o Wagner Moura, recentemente apprezzato anche in Narcos. In questo caso, ovvero parlando del film Pelé, troviamo l’ottimo Seu Jorge. Chi sia costui, vi chiederete. Bè…oltre ad essere uno dei principali cantanti e musicisti brasiliani, è anche un ottimo interprete comprimario in due meravigliose perle della settima arte: il già citato City of God, con un ruolo di primo piano, ed il delizioso Le Avventure Acquatiche di Steve Zissou, con un gradevolissimo personaggio di contorno e la possibilità di firmare parte della colonna sonora. Artista a tutto tondo. C’è il giovanissimo Kevin de Paula nel ruolo del Pelé proto calciatore e trionfatore: faccia un po’ da pesce lesso, ma credibile nel rappresentare un adolescente d’umile origine assurto ad icona nazionale in pochi mesi. Diego Boneta, messicano, è un giovane e viziato Josè Altafini/Mazzola (ok, la vera storia del campione oriundo è leggermente discostante da quella raccontata, ma la licenza ci sta) ed è una pop star di trascurabile qualità, a meno che non vi piaccia il pop latino, ma si era già fatto notare in Rock of Ages; le due vecchie volpi, Vincent D’Onofrio e Colm Meaney, nel ruolo dei due allenatori che si contendono la Coppa Rimet in finale sono validissimi e, chicca da cinefili e malati di pallone, l’attore irlandese, ne Il Maledetto United, aveva dato vita al ct della nazionale inglese Don Revie. Corsi e ricorsi storici ed un po’ di sana prigionia da personaggio.

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La storia è semplice: il piccolo Pelé gioca per strada, aiuta la famiglia poverissima, lavora col padre, va a scuola, combina marachelle, vince un torneo giovanile, viene notato, portato alla ribalta e vince il mondiale in Svezia, restituendo entusiasmo ad un popolo martoriato da un Mondiale perso in casa e, aggiungo io, da una situazione politica non proprio rosea, come da Sudamericana memoria.

Se la trama e la realtà le conosciamo tutti prima d’iniziare la visione, ciò che mi ha più colpito del film sono la realizzazione tecnica, con una stupenda fotografia, lo spaccato di vita da favela degli anni 50, sia pur edulcorato, ma in ogni caso credibile e tutta una serie di chicche calcistiche infilate qui e li. La rappresentazione di azioni e gol che fecero la storia è ineccepibile, il vero Pelé che compare per qualche frazione di secondo senza proferire parola, Bruno Pizzul che offre la voce, nella versione doppiata, al telecronista che narrò l’impresa della nazionale brasiliana strappano il sorriso. Soprattutto, però, mi è piaciuta la ricostruzione del modo di giocare dei verdeoro: la Ginca, stile di gioco basato sull’estro e simile alla capoeira, caratteristica principale dei giocatori brasiliani, portò secondo molti alla disfatta del 1950. Venne quindi abbandonata per cercare di imitare un gioco più tattico ed europeo, ma riesplose prepotente dai piedi di quelle giovanissime star venute dalla fame, Garrincha, Pelé, Vavà, Didì, che portarono il Brasile sul tetto del mondo grazie all’estro ed alla voglia di rivalsa. Il migliore dei lieti fini.

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La colonna sonora è buona e dai sapori carioca, il montaggio e la durata sono adeguati ad una ricostruzione che appassioni senza annoiare e tutta la pellicola scorre egregiamente.

In breve: vi piace il calcio? vi piacciono i bio pic? vi piacciono le ricostruzioni storiche? In ogni caso il film non potete perderlo, assolutamente ben al di sopra della sufficienza.

Regia: Jeff Zimbalist – Michael Zimbalist Con: Vincent D’Onofrio – Rodrigo Santoro – Diego Boneta – Colm Meaney – Seu Jorge – André Mattos – Tonya Cornelisse – Milton Gonçalves – Kevin de Paula – Seth Michaels – Mariana Balsa Anno: 2015 Durata: 104 Min Paese: USA – Brasile Distribuzione: M2 Pictures
Appassionati di calcio e cinema di tutto il mondo unitevi! Si, perchè credo di non azzardare troppo nell'affermare che, dai tempi dello strepitoso Il maledetto United, questo sia il miglior film sul calcio giocato ad aver attraversato le sale. Ora in sala il mito di Pelé! La produzione è un po' made in Usa ed un po' made in Brasile e, questo, aggiunge un altro punto a favore del biopic su quello che, molti, considerano il più grande interprete dello sport popolare per eccellenza. Si, perché da anni il cinema brasiliano ci abitua a grandi pellicole: City of God e…
Commento Finale - 80%

80%

Il calcio è vita

Ricostruzione riuscita della leggenda, "Pelé" è allo stesso tempo un buon biopic ed un ottimo film sul calcio. Splendida fotografia,accurata scelta degli interpreti (identici ai protagonisti reali), contesto sociale ben abbozzato,tanta nostalgia ed ottima colonna sonora. Il miglior titolo sul genere dai tempi de "Il Maledetto United

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About Davide Villa

Davide Villa
Più di trenta e meno di quaranta. Ama: Il punk Rock, l'as Roma, Tarantino, Maurizio Merli, Stallone, Schwartzy, Indiana Jones, Spielberg, Lenzi, Leone, John Milius e gli action movie. Odia: la juve, le camicie nere, Servillo, Lynch e Lars Von Trier. Film preferiti: Giù la testa, Bastardi senza gloria, Troppo forte, Compagni di scuola, Milano Calibro nove. Doti innate: la modestia, l'eleganza e la sobrietà. Difetti: pochi e di scarsa importanza.

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